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QUIJOTE

Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Sab, 09/09/2006 - 15:02
QUIJOTE
4
Forse non è propriamente un film nella più classica delle accezioni (ma cos’è mai il cinema, alla fine? Rileggiamoci Bazin..) ma Quijote, opera prima di un artista del calibro di Mimmo Paladino, va oltre le aspettative. Che pure non erano poche. E non ci riferiamo solo alle straordinarie inquadrature “plastiche” avvalorate dalla fotografia di Cesare Accetta, o agli attori (artisti, intellettuali, cantanti..) stupendi interpreti di dialoghi e monologhi mai troppo ermetici.
L’artista ci offre una lettura del tutto inedita e personalissima della figura dell'ingegnoso hidalgo. Don Quijote è molto più che il semplice protagonista di una storia: è la storia stessa.
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ANA ALATI TAHMOL AZOUHOUR ILA QABRIHA - SONO COLEI CHE COPRE DI FIORI LA PROPRIA TOMBA

Doc
Pubblicato da Alessandra Meo - Ven, 08/09/2006 - 22:30
ANA ALATI TAHMOL AZOUHOUR ILA QABRIHA - SONO COLEI CHE COPRE DI FIORI LA PROPRIA TOMBA
3 e mezzo
Tutti i film che la regista siriana Hala Al Abdalla avrebbe voluto girare nella sua vita riuniti in uno solo che inizia e finisce nei ricordi di una giovinezza lontana ma non perduta per sempre.
E poi le strade, le città, le case, le storie della Siria viste attraverso l’occhio di una videocamera e le parole di tre donne, la psichiatra Fadia, la ginecologa Raghida, la manager Rola.
La mappa geografica della Siria... degli amici che viaggiano lungo le strade... Una ragazza parla davanti alla “camera”... i suo occhi parlano da soli…
Il mare: dimenticato, un mistero, le sacre tombe dei poeti…
Un film come un puzzle in bianco e nero che fa del viaggio e del ritorno come se fosse una prigione o un esilio delle parole… tra passato e presente tra amore e morte. Un film che parla dell’importanza della poesia…
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KOOROGI - CRICKETS

Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Ven, 08/09/2006 - 00:13
KOOROGI - CRICKETS
1
Aoyama Shinji è un autore mancato. Il suo Koorogi è un passo falso, e non convince neanche un minuto; l’unica magia che regala è la sorprendente voglia di essere altrove. Peccato, per un autore che Cannes ha valorizzato e premiato, ma che ogni qualvolta viene in Italia ci sottopone ibridi che, a differenza di Mike Yokohama: A Forest With No Name (Torino Film Festival 2002), stavolta non hanno neanche la parziale giustificazione della produzione per la televisione.
In un cottage sulla costa con una bellissima veduta verso il sole, Kaoru, una donna, che sta perdendo la sua giovinezza, si è ritirata dalla frenetica vita cittadina per una più tranquilla “vita lontano” dal mondo. Qui ha un rapporto con un uomo cieco che tratta come se fosse un insetto o un animale domestico o un bimbo. Una relazione che non viene vissuta bene anche per il complesso di superiorità che la donna si porta dalla sua vita “precedente”… Ma la sua “tranquilla ed ansiosa” vita si interseca improvvisamente con quella di una giovane coppia: Taichi Shimamoto e Eiko Kijima. Un incontro che cambierà la vita di tutti…
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TAIYANG YU - RAIN DOGS

Pubblicato da Alessandra Meo - Gio, 07/09/2006 - 23:45
TAIYANG YU - RAIN DOGS
2 e mezzo
Terzo lungometraggio di Ho Yuhang, uno dei capofila del rigoglioso movimento del nuovo cinema indipendente malaysiano, Rain Dogs parla della fine dell’innocenza e quasi a sottolineare una nota comune dei film visti a questo festival, è ancora una volta un ritratto intimo dei legami non detti e a volte quasi insondabili che uniscono genitori e figli.
La storia di Chai, un ragazzo di diciannove anni dalle origini indo-cinesi, alla ricerca del fratello in un centro urbano. Scoprirà il senso dell’amore, della lealtà e della vita.
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EL COBRADOR, IN GOD WE TRUST

Pubblicato da Manuela Pinetti - Gio, 07/09/2006 - 23:18
EL COBRADOR, IN GOD WE TRUST
1 e mezzo
A New York un giovane uccide a colpi di pistola il suo dentista, reo di avergli trovato dei denti in pessime condizioni. A Los Angeles un uomo (Peter Fonda) travolge con il suo imponente SUV vari passanti, uccidendoli. Unico comun denominatore tra i due sembra essere la religione: il giovane ha un pesante crocifisso d’oro al collo, l’uomo gira con la Sacra Bibbia nella ventiquattrore.
La globalizzazzione della violenza? La violenza della globalizzazione?
Serial killer? Social killer?
Morti in Brasile, a new York altri ancora a Miami. Come sono connessi tra loro ?
Chi è che mette della “dinamite” sulla testa di questo secolo? È quello che si e ci domanda Tom Zé in una canzone che chiude il film…
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SVOBODNOE PLAVANIE - FREE FLOATING

Pubblicato da Gianluigi Ceccarelli - Gio, 07/09/2006 - 22:46
SVOBODNOE PLAVANIE - FREE FLOATING
3 e mezzo
L’opera seconda del regista russo Boris Khlebnikov è una piacevole sorpresa. Svobodnoe Plavanie, dopo un inizio tutt’altro che dinamico (l’inquadratura iniziale di oltre un minuto e mezzo faceva pensare, con brivido, a un altro Tsai Ming-Liang), cattura grazie a un’ intelligente regia, essenziale e priva di orpelli, con cui seguiamo le peripezie di un ragazzo alle prese con i nuovi lavori che gli capitano fra le mani in seguito alla chiusura della fabbrica dove lavorava.
Lyonya è un ragazzo che come ai suo amici piace ballare, le ragazze e fare a cazzotti… Gli va tutto bene perché la sua visione della vita è molto “chiara”… Ma un giorno l’unica fabbrica della cittadina in cui vive chiude e quindi per la prima volta deve fare una scelta e prendere delle decisioni. Lyonya parte alla ricerca di un lavoro…
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OPERA JAWA

Pubblicato da Rossella Rinaldi - Mer, 06/09/2006 - 21:48
OPERA JAWA
mezzo
Per chi non conosce nulla della leggenda indonesiana “Il rapimento di Sinta” contenuta nel romanzo Ramayana, a cui l’autore si ispira, è veramente difficile seguire questo musical sui generis, fatto di danze e canti tipici del paese asiatico, dal ritmo che ben poco si adegua ai concitati ritmi festivalieri.
Opera Jawa è un musical basato sul famoso Ramayana, e in particolare sull’episodio di Abduction of Sinta. Una storia che vede un triangolo amoroso tra tre danzatori: Ludiro, Siti e Setio. Setio e Siti sono in una situazione difficile economicamente, ormai sull’orlo della disperazione arriva Ludiro, il ricco commerciante del villaggio, che oltre ai soldi offre il suo amore e il suo cuore a Siti. Questo triangolo d’amore, però, crea non pochi problemi e conflitti sia all’interno del rapporto che con il resto del paese, un conflitto che riflette ciò che accade ai giorni nostri. Un film contro la violenza nel mondo…
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TACHIGUISHI RETSUDEN

Doc
Pubblicato da Manuela Pinetti - Mar, 05/09/2006 - 22:05
TACHIGUISHI RETSUDEN
3
Falso documentario che narra con toni epici e altisonanti le incredibili avventure dei Maestri del Fast Food, un mitico gruppo di scrocconi del cibo veloce (i Fast Food Grifters) nato a Tokio all’indomani della fine della seconda guerra mondiale ed estesosi in breve tempo all’intero Giappone. Il film attraversa la recente storia del paese attraverso l’evoluzione di queste strane figure e delle loro diverse tecniche di “sbafamento”.
Finto documentario dai toni ironici in cui si narrano le vicende di alcuni sbafatori di cibo attraverso gli anni. Storia e dieta si intrecciano così lungo il filo che collega la Seconda guerra mondiale fino all’invasione dell’industria dei fast food. Realizzato con l’innovativa tecnica denominata superlivemation, in cui attori e location vengono dapprima fotografati per poi essere “processati” digitalmente e animati con pupazzi di carta in stile teatrale. L’incredibile trailer è reperibile al sito www.tachiguishi.com/trailer.html
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DONG

Doc
Pubblicato da Manuela Pinetti - Mar, 05/09/2006 - 20:25
DONG
3
Jia Zhang-Ke, giovane e prolifico esponente della cinematografia indipendente cinese, segue il pittore Liu Xiaodong in uno dei suoi viaggi alla ricerca di nuovi soggetti da dipingere. È l’occasione per conoscere, anche umanamente, questo artista, e al tempo stesso un ottimo pretesto per portare avanti il discorso che maggiormente interessa a Jia Zhang-Ke: la situazione dell’odierna Cina, e dei suoi abitanti, nelle piccole città, nelle zone rurali e industriali.
Documentario che vede protagonista il pittore cinese Liu Xiaodong, considerato uno degli esponenti della Nuova Generazione dei pittori. Le opere di Liu si riagganciano alla corrente dell’ultimo decennio del novecento Wanshi xianshizhuyi (Cinismo o Realismo Cinico).
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NON PRENDERE IMPEGNI STASERA

Pubblicato da Anna Maria Pasetti - Lun, 04/09/2006 - 11:13
NON PRENDERE IMPEGNI STASERA
1 e mezzo
Frammenti di vita amorosa sotto il cielo di Roma. Ma in Non prendere impegni stasera Gianluca Maria Tavarelli ha (purtroppo) perso il tocco. Quello, ad esempio, di Un amore. Perché al di là di qualche battuta riuscita (e divertente) il film corale non riesce quasi mai a “tenere insieme” i suoi pezzi e si frantuma esattamente come i cuori dei malcapitati otto personaggi ovvero quattro coppie. Sintomo della fatica ad organizzare il difficile materiale filmico (un film corale è sempre e comunque una sfida e riuscirci è virtù di pochi) è la scansione settimanale con cui sono denotati i periodi della storia, che si svolge nell’arco di tre mesi con un salto finale  di un semestre per mostrare il “che ne sarà di noi”.
Affetti passeggeri e relazioni occasionali, storie sopite da tempo e amori che potrebbero riaccendersi divengono l’unica via di fuga per un gruppo di quarantenni in crisi, incapaci di dimenticare le delusioni del passato ma decisi comunque a trovare un espediente per far fronte alla caotica quotidianità della metropoli.
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