1.The million dollar hotel
Original Soundtrack

Il nuovo straordinario sogno di Wim Wenders, un cinema lento, riflessivo ed ipnotico, è testimonianza di un annunciato cambio di rotta dello stile del regista. Mentre in Buena Vista Social Club il connubio con Ry Cooder ha lanciato nel mondo i simpatici "vecchietti" cubani (Compay Segundo e Ruben Gonzales), questa volta sono le canzoni, vera e propria opera musicale, a sostenere e pubblicizzare la pellicola. Bono, co-autore del soggetto con Nicholas Klein, è anche il "condottiero" dell'equipaggio di super lusso della Million Dollar Hotel Band: il maestro Brian Eno, il trombettista Jon Hassell, il chitarrista Bill Frisell e la voce di Milla Jovovich. The Ground Beneath Her Feet, inedito firmato U2, è il piacevole tormentone di questi giorni, che nasconde riferimenti al mondo colto (scritta da Salman Rushdie ed ispirata al mito di Orfeo ed Euridice). Sono tre invece i pezzi partoriti da Bono: Never Let Me Go, Falling At Your Feet e Dancin 'Shoes. Particolare attenzione per la sofisticata interpretazione di Milla Jovovich, stile signora Smith, alle prese con la Stellite of Love del primo Lou Reed.

Federico Scoppio
2. Easy Rider
Original Soundtrack
Se Easy Rider è diventato un film culto, certamente molto lo deve alla sua colonna sonora. Il viaggio di Billy e di Captain America, alias Dennis Hopper e Peter Fonda, è infatti accompagnato da molta di quella musica, mista di pop psichedelico e di rock alternativo, che "i favolosi anni '60" hanno prodotto: The Byrds (Wasn't born to follow) e Steppenwolf (Born to be wild ha fatto epoca), Hendrix (anche se non con uno dei suoi brani migliori, If six was nine) e Dylan (It's all right ma', qui cantata da Roger McGuinn). E Nicholson-Hanson s'improvvisa volatile sulle note di If you want to be a bird, dei Modal Holy Rounders. Una curiosità: se vi è piaciuta Don't bogart that joint, non cercate il verbo "to bogart" sul vocabolario, non lo trovereste; è infatti un neologismo che vuol dire "fare come Humphrey Bogart". Cioè? in questo caso non tenere la sigaretta (…) tra le labbra, ma pass it over to me…
Paolo Geremei
 
3. Paris, Texas
Original Soundtrack
Probabilmente la miglior colonna sonora di un film di Wenders (e Il cielo sopra Berlino e The million dollar hotel non sono niente male…). Quale strumento, se non la chitarra, ha la capacità di evocare gli spazi aperti e desolati del Texas, e di produrre emozioni nella maniera più semplice ma incisiva possibile? Per Ry Cooder, che lo strumento lo conosce a perfezione (vedi la recente collaborazione col regista in Buena Vista Social Club), bastano infatti due note, al massimo tre: quelle dell'incipit di Paris, Texas, il brano-emblema del film. E già si ha voglia di sventolarsi col sombrero, presi da una improvvisa e sottile angoscia. Il tema è ripreso altre volte, per l'esattezza viene distorto in Nothing out there, e rielaborato in On the couch. Molto simili sono anche i restanti brani, ad eccezione della canzone popolare Cancion Mixteca, piacevole intermezzo "spagnoleggiante" cantata da Harry Dean Stanton, il coprotagonista del film.  
Paolo Geremei
 
4. Man on the moon
Original Soundtrack
Era il 1992 : su "Automatic for the people", disco capolavoro dei R.E.M. ,appariva, miraggio alieno , "Man on the moon" pezzo mid-tempo, sensazionale saggio di creatività dove le corde di Stipe raggiungono territori presleyani; tutto questo per Andy Kaufman il nano dadanichilista. Anno 2000 il sogno continua: la colonna sonora per Kaufman odora di R.E.M. ad ogni suono, dagli inserti da musical alieno dei Sandpipers (Mighty mouse theme) alla dance '70 degli Exile contaminata da rock malinconico (Kiss you all over) fino all'inedita "The great beyond", orfana di "Up". Gli strumentali ad opera della band, quando non si orientano verso il jazz (Tony thrown out), sono equilibrati ed avvolgenti: pianoforti che sembrano suonare dal cielo, archi melanconici, ambienti notturni ed eterei (Tony thrown out, Andy gets fired). I R.E.M. trovano anche il tempo per duettare con Jim Carrey (This friendly world), che a sua volta si esibisce in una demente versione di I will survive . Ma voi ci credete a The Man on the Moon?
Emanuele Cotumaccio
 
5. Lost highway
Original Soundtrack
Un viaggio tra lo spazio e il tempo, al volante Trent Reznor: conviene allacciare le cinture. Il deragliamento, inevitabile, parte con un Bowie fascinato da drum&bass e trip-hop (I'm deranged) seguito dall'esplosione industrial dei Nine Inch Nails (Perfect drug); la macchina sbanda e per rimetterla in carreggiata è necessario il tocco (sottotono rispetto al solito) jazz del fedele Badalamenti (Red Bats with teeth, Fats revisited). Ma la vera sorpresa deve arrivare: l'auto stacca l'ombra da terra sulle note degli Smashing Pumpkins (Eye) che improvvisano una straordinaria ballata elettro-dark uscita da una discoteca fuori dal tempo. Il sogno, improvvisamente, finisce: lo schianto‚ inevitabile se avete come compagni di viaggio Rammstein (Hierate mich) con il suo nazimetal o Marilyn Manson (Apple of sodom, I put a spell on you) che si insinua, sussurrando, tra le vostre orecchie per poi dilaniarle quando meno ve l'aspettate. Il ritorno è in compagnia degli alien(ant)i Lou Reed (This magic moment) e Antonio Carlos Jobim (Insensatez) ma l'arrivo cos'altro è se non il preludio di un nuovo viaggio? (I'm deranged-reprise)
Emanuele Cotumaccio