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L'ALBA DI ZABRISKIEPOINT

Correva l'anno 2000. Dopo la storica scissione e l'ingloriosa fine di una precedente rivista (La finestra sul cortile) nasceva dalle ceneri www.zabriskiepoint.net. Da allora, resistendo di fronte a tutto - e a tutti - la rivista si è affermata, si è modificata, si è bloccata, è ripartita. Ha fatto strada e, con lei, tutti coloro che ancora resistono e ne fanno parte. Di seguito, allora, dopo il sentito racconto del nostro Mauro Conciatori, troverete i link alla prima stagione di ZP: l'alba di una nuova era...
Quindi una propensione maggiore verso la rivista cartacea attraverso questi ampi saggi ricchi di foto, ma soprattutto con una veste grafica del magazine ricca e, se vogliamo, glamour. Una rivista molto gradevole, un po’ folle e fuori dagli schemi, ma difficile da gestire, perché ogni volta i grafici dovevano “ricreare la struttura e la grafica”. Dopo qualche mese decidemmo di alleggerire la grafica per rendere più agevole la struttura e la fruizione da parte degli utenti. Nel frattempo si univano al gruppo altri collaboratori: Gabriele Albanesi, Simone Amendola, Gaetano Buompane, Nathalie Selim, Carolina Parisi, Cesare Paris, Emanuele Cotumaccio, Alessia Mazzenga, Roberta Terregna, Francesco Granitto, Alberto Tulli (citati in ordine sparso, con la speranza di non essermi dimenticato nessuno). Di quel periodo ricordo le grandi riunioni di redazione con degli scontri frontali sull’impostazione da dare ogni mese, scontri mai stitici ma estremamente fattivi, discussioni verbali molto violente, ma poi tutti a mangiare una pizza e via, ogni dissapore era passato (quasi mi commuovo). Ma stavo dicendo che era arrivato il momento di alleggerire la rivista per alleggerire il lavoro ai nostri webmaster.
Con questa impostazione siamo andati avanti sino ai primi mesi del 2005, un periodo molto lungo che ha permesso di farci conoscere ulteriormente, moltiplicando i lettori e l’entusiasmo di chi arrivava a collaborare. In questo periodo (inizi del 2003) arriva nella redazione di ZP una figura che poi diventa centrale e perno insostituibile del magazine: Valerio Sammarco. Ormai stanco di come le cose stavano andando ultimamente, soprattutto da un punto di vista economico, con mancanze di fondi, ero pronto a gettare la spugna e mandare alle ortiche un lavoro di anni per far conoscere ZabriskiePoint, ma la verve, la ferrea volontà di Valerio nel credere in un progetto fornì linfa nuova a me e ai pochi superstiti di ZP che, con forza inerziale, andavano avanti… Andrea Lucarelli, Alessandra Meo, Rossella Rinaldi, Roberto Sechi, Emanuele Cotumaccio, Gianluigi Ceccarelli, questi erano i sopravvissuti, ma ora, e siamo arrivati ad agosto del 2005, nasceva ZP3, da un ennesimo sforzo di Andrea Lucarelli con la collaborazione di Roberto Sechi ed eravamo pronti per il nostro solito appuntamento Veneziano, Il festival del Cinema di Venezia, che abbiamo cercato di coprire al meglio, con dei daily (come nostro solito), ed un ennesimo sforzo. Quindi la ricompattazione del gruppo e i nuovi innesti in questa struttura ormai collaudata in questo magazine che si proponeva, attraverso la nuova veste grafica, come una sorta di portale di cinema, focalizzando i nostri interessi su tutta la filiera di un film, dall’uscita in sala all’uscita in home video, con delle recensioni puntuali ed attente, sia da un punto di vista contenutistico che tecnico. Le new entry di questi mesi sono state Manuela Pinetti (che da saltuaria collaboratrice è diventata presenza stabile nonché necessaria), Anna Maria Pasetti, Teresa D’Anna, Lorenzo Cremaschi, Francesco Davide Parisse, Duke Morrison, Mauro Darra, Olga Leo, Laura Raggi, John Marion e Valerio Tagliaferri, più le sporadiche – ma insostituibili apparizioni – di Massimo Frezza, Federico Raponi, Fabio Melandri e Marco Catola, amici prima che colleghi.
I numeri (on-line) della prima edizione
"Speciale Venezia 57" (settembre 2000)
"I Quattro Elementi" (ottobre 2000)






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