| I (NON) BEAT (I) |
| "La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo; con il suo arrivo ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada; d'altra parte Dean (ma qualcuno lo chiamava Neal Cassady) su una macchina c'era nato. Gli piaceva scrivere lettere quando partiva e lui era sempre in viaggio:"Certe volte me ne sto seduto a pensare, altre me ne sto seduto a bere, ma il più delle volte me ne sto seduto e basta"; prendeva benzedrina e scriveva di Joan, la bella e pazza Joan, che viaggiava con lui tra |
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le strade di Denver e Los Angeles "strepitosa, fresca di doccia, lustra di specchio, la mia splendida eroina; proprio quando pensi di aver imparato la lezione e giuri di non cascarci più, basta che abbassi la guardia un attimo perché la speranza salga alle stelle."" ("Joan Anderson Letter", 1950). Oltre a Cassady, alla Columbia c'erano Allen Ginsberg e Williams Burroughs con signora; Allen gridava e il mondo l'ascoltava turbato, qualcuno si voltava, altri lo volevano chiuso dentro una scatola di vetro, |
| pochi si fermavano ad ascoltare "Perché m'hanno arrestato tre volte a Praga, una volta per aver cantato ubriaco in Via Narodni, una volta sono stato abbattuto sul selciato di mezzanotte da un agente baffuto che gridava Bouzerant, una volta per aver perso il mio taccuino d'insolite opinioni su sesso politica sogno… ma io sono il Re di Maggio, che è il potere della giovinezza sessuale, che è perizia nell'eloquenza e azione del motore, che è i lunghi capelli d'Adamo e la Barba del mio stesso corpo" ("Kral Majales", 1966) "Il mondo è santo! L'anima è santa! La pelle è santa! Il naso è santo! La lingua e il cazzo e la mano e il bucodelculo sono santi! Ogni uomo è un angelo! " ("Howl and the other poems" 1956). |
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"William invece era diverso dagli altri, battuti, bastonati, eternamente sconfitti;lui era ricco, lui era cattivo, lui era il leader. La società, diceva, ha imprigionato il nostro corpo, la nostra mente liberiamola, liberiamo il corpo facendo sesso e la mente usando droghe rendiamo libere paroleimmaginisuoni, smontiamole rimontiamole sfondiamole: "La Malattia è la tossicodipendenza e io sono stato tossico per 15 anni; io ho fatto uso di morfina, eroina, dilaudid , eukidal, pantapon, diocodid, diosane, oppio, demerol, dolophine, palfium; l'ho fumato, mangiato, sniffato, iniettato in venapellemuscolo, inserito per via rettale; quello che ho imparato sono i principi base del monopolio: 1) non dare mai niente per niente 2) non dare mai più di quanto devi 3) riprenditi sempre tutto indietro se ti è possibile" ("Junkie", 1953). |
| "Dei buoni compagni di viaggio non si possono lasciare mai, le loro strade s'incroceranno sempre; le nostre s'incrociavano a San Francisco, nella City Light Books, la libreria di Lawrence Ferlinghetti. Lawrence ci dava la voce e la carta, a Lawrence non importavano i soldi, Lawrence era il Poeta "Il mondo è un gran bel posto per nascerci se non date importanza alla felicità che non è sempre tutto questo spasso se non date importanza a questa punta d'inferno qua e là proprio quando tutto va bene perché anche in Paradiso non è che cantino tutti i momenti ("25", 1961). Gregory Corso era un angelo con la faccia di chi ha avuto la vita difficile, un poeta ironico che scriveva inni contro le guerre e contro se stesso" |
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| Cosa
ne pensi della Beat Generation? Penso che non è niente. Penso che non
esiste. Una cosa come la Beat Generation non c'è. ("Varation on a Generation", 1959) |
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"Fu Alan Wats a farmi conoscere la filosofia Zen: se non riesci ad ottenerlo da te stesso dove potrai andare a cercarlo? Non ci sono maestri di Zen perché lo Zen non ha nulla da insegnare. Lo Zen è il soprattutto, la liberazione della mente dal pensiero convenzionale, cioè qualcosa di assolutamente diverso dalla ribellione contro le convenzioni come dall'adozione di convenzioni estranee" (Beat Zen, Square Zen and Zen '58). |
| "Ascoltavamo jazz, be-bop, Thelonious Monk, Charlie Parker, Miles Davies, Charles Mingus finché non sentimmo un ragazzo che cantava "A Hard Rain's A Gonna Fall" e "Blowin in The Wind": quel disco era "The Freewheelin' Bob Dylan" e tutti noi sentimmo di aver lasciato qualcosa "Ho trovato il pianista molto strabico ma estremamente solido: lui se ne arriva coi polsi fasciati & si porta dietro la sua stampella per gli abiti e m'è bastata un'occhiata per capire che non ha nessun bisogno di Sonny Rollins ma gli chiedo lo stesso "che fine ha fatto Gregory Corso?" ("Tarantula", 1971). "E poi c'era Diane di Prima che scagliava la sua vita su un foglio. "Voglio ringraziarti per il tuo pianto sincero e tempestivo all'ascolto |
| di tante opere italiane strappacuore per avermi tirato i capelli quando strappavo le foglie agli alberi così che sapessi cosa vuol dire, noi ora ci siamo dentro, la rivoluzione" ("Poesia di compleanno pesce d'aprile per il nonno", 1965) e Bob Kaufman, schietto e arrabbiato "Sull'angolo delle embrioniche speranze di yarbird, affogate in una lacrima di eroina, sull'angolo di voli parkeriani verso sacche di suono nello spazio, sull'angolo militare delle morti al megatone & dell'anestesia universale" ("Golden Saedine", 1966) e Tuli Kupferberg che scriveva aforismi su come evitare la naja "Entra in convento, ucciditi, castrati, sposa tua madre, prendi la distrofia muscolare da ragazzino, sparati LSD per un mese, impara a parlare con l'ano" ("1001 ways to beat the draft"). | ![]() |
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"Ho solo un rimpianto: non aver mai incontrato Henry Miller. Forse saremo matti, forse saggi, beati, drogati, maledetti; il vero problema è che, come le stelle, bruciamo in fretta". "Così in America quando il sole va giù e io siedo sul vecchio diroccato molo sul fiume a guardare i lunghi, lunghissimi cieli sopra il New Jersey e avverto tutta quella terra nuda che si svolge in un'unica incredibile enorme massa fino alla Costa Occidentale, e tutta quella strada che va, tutta la gente che sogna nell'immensità di essa, e so che di notte usciranno le stelle, e non sapete che Dio è l'Orsa Maggiore? E la stella della sera deve star tramontando e spargendo il suo fioco scintillio sulla prateria e nessuno, nessuno sa quello che succederà di nessun altro se non il desolato stillicidio del diventar vecchi, allora penso a Dean Moriarty, penso persino al vecchio Dean Moriarty, il padre che mai trovammo, penso a Dean Moriarty". (Jack Kerouack "On the road", 1957) Emanuele Cotumaccio |
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