TRADIMENTO SAGGI

Kill me two time
Il regista e il suo pubblico


Troppo gioco e niente lavoro fanno di Quentin un ragazzo indisciplinato

Quando, alla cerimonia degli oscar in cui venne premiata la sceneggiatura di Pulp Fiction, Tarantino e Avary salirono sul palco a ritirare la statuetta, fu Quentin ad appropriarsi di tutto il merito. Parlò solo lui, e tenne il buon Roger nell'ombra.

Quentin Tarantino

Al party seguito alla premiazione, quando Quentin andò a salutare la moglie di Roger, quest'ultima lo mandò a quel paese. Dopo il successo di Le Iene e di Pulp Fiction che lo lanciarono come star planetaria, Tarantino decise di dimostrare al mondo che sapeva girare anche storie d'amore, e realizzò Jackie Brown, tratto dal suo scrittore preferito, Elmore Leonard. Il pubblico, il "suo" pubblico, inizialmente rimase un po' spiazzato… Tarantino è così, prendere o lasciare. Ultimamente sono
circolate notizie sul suo ultimo film, 40 Lashes, sempre da Elmore Leonard. Di che si tratta? Uno "spaghetti-western" (Quentin non tradisce mai le sue passioni fanciullesche) contaminato con un film sulla seconda guerra mondiale. Gli attori: si parla di Stallone e Schwarzenegger…

Un gioco da ragazzi.

I fratelli Manetti sono dei bravi ragazzi. Cresciuti nel clima underground dei video-maker indipendenti romani, autori di cortometraggi e videoclip, dopo un esordio nel lungo passato pressoché inosservato (Torino boys) trovano la notorietà grazie all'incontro fatidico con "Er Piotta"
. Gli mettono su un paio di videoclip, e scrivono la sceneggiaturadel suo esordio cinematografico, Il segreto del giaguaro.
Poi decidono che è l'ora di fare il grande salto. Trovano un produttore d'eccezione disposto a realizzare Zora la vampira: Carlo Verdone. Perché Verdone si fida di loro? Perché sono dei bravi ragazzi? O dei ragazzacci indisciplinati? Staremo a vedere.
Gionata Zarantonello e Ulisse Lendaro sono due studenti modello. Decidono di
girare un lungometraggio splatter all'interno del loro liceo
.
Il preside li lascia fare
Carlo Verdone

perché in fondo sono "ragazzi in gamba", che si danno da fare. Quando Medley verrà venduto alla Troma, tutti diranno: "avevamo capito che i due ragazzi avevano le palle…".
Il cinema italiano dopo l'effetto trash. La fatidica ossessione. Il pubblico non ha gradito il film del Piotta. Gradirà il mediometraggio di Zarantonello? E la contaminazione dei fratelli Manetti? Lo spettatore, oggi, ha realmente bisogno di trash? Che significato hanno riviste come Nocturno, che canonizzano Fernando Di Leo e Umberto Lenzi e trattano la fiction televisiva come se si trattasse dei film di genere degli anni '70?
Pura nostalgia o reale bisogno di riempire un vuoto

Medley lasciato dal tradimento di tutta una generazione registica che se ne è infischiata del proprio pubblico?
Forse il pubblico oggi ha bisogno di sporcarsi le mani col fango e lo schifo della vita vera, della materia bassa, della spazzatura
(ebbene sì) ma senza distacchi ironici o prese di coscienza meta-testuali e trans-storiche, senza "recuperi coatti" che non supereranno mai la ristrettezza geografica del proprio rione . Lo spettatore, per non
sentirsi abbandonato dalla propria cinematografia e dalla propria cultura di appartenenza, deve sentire la partecipazione del regista alle sue storie, vorrebbe essere colpito da un camion di rifiuti che viaggia a 120 all'ora. Una botta sana, una "sveglia" memorabile.

Cul de sac

Dopo la visione di
Soldi sporchi, furono in molti a rimanere senza parole. Una licenza d'autore dell'ex enfant prodige Raimi? O semplicemente un tentativo mal riuscito di cimentarsi con una materia fuori dalla sua portata e dalla sua sensibilità? L'assoluta indifendibilità del successivo Gioco d'amore fa supporre che l'ipotesi giusta sia la seconda.Ma perché Sam, il ragazzo del west, ha tradito?
Perché non ha continuato a fare fantasy? Almeno qualche solido film d'azione… Vorrà dire che Raimi è davvero un ragazzo cocciuto, e quando si mette in testa una cosa, non c'è niente che lo faccia tornare sui suoi passi…
Qualcuno reputa
Jack di Coppola una stanca pellicola di fattura televisiva. Molti cinefili si sono rifiutati di andare a vedere l'ultimo film di Lynch. Altri ancora, l'ultimo Craven.

E vogliamo parlare dell'ultimo Argento, reo di non riuscire a fare più paura neanche a se stesso? E che fine ha fatto George A. Romero?

Brian De Palma aveva ragione


Brian De Palma, probabilmente, ha ragione.
Continuare a girare, magari mettendosi

Brian De Palma

al servizio dell'industria, ma andare avanti comunque, non tradire mai il pubblico, coinvolgerlo con tutti i mezzi necessari, leciti e non. Meglio un Mission impossible di Music from the Heart. Meglio un Mission to Mars che il silenzio di Romero. È meglio uscire a testa alta dopo aver realizzato un Assassin(s) (Kassovitz) che arrabattarsi per un qualunque Idioti


Daniele Aliprandi