COPERTINA

La morte corre sul fiume (1955)
di Charles Laughton

La prima volta non si scorda mai! Opera prima e ultima di Charles Laughton, uno dei più grandi attori che siano mai apparsi sulle platee cinematografiche e teatrali, La morte corre sul fiume (t.o. The Night of the Hunter) è un film assolutamente atipico nella sua accezione di conformità alle regole hollywodiane. Atipico sia nella struttura creativa quanto in quella produttiva. Come già detto il film segna l'esordio alla regia di Laughton, ma anche quello dell'impresario teatrale Paul Gregory come produttore. Un sodalizio tra i due che andava avanti da tempo nell'attività teatrale e che si concretizzò poi nella realizzazione di questo film che fu uno dei tonfi commerciali più clamorosi del cinema americano, nonostante la critica lo considerasse un film di assoluto valore diretto da un regista di "grande talento".

The night of the hunter
Ma da questo momento Laughton fu etichettato come Loser, vedendosi, quindi, le porte del paradiso cinematografico chiuse per sempre, nonostante l'attore-regista avesse già in cantiere un altro film, Il nudo e il morto, che dovette interrompere viste le difficoltà a reperire i finanziamenti necessari a concretizzarne la realizzazione. Love Hate Un cielo espressionista. Un fondale di studio. Tagli di luce inquietanti. Il ticchettio ritmato delle dita del predicatore Harry Powell (Robert Mitchum), in serafica attesa delle vittime predestinate. Sulle nocche incisi due tatuaggi, su quelle della mano destra Love, sulle altre Hate. In realtà per Powell esiste solo "l'odio", l'amore è riservato solo a se stesso e al denaro. E tutto ruota intorno ai soldi. Lui si sposa solo per interesse… per sottrarre i pochi averi di povere sfortunate che vivono nella depressa provincia americana. Il film si condensa in un road movie "acquatico" - il fiume come sentiero di fuga -, dove Powell insegue i due bambini dell'ultima moglie (sfortunata) accalappiata (Shelley Winters), che scappano con i soldi rubati dal loro padre morto. Powell in groppa a un cavallo bianco,segno di purezza che non
Robert Mitchum esiste, novello cavaliere di una tavola rotonda "dark", segue con infinita im-pazienza gli spostamenti dei due bambini che cercano di sfuggirgli a bordo di una barca, piccoli "capitani coraggiosi" che si battono contro la finta quiete del fiume. Due bambini in fuga dall'orco cattivo in una neo-favola campestre, dalle tinte nere e oscure, nel segno della tradizione delle novelle per "bambini cattivi" ai quali mettere paura con racconti tenebrosi che riemergono nelle notti insonni…
Religione? Powell, il reverendo, il predicatore uscito dalle ombre polverose dei sentieri del profondo West, che usa le parole per conquistare anime perdute al verbo di Dio, per condurle sulla "retta via", traghettarle ai confini del "Paradiso"… in realtà affascina solo per il piacere di farlo, conquista per suoi interessi, biechi e meschini: racconta che i soldi servono a far grande il Signore, ma poi servono solo a lui, ad alimentare i suoi piaceri. Powell è un essere meschino che si serve del verbo religioso per suo orgoglio personale. Predica Love ma attua Hate. È un uomo che odia profondamente le donne, è un omosessuale non dichiarato che gode nel farle soffrire. Si diverte a uccidere. Anche il rapporto che lo lega ai bambini è di fascinazione, oltre che di desiderio di avere i soldi. Forse è anche pedofilo? Di certo è sado-maso nelle sue lunghe

attese, nella pazienza di chi sa di essere più forte (fisicamente) e quindi della consapevolezza di essere il vincente. Non aggredisce uomini grandi e robusti come lui, anzi li evita, ma solo donne e bambini… in fondo è un vigliacco che attacca solo chi è (molto) più debole di lui. Un insicuro che giustifica con la religione ogni suo atto, come se il credo religioso potesse purificare ogni suo atto. Ma non è così, non può essere così. L'ordine delle cose è tutt'altro. La purezza e la nobiltà d'animo risiede altrove: nei bambini, nella signora Cooper (un immensa Lilian Gish) che li protegge imbracciando un fucile e che attende tranquilla l'arrivo del "falso profeta". Loro sono gli eroi, i portatori della "verità" e sono loro che alla fine trionferanno non certo "l'angelo del male"…
"La verità esiste solo nei fatti non nelle parole".

Robert Mitchum
Mauro Conciatori