Recensioni - pag.2 COPERTINA

LA CENA DEI CRETINI
di Francis Veber

Il film è tutto nel titolo: è il racconto di una serata particolare che dei facoltosi amici parigini si riservano di passare una volta la settimana, e che consiste nell'invito a cena con cretino. Chi porta con sé l'ospite meno intelligente è il vincitore. Da questa situazione potrebbero svilupparsi parecchi momenti divertenti, ma Veber si limita ad una messa in scena che accenna, ammicca alla grande tradizione comica ma fa restare in superficie la vera vis che il genere ha con sé. La costruzione delle gag vorrebbe ispirarsi a Chaplin ma in realtà trae spunto soprattutto dal peggior Benigni (quello della Pantera Rosa), e la regia pare così dotata di quella virtù che spesso trascende nel difetto: dalla coerenza alla ripetitività il passo è breve. Senza dubbio il film risente molto del doppiaggio, essendo gli equivoci linguistici una componente non secondaria nell'enorme successo che ha avuto in Francia, ma se la cosa più bella sono i titoli di testa, qualcosa vorrà dire?

Paolo Geremei

Giudizio:

Soggetto e sceneggiatura:
Francis Veber
Fotografia:
Luciano Tovoli
Montaggio:
George Clotz
Musiche:
Vladimir Cosma
Scenografia:
Hugues Tissandier
Interpreti:
Thierry Leermitte, Jacques Villeret, Jacqueline Bouchard
Produzione:
Gaumont, EFVE, TF 1 Film Production, TPS Cinéma
Distribuzione:
Filmauro
Durata: 90'
Nazionalità e anno:
Francia, 1998

LA CENA DEI CRETINI