IL MIGLIO VERDE
di Frank Darabont

Il miglio verde è un film inverosimile e non piacerà a chi ritiene che il cinema sia un'arte fondata sulla rappresentazione della realtà. È più che inverosimile, è addirittura incredibile. Ma, lo si dica subito e non ci si pensi più, questo film si fonda su tutto tranne che sulla credibilità. C'è, talmente tanto dichiarata da risultare urlata, quella "voglia di miracolo" che ognuno ha dentro di se. Proprio su questo fa leva Darabont e prima di lui, con la sperimentazione tematica che lo contraddistingue nelle sue opere "minori", Stephen King. Il miglio verde è quello spazio fisico che divide un condannato a morte dall'eternità, quella distanza tra la colpa, la fine e la speranza che tutti, un giorno, ci troveremo ad attraversare. Uno spazio popolato da guardie, ladri, assassini e un gigante, John Coffey, che lascia sbalorditi per la mole e affascina per la bontà. Efficace, seppure priva di guizzi di genio, la regia di Darabont riesce a mantenere costante l'equilibrio tra personaggi fortemente caratterizzati. Tutti bravi gli attori sui quali spicca un Doug Hutchinson talmente credibile nel suo sadismo da desiderare per lui la fine che poi farà.

Alessandra Meo

Giudizio:

Soggetto:
Stephen King
Sceneggiatura:
Frank Darabont
Fotografia:
David Tattersall
Montaggio:
Richard Francis-Bruce
Musiche:
Thomas Newmann
Scenografia:
Terence Marsh
Costumi:
Karyn Wagner
Interpreti:
Tom Hanks, David Morse, Bonnie Hunt, Michael Clarke Duncan, Doug Hutchinson
Produzione:
Frank Darabont, David Valdes
Distribuzione: UIP
Durata: 188'
Nazionalità e anno:
USA, 2000

IL MIGLIO VERDE