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Anatomia del tradimento amoroso Né con te, né senza di te Il tradimento amoroso, liberazione di impulsi primordiali e di passioni trattenute contro il moralismo delle convenzioni sociali, è sicuramente il tema che esprime con più efficacia l'essenza dell'amore: e da sempre la figura degli amanti maledetti è stata al centro della rappresentazione cinematografica.Francois Truffaut, il regista che più di ogni altro ha fatto dell'amore l'epicentro delle sue narrazioni, si è spesso servito del tradimento come strumentodi indagine della sterminata |
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casistica amorosa. L'amore come esperimento intellettuale in Jules et Jim, come ambiguità in La mia droga si chiama Julie, come follia in Adèle H., come fiamma devastante che divora chi ne è posseduto senza possibilità di scampo se non nella morte in La signora della porta accanto. La passione che unisce Mathilde e Bernard, i protagonisti del penultimo film di Truffaut supera ogni barriera, temporale e fisica: i due si ritrovano dopo otto anni, ma nulla è cambiato tra di loro. Come suggerisce il titolo, la sottile barriera architettonica che li divide più che separarli agevola i loro incontri. L'impeto animalesco che li spinge ad unirsi non si fermerà di fronte a convenienze sociali e obblighi morali e familiari, travolgendo tutto. Ed il loro è un tradimento inevitabile, atto sacro compiuto in nome dell'amore. | ||
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Il demone passionale che possiede i personaggi truffautiani si scontra con quello della fede religiosa in Fine di una storia di Neil Jordan, storia di un odio che scaturisce da questo scontro. La storia che finisce è quella nata tra lo scrittore Maurice Bendrix e Sarah Miles, moglie insoddisfatta di un importante uomo politico. La loro grande passione dovrà però recedere di fronte ad un amore |
| superiore; la protagonista compie due promesse che non riuscirà a mantenere. In nome del grande amore che prova per Maurice tradirà dapprima il suo patto matrimoniale, infine anche il giuramento fatto a Dio di non vederlo più, giuramento d'altronde compiuto proprio per salvare Maurice. Il sacrificio di Sarah giungerà fino alle estreme |
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conseguenze, fino al "martirio": e la sua morte unirà i due uomini della sua vita. Eros e Thanathos all'italiana Amore e Morte: era il titolo originario della sceneggiatura di Dramma della gelosia, tutti i particolari in cronaca, di Ettore Scola. Sembra la definizione del melodramma per antonomasia. Ma il genio corrosivo dell'ironia si serve di un'improbabile potlage linguistico tra espressioni da bassa letteratura rosa, melodramma operistico e gergo popolare, per ricondurre la classica storia di tradimento nello squallore sottoproletario in cui vivono amano e muoiono i personaggi. Tradimento quindi, di Oreste verso la moglie brutta e vecchia che manderà la bella fioraia Adelaide all'ospedale "nel reparto tramortiti"; di lei e Nello , i due affetti più cari al povero Oreste che si ritrova ora nella stessa situazione del vecchio scartato per il nuovo; di Adelaide verso tutti e tre i poli del suo confuso "amour fou". Il triangolo con appendice, riecheggia Jules et Jim: anche qui i protagonisti cercano di plasmare la sostanza della vita (l'amore!) e perdono, ma loro non hanno neanche i mezzi per giocare. Quello di Catherine non era vero tradimento, perché lei era la Donna, creatura ancestrale e mitica che decide il suo e l'altrui destino, come, dove e con chi morire, Adelaide invece è una popolana passionale con velleità da eroina romantica, i suoi tradimenti sono tangibili e hanno delle conseguenze tragicomicamente violente e non può suicidarsi, ma solo morire per sbaglio per mano di colui che malgrado tutto ama di più. Ma alla fine la soluzione di tutto resta sempre la stessa, perché l'amore è sempre lo stesso, ed è sempre folle e come le ceneri di Jim e Catherine avrebbero dovuto essere mischiate nel vento, come "la signora della porta accanto" e il suo vicino avrebbero dovuto essere seppelliti insieme per essere finalmente per sempre vicini, così Oreste nei suoi deliri di pazzo, rivolgendosi alla sua immaginaria compagna, le rivela "se non ti ammazzavo, oggi non staressimo così felici e tranquilli". Stèphane e le altre Amore, quindi, da sempre corrisponde a morte: e non solo nella rappresentazione di folli amori e di grandi passioni, ma anche all'interno di lucidi ritratti della vita di coppia. Se un filo rosso si può riscontrare in tutta l'opera di Claude Chabrol, |
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uno dei grandi moralisti della Nouvelle Vague, questo è sicuramente lo studio attento dei meccanismi che regolano i rapporti matrimoniali: le fredde istantanee familiari della provincia francese che il regista ha scattato nei lungometraggi girati a cavallo degli anni sessanta e settanta diventano simboli di una più vasta situazione esistenziale. I protagonisti, i cui nomi si ripetono sempre uguali quasi a significare il loro status di maschere tragiche, sono i più degni rappresentanti della classe borghese: con una freddezza da entomologo che richiama il maestro Hitchcock, Chabrol descrive tradimenti e menzogne ponendoli su un piano superiore di lontananza e di irraggiungibilità quasi a farne un paradigma contemporaneo. |
| Ne La femme infidèle la scoperta del tradimento della moglie Hélène (Stephane Audran) da parte del marito Charles viene a turbare un perfetto quanto fatuo |
| equilibrio matrimoniale: l'unica soluzione consiste nell'omicidio, nell'eliminazione (fisica) di tutti gli indizi, e quindi nel ristabilimento della situazione iniziale, fondata su silenzi e reticenze complici.E l'arresto finale del marito non farà che sancire di fatto l'inscindibilità del vincolo matrimoniale, inteso più che altro come legame di proprietà. E ne L'amico di famiglia l'esito della passione adultera scoppiata tra Lucienne (sempre la Audran) e Pierre non potrà che riconfermare l'inevitabilità di tali legami sociali. L'amore tra i due, sano rispetto ai rapporti malati con i rispettivi coniugi, non può essere legalizzato: i due omicidi compiuti vengono presto scoperti, come se si trattasse di una nemesi delle regole borghesi codificate. |
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Il
percorso critico moralistico di Chabrol all'interno dei rapporti interpersonali
non poteva non approdare ad una nuova lettura del capolavoro di Gustave
Flaubert. Madame Bovary è l'eroina simbolo del tradimento come fuga dalle gabbie prestabilite delle regole sociali borghesi, ancora una volta, come nei gialli del periodo precedente, dalla mediocrità della grigia vita di provincia francese. La bellissima lettura cinematografica precedente, realizzata da Vincente Minnelli, svela le motivazioni recondite del comportamento di Emma. La giovane donna tradisce perché tradita nei suoi sogni romantici |
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dallo squallore della realtà circostante e dalla povertà di spirito degli uomini che incontra; gli unici momenti di felicità sono quelli in cui il sogno si incontra fuggevolmente con la realtà aumentando le sue illusioni. Non a caso ancora una volta l'unica fine possibile sarà la morte. |
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