Questo primo film della regista teatrale Julie Taymor, è la trasposizione cinematografica della sua precedente e apprezzatissima messa in scena (1995) del testo giovanile di Shakespeare "Titus Andronicus": la fosca tragedia del grande generale romano Tito, che tornato vittorioso dalla conquista dei Goti, ormai anziano e stanco, declina l'offerta di succedere all'imperatore, nel frattempo scomparso. Obbedendo ai propri doveri di eroe e suddito romano, favorisce l'ascesa al trono dell'erede sbagliato, e scatena, in perfetta buona fede una interminabile spirale di violenza, vendetta e orrore. Grandi gli attori, tra cui Anthony Hopkins e una cattivissima Jessica Lange; studiatissimi i costumi di Milena Canonero; bella la fotografia. Ma l'orrore reso tangibile dai moderni effetti speciali rischia di diventare più osceno del vero e di assomigliare più allo splatter che alla tragedia, e l'idea di esprimere scenograficamente l'eternità del potere e dell'ingiustizia, attraverso l'amalgama delle vestigia della Roma imperiale e di quella fascista, si perde nella pomposità e nella confusione. Shakespeare ci riusciva con il vuoto significante di un palco spoglio. Ma il cinema è un'altra cosa.
Giudizio:
Soggetto:
Julie Taymor
Sceneggiatura:
Julie Taymor, da "Tito Andronico" di William Shakespeare
Fotografia:
Luciano Tovoli
Montaggio:
Francoise Bennot
Musiche:
Elliot Goldenthal
Scenografia:
Dante Ferretti
Costumi:
Milena Canonero
Interpreti:
Anthony Hopkins, Jessica Lange, Alan Cumming, Harry Lennix, Laura Fraser,
Angus MacFadyen, Colm Feore
Produzione:
Clear Blue Sky Productions e Urania Pictures Distribuzione:
Medusa
Durata: 155'
Nazionalità e anno:
USA, 1999


