L'essere umano esiste. Ma siamo figli di Dio oppure naturale (?) evoluzione della specie secondo le teorie Darwiniane? Ne l'uno e ne l'altro, secondo De Palma e i suoi sceneggiatori, ma "semplicemente" dei pronipoti dei marziani -abbiamo lo stesso dna genetico- che dopo un disastro avvenuto sul pianeta Marte, "nonsisabenequando", gli abitanti del pianeta sono "emigrati" verso altri lidi (altri mondi? altre galassie?) alla ricerca di un qualcos'altro non bene specificato. Ma… un qualcuno (un marziano) prima di partire ha lanciato sul rozzo pianeta Terra una capsula con dentro il loro cromosoma per far si che anche lì nascesse la vita… Dopo circa due ore di sonnacchiosa visione questo è il colpo di scena finale ove si racchiude tutto il senso del film. Una soluzione che non riesce a riscattare in nessun modo, anzi, forse aiuta a peggiorare, questo Mission to Mars, assolutamente noioso, prevedibile, saccente, improbabile, prolisso, presuntuoso… insomma flatulento, dove lo stralunato Gary Sinise si aggira come uno zombie, il terreo Tim Robbins si sacrifica (poco convinto e convincente) per i suoi compagni, e gli altri protagonisti sono macchiette uscite "danonsisadove" per dar vita a una storia che non convince dall'inizio alla fine, ma che forse non ha convinto neanche tanto De Palma… ma dove sono finiti i tempi di Carlito's Way?
Giudizio:
Soggetto:
Lowell Cannon, Jim Thomas, John Thomas Sceneggiatura:
Jim Thomas, John Thomas, Graham Yost Fotografia:
Stephen H. Burum
Montaggio:
Paul Hirsch
Musiche:
Ennio Morricone
Scenografia:
Ed Verraux
Costumi:
Sanja Milkovic Hays
Interpreti:
Gary Sinise, Tim Robbins, Don Cheadle, Connie Nielsen, Jerry O'Connell
Produzione:
David S. Goyer, Justis Greene, Tom Jacobson Distribuzione:
Buena Vista International Italia
Durata: 112'
Nazionalità e anno:
USA, 2000


