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Argomenti del forum attivi
Interviste / Conferenze
BALKAN BAZAAR, UN MELTING POT BIZZARRO TRA GRECIA E ALBANIA
Il bazaar del titolo si riferisce anche al miscuglio di lingue presente nel film, francese, italiano, albanese, inglese maccheronico, che però nella versione "obbligatoria" per le sale italiane verranno appiattite dal doppiaggio. Essendo una coproduzione italo-albanese non si può fare altrimenti. Il regista Edmund Budina è italiano d'adozione. In patria è un artista, intellettuale, riverito così tanto da aprire per lui i bar. Qui in Italia lavora come operaio in fabbrica.
“TATANKA”, LA BOXE COME ALTERNATIVA ALL’INFERNO
Più che una conferenza stampa di un film sembra quella di un incontro di Boxe. Oltre a Clemente Russo, in sala è presente Francesco Damiani, ex campione del mondo dei pesi massimi e attuale ct della nazionale di Boxe. Ed è inevitabile che qualcuno chieda a Clemente quali sono i suoi futuri progetti. E in questo il pugile condivide gli stessi obiettivi del personaggio da lui interpretato nel film Tatanka: partecipare alle Olimpiadi.
DISOCCUPAZIONE, SINONIMO D’ARTE
Tre operai licenziati s'improvvisano falsificatori di opere d'arte. "Ma niente Banda degli onesti..." tiene a precisare Vincenzo Salemme, che interpreta uno dei tre disoccupati nel film di Albanese, "...Non dico che il film somigli alle opere di Ken Loach, ma sicuramente è più simile ad alcuni suoi lavori che non a tanti film italiani. Non credo nemmeno che sia una versione contemporanea del film di Camillo Mastrocinque, come hanno detto in molti. Con quel film forse ha in comune solo l'ingenuità dei protagonisti, ma in quel caso la comicità e la recitazione erano farsesche. Per il personaggio di Enzo non ho mai pensato a Totò e Peppino. AI loro sberleffi e alle loro smorfie ho preferito il realismo. In questo film si ride, certo, ma c'è anche il risvolto sociale, e poi la comicità è di situazione".
BRANAGH E “THOR”: L’INIZIAZIONE TECNOLOGICA DI UN ATTORE SHAKESPEARIANO
A un certo punto si è pensato di aver sbagliato conferenza stampa quando una giornalista ha fatto domande su Thorne. Anche se Chris Hemsworth potrebbe benissimo essere un personaggio di Beautiful (ha recitato per anni nella soap opera Home and Away) non sfigura come dio del tuono in Thor, primo film marveliano di Kenneth Branagh - qui, per l'enorme impegno, solo in veste di regista. Sono entrambi presenti all'Hotel Hassler per parlarci di questo progetto spettacolare.
DIARIO DI UN SUCCESSO ANNUNCIATO. UNA SCHIAPPA ALLA CONQUISTA DEL MONDO
Jeff Kinney ha quarant'anni e secondo il Time è tra le 100 persone più influenti al mondo. La serie in cinque volumi del Diario di una schiappa (la quinta in realtà parla di come è stato realizzato il film) è "il primo fenomeno editoriale dopo Harry Potter". Le avventure di un ragazzino alle prese con il perfido mondo della scuola media hanno venduto 50 milioni di copie in tutto il mondo e hanno scalzato autori come Dan Brown. Kinney si dice già contento che il film "non sia stato un flop colossale", opinione modesta dato che negli USA sono già in preparazione del terzo episodio.
BELEN-SOLFRIZZI, SPERIAMO CHE NESSUNO SIA COSÌ
Dopo anni che la Duea non produceva film al di fuori di quelli di Pupi Avati, ora torna sulla scena con Se sei così ti dico sì ed è lo stesso Antonio Avati a spiegare la scelta di interrompere la produzione per diversi anni. "Avevamo interrotto all'epoca in cui Pupi era presidente di Cinecittà Holding per non cadere nel conflitto d'interessi nel richiedere fondi pubblici... di questo progetto ne avevo parlato a Pupi, che ha passato il testimone della regia a Eugenio Cappuccio. Però poi mio fratello non è rimasto a guardare, alcune scelte importanti, come quella della protagonista, portano la sua firma. È stato lui, infatti, a volere Belen Rodriguez come la primadonna di questo film. E lei si è mostrata all'altezza della scelta trovando anche il nome al suo personaggio, Talita".
SOURCE CODE: ALL’INDIETRO NEL FUTURO
Alla conferenza stampa di Source Code, allo Space Moderno di Roma, hanno partecipato il regista Duncan Jones, il protagonista Jake Gyllenhaal e, naturalmente, la Fantascienza, che è stata al centro dell'incontro. Per Jones si è abusato della tecnologia in questo genere di film: "A me interessa molto di più vedere le persone che si interfacciano con l'ambiente in cui vivono, il contesto circostante e quando ci troviamo in un'ambientazione fatascientifica, ecco questo diventa un territorio interessante da esplorare... in questo senso Source Code è un passo in avanti rispetto a Moon (precedente lavoro del regista), qui c'è il thriller psicologico che in molte parti della storia è predominante rispetto alla fantascienza".
NERO SVELA RASPUTIN
All'incontro con la stampa romana in sala sono presenti oltre al regista e a Franco Nero, narratore e coproduttore, il protagonista Francesco Cabras e l'antagonista di Rasputin, il principe Feliks, Daniele Savoca. "Un film che va visto con attenzione, che richiede da parte del pubblico una presenza diversa rispetto ad altri film perché è quasi un dipinto in movimento, dove la fotografia è parte integrante del film e non solo la cornice di ambientazione, dove ogni elemento è stato voluto sulla scena per ricostruire un determinato ambiente, un'atmosfera... mi sono ispirato ai quadri di Caravaggio, per alcune scene" così Louis Nero, alla sua quinta opera cinematografica racconta il suo Rasputin.
RIO:VOCI CHE BALLANO LA SAMBA
Dato che Rio è un film d'animazione pensato soprattutto per i bambini, nonché una "versione ornitologica di Avatar", in sala ci sono soprattutto bambini e le domande le fanno soprattutto i bambini. Mentre Pino Insegno si preoccupa della Lazio, Victoria Cabello svela che Fabio de Luigi è interista e si continua a salutare Marco Guadagno, il direttore del doppiaggio, che è a Los Angeles. La prima domanda per i doppiatori è: "Vi siete divertiti a girare il film?"
“POETRY”, IL RITORNO AL CINEMA DEL MAESTRO LEE CHANG-DONG
Alla conferenza stampa di Poetry, il nuovo lungometraggio di Lee Chang-Dong, premiato a Cannes 2010 per la migliore sceneggiatura, sono presenti il regista, il distributore italiano per la Tucker film e l'interprete italiano/sud coreano. Sì, perché per parlare come si deve di poesia bisogna esprimersi nella propria lingua. Il regista ringrazia per aver resistito alle due ore e venti di film e le domande possono iniziare. Non c'è molta differenza - dice - tra la nostra società e quella occidentale: osservando il silenzio dei propri figli non si riesce a immaginare cosa stia passando nella loro testa.











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