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Giornate degli Autori
NACIDO SIN
Non manca nulla al nano José Flores, tranne le braccia. E chi osasse provare pena per lui, deve vedere Nacido Sin, il documentario di Eva Norvind. Che mette in scena una delle biografie più curiose ed interessanti offerte da questa Mostra, nello specifico all'interno delle Giornate degli Autori. Josè Flores è un messicano che, al di là dell'handicap (probabilmente causato da un'eclisse di luna mentre la madre era al quarto mese di gravidanza), si è sposato (con la nipote grazie ad una dispensa ecclesiastica) e con lei ha generato 7 figli.
Nacido sin è un documentario su Jose Flores, nato senza braccia, attore nei film di Jodorovsky, suonatore di strada, ma soprattutto marito tenero e padre di sette figli.
FREISCHWIMMER (HEAD UNDER WATER)
Una cittadina tedesca. Con la sua farmacia, la sua patisserie, la sua macelleria, la sua chiesa, la sua scuola. Tranquilla, regolare, perfetta. Ma un incidente causa la morte di un ragazzo. Ma si tratta davvero di un incidente? Tracce di veleno rivelano un'atroce verità. È omicidio...La cittadina è sconvolta. C'è un mostro in mezzo ai suoi abitanti. La caccia è aperta. I sospetti si sprecano. Le accuse volano. Ma il colpevole non si trova.
Qualcosa di terribile sta per succedere in una cittadina tedesca. Nessuno ne conosce il motivo, tranne una persona: Rico Bartsch. Il quindicenne studente delle medie, assolutamente emarginato, innamorato della più bella ragazza della scuola. Ciò che all'inizio sembra un desiderio irrealizzabile diventerà possibile alla fine della storia. La bellissima Regine implorerà per l'amore di Rico.
LE RAGIONI DELL’ARAGOSTA
Di per sé l'idea è buffa. Con la messinscena disastrata che un gruppo di attori comici tenta di organizzare nel villaggio sardo dall'improbabile nome di Su Pallosu, Sabina Guzzanti, due anni dopo l'apprezzato Viva Zapatero!, torna sul grande schermo a far discutere nuovamente le platee nostrane. E sono proprio queste ultime, pare, ad aver spinto l'attrice ad imbarcarsi in questo nuovo progetto: qui il bisogno di fornire un messaggio di speranza nel futuro (politico...) al proprio pubblico è passato attraverso l'espediente un po' furbetto di una gran rimpatriata coi compagni di Avanzi.
Gli attori di Avanzi (programma satirico cult degli anni '90) si ritrovano dopo 15 anni in un piccolo villaggio della Sardegna, Su Pallosu. Hanno deciso in modo piuttosto estemporaneo di mettere su uno spettacolo a sostegno della causa dei pescatori in gravi difficoltà per lo spopolamento del mare. Tra i pescatori c'è un certo Gianni Usai, ex operaio alla fiat ed ex sindacalista, un uomo che ha vissuto da giusto, sempre povero, sempre dedito a proteggere il lavoro dei suoi compagni.
TRICKS (SZTUCZKI)
Sono Tricks (Sztuczki), scherzi gentili quelli che ci dedica la regia di Andrzej Jakimowski. Il quotidiano scorre leggero in una Polonia sospesa tra innamoramenti lambiti con dolce timidezza, voglia di vita accusata da una madre gelosa della giovinezza, e bellezza, della figlia; il desiderio di un cambiamento per una ragazza che sogna nuove possibilità grazie a lezioni autodidatte di italiano; un uomo osservato nel suo prendere e attendere un treno che ogni giorno passa, e lo raccoglie.
Il padre di Stefek, sei anni, ha lasciato la famiglia ormai da tempo - ma il bambino non si arrende. Sfida il destino, certo di riuscire a riavvicinare il papà con una girandola di piccoli stratagemmi che coinvolge anche sua sorella Elka, diciassettenne. Quando però il suo progetto non riesce a imboccare la direzione sperata, Stefek deciderà di affrontare una sfida ancora maggiore...
VALZER
A visione ultimata, lo si deve riconoscere: l'unico lunghissimo piano-sequenza col quale Maira mette in scena novanta minuti della vita in un albergo di lusso non è uno sterile esercizio di stile. Accanto a una storia che scivola per corridoi che vedono e hanno visto muoversi per dieci anni quasi le stesse persone, la macchina da presa si muove instancabilmente in avanti, pur scartando talvolta lateralmente e incorporando nella struttura della narrazione il flashback.
Ai piani inferiori di un grande albergo, una giovane cameriera e un uomo si incontrano in una situazione che mette in crisi ogni identità e certezza. La storia di Assunta, di Lucia e di suo padre, che crede di incontrare sua figlia dopo venti anni di assenza e trova una ragazza sconosciuta che ha preso la sua identità. Simultaneamente, ai piani superiori, i padroni del calcio si autorappresentano nel cinismo e nell'avidità dei loro gesti, cercando di capire, e arginare, la bufera dello scandalo che si è abbattuta su di loro.
SOUS LES BOMBES
"E' troppo chiedere il diritto di vivere?". La domanda non è retorica quando a chiedersela sono vittime di Paesi in conflitto. Come il Libano di Sous les bombes (Sotto le bombe, docu-drama e opera seconda del franco libanese Philippe Aractingi. Dei vari drammi umani che potevano prestarsi allo sguardo del regista, la scelta è caduta su quello di una donna alla ricerca della sorella e del figlio perduti e un taxista che le offre di accompagnarla nel tentativo di trovare i suoi cari.
Storia di Toni e Zeina, lui cristiano, lei musulmana sciita, entrambi libanesi. Zeina, emigrata a Dubai, quando scoppia la guerra in Libano torna in patria per salvare il figlio, ma una volta arrivata, scopre di non poter più partire. Lo cercherà insieme a Toni, il tassista che la accompagna in un paese sconvolto dal conflitto.
LA ZONA
Città del Messico è esattamente così. Contiene in sé, come si suol dire, il cielo e l'inferno. Sacche di povertà e affamata miseria convivono con l'opulenza oscenamente ingorda che contraddistingue le classi ricche. Un agglomerato compatto di baracche fatiscenti cede saltuariamente il posto a comprensori più vivibili, fino alle rare macchie di colore costituite da ville di lusso e piscine celate agli sguardi indiscreti. Che razza di incubo dev'essere, quello di ritrovarsi incastrato e braccato tra i due mondi?
Il teenager Alejandro vive nella Zona, un quartiere ricco nel centro di Città del Messico, recintato e protetto da guardie private. Fuori dai confini c'è la miseria più nera. Nel giorno del suo compleanno tre ragazzi delle borgate si introducono in una delle case della Zona. La rapina finisce male, un'anziana resta uccisa, mentre la cameriera riesce a fuggire e ad allertare le guardie che a loro volta irrompono nell'appartamento uccidendo brutalmente due dei rapinatori.
LA PLUIE DES PRUNES
In Giappone si incontrano il cinema e il teatro. Almeno secondo Frédéric Fisbach, noto regista teatrale francese ma al suo esordio sul grande schermo, con La pluie des prunes. Titolo accattivante ma deviante per un film che certo non racconta di prugne o di pioggia. Protagonista è François, regista di teatro, in trasferta nella capitale nipponica per l'adattamento in lingua giapponese di una sua piéce.
François è costretto a portare con sé sua madre a Tokyo, dove si reca per lavorare ad una sua commedia teatrale. Dopo aver subito un ictus, lei non è più in grado di parlare in modo coerente, e vive lì i giorni che le restano.
NON PENSARCI
Sorrisi larghi, abbracci, pacche sulle spalle: si sa che la famiglia perfetta risiede solo nella pubblicità e le acque tranquille si increspano al primo sassolino lanciato. Per i Nardini da Rimini, i fragili equilibri si spezzano quando Stefano (Valerio Mastandrea), secondo di tre figli, rincasa da Roma dopo aver tentato di sfondare come chitarrista punk-rock. A Stefano, pecora nera, si contrappone Alberto (Giuseppe Battiston), il fratello maggiore, che ha preso in mano le redini della fabbrichetta di ciliege sotto spirito e si stressa tra moglie e figli piccoli.
Una commedia ambientata a Rimini e sulle colline romagnole. In questo ritratto della provincia italiana contemporanea, in bilico tra la tradizione e le mode in cui si intrecciano le vicende di tre fratelli e della loro famiglia, Michela, una giovane donna un pò particolare ha scelto di lavorare in un delfinario preferendo il contatto con gli animali a quello con gli uomini.
UN BAISER, S’IL VOUS PLAIT !
Non esiste un bacio senza conseguenze. Almeno nel cinema, che spesso punta sull'attesa del fatidico evento per dare una svolta alle proprie storie. In Un baiser, si'l vous plait! (Un bacio per favore!) il gioco è quello di tentare di evitarlo, il bacio, ad ogni costo. Proprio per le devastanti conseguenze che procura, secondo le esperienze dei protagonisti del nuovo film di Emmanuel Mouret, alla sua quarta fatica dopo l'ultimo e apprezzato Cambio di indirizzo, uscito anche nelle nostre sale.
Quando Gabriel ed Emilie si incontrano assolutamente per caso, non sanno che sarà l'inizio di una lunga storia.
Una storia che Emilie racconta a Gabriel per spiegargli perché lei rifiuta un innocente bacio. Una storia anche sugli amici di lei, Nicolas e Judith, il cui primo e innocente bacio ha scatenato una reazione a catena dalle conseguenze catastrofiche. Una storia che potrebbe ripetersi...











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