Los Angeles, 2001:
involucro
spazio-temporale
del "Million Dollar Hotel", precaria dimora apodittica di spostati e vagabondi,
ma anche teatro di un amore (quello che nutre l'ingenuo Tom Tom nei confronti
della puttana-santa Eloise), di un omicidio eccellente sul quale indaga il
detective Gibson: e poi il cielo, Dio vivente e indifferente allo stato (e
allo svolgersi) delle cose. La derivazione colta del prologo-epilogo alla
Icaro, impregnata di simbologia iatrogena/ieratica (il suicidio come catarsi
e invito alla vita), non è altro, forse, che la contrazione dell'intero film:
un lungo tuffo nella fenomenologia percettiva, dove il significato del segno/significante
non è immediatamente afferrabile, o per lo meno è posto in discussione. Non
esiste certezza nel "Million Hotel", se non quella dell'essere-oltre. Parimenti,
l'accettazione (passiva) di questo assunto pone in essere una filosofia propositiva
alimentata da un mondo poggiato sulla fede (molti gli elementi cristiani disseminati
nell'opera) e sulla trascendenza, e l'idea di un ordine umano è tale per disposizione
provvidenziale all'idea di un ordine che l'uomo conquista per propria eterea-ingenua
virtù.
Giudizio:
Soggetto:
Nicholas
Klein, Bono Vox
Sceneggiatura:
Nicholas Klein
Fotografia:
Phedeon
Papamichael
Montaggio:
Tatiana S. Rigel
Musiche:
AA. VV.
Scenografia:
Robbie Freed
Costumi:
Nancy Steiner
Interpreti:
Jeremy Davies, Milla Jovovich, Mel Gibson, Peter Stormare, Amanda Plummer,
Julian Sands, Tim Roth
Produzione:
Deepak Nayar, Bono Vox, Bruce Davey, Nicholas Klein, Wim Wenders, Uli Felsberg
per Kintop Pictures, Icon Entertainment International, Road Movies Filmproduktion
Distribuzione:
Medusa Film
Durata: 121'
Nazionalità e anno:
USA, 2000


