"Hurricane" Carter
è un pugile di colore ad un passo dalla conquista del titolo
dei pesi medi, quando, una notte del 1966, vede improvvisamente infrangersi
i suoi sogni: viene infatti ingiustamente accusato di aver ucciso tre persone
in un bar del New Jersey. Vent'anni ci vorranno perché la verità venga a galla,
e Hurricane possa vivere il resto dei suoi giorni da uomo libero.
Già dalla
frase-trailer "l'odio mi ha messo in prigione, l'amore me ne tirerà fuori"
si intuisce come una bella dose di sentimentalismo sia tutt'altro che rifiutata,
ma sono soprattutto i dialoghi melodrammatici ed una sceneggiatura studiata
a tavolino per colpire sotto la cintura (un innocente condannato all'ergastolo
deve per forza impietosire) a significare come si tratti, più che di un film,
di una "operazione": commerciale, ideologica, socio-politica. Una prospettiva
manicheistica impedisce una qualsiasi presa di posizione realmente critica,
ma la mano dell'esperto Jewison confeziona comunque abilmente uno spettacolo
che ai più piacerà, forte anche dell'ottima interpretazione di Denzel Washington.
Giudizio:
Soggetto:
tratto da
"The Sixteenth Round" di Rubin Carter e "Lazarus and the hurrican" di Sam
Chaiton e Terry Swinton
Sceneggiatura:
Armyan
Bernstein e Dan Gordon
Fotografia:
Roger Deakins
Montaggio:
Stephen Rivkin
Musiche:
Christopher Young
Scenografie:
Philip Rosenberg
Costumi:
Aggie Guerard Rodgers
Interpreti:
Denzel Washington, Vicellous Reon Shannon, Deborah Kara Unger, Liev Schreiber,
John Hannah, Dan Hedaya
Produzione:
Suzan Ellis, Michael Jewison, Jon Jashni
Distribuzione:
Buena Vista
Durata: 140'
Nazionalità e anno:
USA, 2000


