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Argomenti del forum attivi
Fuori Concorso
KETTO TAKADANOBABA
Non è raro, nelle neonate cinematografie, che le influenze vengano tutte dalle tradizioni teatrali dei rispettivi paesi determinando storie e stili, inquadrature e recitazioni, musiche e montaggio. La cosa che colpisce di più di Ketto Takadanobaba di Masashiro Makino con la stretta collaborazione di Iroshi Inagaki è la sorprendente consapevolezza del linguaggio del cinema. Nonostante temi e stili i riprendono ineviatbilmente, almeno in parte, quelli del teatro Nō e della sua versione più popolare e grottesca, il Kabuki, la camera si muove libera dagli stilemi teatrali, imponendosi sia visivamente che ritmicamente per le sue trovate assolutamente innovative per l'epoca.
VIDA EN SOMBRAS
Un'unione perfetta tra la vita e il cinema. Carlos, alter ego del regista Llobet Gracìa, viene alla luce durante una delle primissime proiezioni cinematografiche, di quelle che si svolgevano durante le fiere paesane, e il cinema continuerà a essere presente in ogni momento della sua vita, anche con risvolti tragici. Vida en Sombras è opera (purtroppo) unica e pressoché perfetta di un uomo che ama il cinema.
Carlos, appassionato di cinema, vive un complesso di colpa per aver lasciato sua moglie morire per mano dei repubblicani mentre lui era in giro per le strade a filmare le rivolte del 18 luglio (inizio della Guerra civile spagnola). Alcuni anni dopo, mentre è al cinema a vedere "Rebecca" di Alfred Hitchcock, decide di redimersi impegnandosi a diventare un affermato regista cinematografico.
BAJO EL SIGNO DE LAS SOMBRAS
Non è certo un documento inedito, quello di Ferràn Alberich girato in beta nel 1984 per ricostruire la genesi di un film assolutamente unico ed originale, Vida en Sombras, e una vita altrettanto originale, quella del suo regista Llobet Gracìa. Ma è un documento che spiega bene come l'esistenza di Gracìa, interamente consacrata al cinema, sia legata a filo doppio con l'unico film professionale da lui girato, un film che forse più di ogni altro trova la sua vera ambientazione in quella minuscola porzione di spazio che separa lo schermo cinematografico, spesso sullo sfondo del film stesso, dalla platea: una terra di nessuno chiamata vita.
"Questo documentario vuole essere un prologo a Vida en sombras. Non pretendiamo di spiegare la figura del regista, ma semplicemente raccontiamo alcune cose accadute prima, durante e dopo le riprese del suo unico film "professionale". Non si tratta nemmeno di una biografia, ma semplicemente di una cronaca di fatti, così come li abbiamo conosciuti". (Ferrán Alberich)
ORFEO 9
A ogni festival il suo evento speciale: quest'anno, all'ultimo giorno di una mostra prolungatasi abbastanza per mettere a segno almeno qualche colpo, l'evento conclusivo è la riproposizione di Orfeo 9 di Tito Schipa jr., stracultissima rock opera italiana di quasi quarant'anni fa. La storia è una rivisitazione del mito di Orfeo e Euridice in chiave di critica alla moderna società dei consumi e dello sballo lisergico, la musica è una contaminazione di generi pop, che spaziano dalla lirica all'ispirazione zeppelliniana.
"Questa favola - Ha per vero protagonista assoluto - Un illusionista prodigioso: - Lo stesso che col suo gioco preciso - Ti inganna ancora - Ti tiene ancora distratto - Dalla più sublime delle visioni possibili: - La realtà."
ORFEO9 è la prima opera rock italiana e la prima mai rappresentata al mondo (Roma, Teatro Sistina, 23 gennaio 1970).
PUEN YAI JOM SA LAD (Queens of Langkasuka)
Quando è stato presentato il film Queens of Langkasuka, lo si è sempre paragonato al kolossal Disney I pirati dei caraibi, come se ne fosse la sua versione in salsa thailandese. Questo è vero, ma solo in parte. Queens of Langkasuka è prima di tutto un grande ricettacolo di temi classici e film altrettanto classici qui in Occidente che a quei temi si rifanno. Non si potrà non notare la somiglianza con Guerre stellari (lati oscuri, l'odio che è la via più facile da seguire, il colpo di scena genealogico e via dicendo) o con film altrettanto epici come Il signore degli anelli e Troy (la battaglia finale ne è una perfetta miscela).
XVII secolo. Il regno della Regina Hijau viene conquistato a tradimento da un principe ribelle che ha preso accordi con i pirati del malvagio capitano Corvo Nero. Pari, traumatizzato dall'assassinio dei genitori per opera del capitano a cui ha assistito, cresce con lo zio zio che lo introduce all'arte magica dal saggio Raggio Bianco, ovvero come entrare empaticamente in contatto con l'oceano e le sue creature.
YUPPI DU
Cosa vuol dire ri-proporre un film di 33 anni fa ad un Festival? Fornire un pezzo di storia del più o meno recente passato di una tranche di storia del cinema. Ma se questa tranche "tratta" dell'opera seconda del molleggiato allora si può parlare di storia del cinema? Sì, anche se con qualche riserva dettata dalle stimmate del film stesso e dalla poetica similecologista che Celentano ha immesso nel film come prima pietra miliare della sua "rivolta" (più pensata che reale) verso un "mondo umano" sempre meno attento a ciò che circonda e sempre più preso dall'edonismo e dal non rispetto dall'ambiente nel quale vive...
Il suicidio della moglie Silvia porta Felice Della Pietà a sposare Adelaide, soprattutto per dare una seconda madre a Monica, la figlia nata dalle prime nozze. Un giorno, tuttavia, il protagonista scopre che Silvia è viva e che ha architettato il finto suicidio per lasciare il marito nella miseria a Venezia e unirsi con un uomo di Milano che le ha offerto agi e ricchezza.
LES PLAGES D’AGNÈS
Arriva un tempo, per tutti gli uomini, in cui sentiamo di dover fare un punto della situazione. Per voltare pagina, anche per mettere un punto e chiudere una stagione. Questi momenti, che arrivano spesso in vecchiaia, ci spingono, per nostra indole naturale a comunicare qualcosa all'esterno. C'è chi scrive diari, lettere che poi brucerà, c'è chi dirige un film. L'ottantenne Agnès Varda, moglie del compianto Jaques Demy, morto di AIDS nel 1990, è tra quest'ultimi.
La regista Agnès Varda ricostruisce la propria vita e la propria carriera, in un viaggio attraverso le spiagge e i luoghi attraversati negli anni.
VINYAN
Vinyan. Così viene chiamato in Birmania uno spirito arrabbiato che non sa più dove andare e ha perso la strada per raggiungere l'aldilà. Fantasmi dunque: la novità è il rovesciamento; non più i fantasmi invadono la nostra vita, ma il contrario: i protagonisti scendono nel mondo dei fantasmi, perdendovisi irrimediabilmente. Da questo punto di vista Vinyan è la madre disperata, quasi ammattita dal dolore, che insieme al marito si addentra nel labirinto senza centro, senza soluzione.
Thailandia, Natale 2004. A causa dello tsunami che si abbattè su parte dell'Asia sud-orientale, Jeanne e Jeanne e Paul Bellmer smarrirono il figlioletto. Decidono di rimanere sul luogo per non lasciare intentata ogni chance di ritrovarlo vivo. Si affidano ad un losco personaggio, Mr. Gao, che li trasporta via mare in Birmania, dove pare si trovi uno strano villaggio popolato di soli bambini..
VICINO AL COLOSSEO C’È MONTI
Il Rione Monti è un'oasi nel cuore della Roma contemporanea. Sospeso tra il Colosseo preso d'assalto dai turisti e la multietnica Stazione Termini, Monti resiste nel suo tempo. Per le strade la mattina vedi le vecchie sovrappeso che camminano ondeggiando con le borse della spesa e quei loro vestiti che chissà dove comprano. Parlano ancora romanaccio, come solo loro sanno fare. Gridano, si lamentano, si salutano tutte. Le loro voci si sovrappongono a quelle dei bottegai, seduti sulla sedia fuori dal negozio.
Frammenti di vita quotiana di Mario Monicelli all'interno del "Rione Monti", quartiere romano dove il maestro risiede da tempo...
35 RHUMS
Un padre, una figlia. E il resto del mondo fuori. Claire Denis continua il suo viaggio indagatorio nel mondo delle relazioni umane, più intime ma anche più quotidiane. La si vede, infatti, la quotidianità di Lionel (Alex Descas) e della figlia in età universitaria Joséphine (Mati Diop) che procede di affinità elettive ed effusioni infinite, compensatoria della morte della madre Matilda, tedesca di Lubecca.
La storia di un rapporto padre-figlia raccontata nell'arco di anni. Il padre Lionel si prende cura da solo della piccola Joséphine in seguito all'incidente stradale che ha ucciso la moglie e madre. La bimba cresce a stretto contatto col padre che, all'alba dell'età adulta di lei, la sprona a staccarsi. Joséphine, però, non è d'accordo.










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