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Berlino 60
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Berlino 60
ROMA LAZIO FILM COMMISSION A BERLINO
Conferme e prospettive per la coproduzione
Lo sviluppo della coproduzione è stata l'attività principale della presenza di RLFC all'European Film Market nell'ambito della 60° edizione del Festival di Berlino 2010.
Gli incontri CRC Coproduction Meetings, ormai un appuntamento fisso per i produttori di Italia Francia Spagna e Germania presso i maggiori festival, vedono aumentare sempre più la partecipazione e la realizzazione di progetti di coproduzione.
IL GIORNO DEI VINCITORI: A BAL DI SEMIH KAPLANOGLU L'ORSO D'ORO DELLA SESSANTESIMA EDIZIONE DELLA BERLINALE
CALANDO IL SIPARIO: OTOUTO DI YOJI YAMADA CHIUDE LA SESSANTESIMA BERLINALE
GLI ULTIMI FUOCHI DEL FESTIVAL: SADOMASOCHISMO, LUTTO E EVASIONE
Penultimo giorno della Berlinale numero 60: ma nonostante il clima di chiusura, la sezione concorso continua a sfornare film e tira fuori il primo vincitore della kermesse. A sorpresa, il Caligari Flimpreisz , premio al film più innovativo e sperimentale viene assegnato, proprio ad un italiano, La bocca del lupo, già vincitore a Torino e appena uscito in sala in Italia. Non possiamo che essere contenti di questa vittoria, considerando soprattutto l'importanza del premio.Ultimi film in Tornando al concorso, ad attirare più di tutti l'attenzione è il contesatissimo film di Michael Winterbottom, The Killer inside me, che al Sundance Film Festival è stato sommerso dai fischi e dalle conseguenti lacrime di Jessica Alba, che infatti a Berlino non si è vista.
DISTANZE INCOLMABILI E FILM SENZA COSCIENZA
A meno di due giorni dalle premiazioni, gli autori in concorso che potrebbero dire la loro sono ancora molti. Tra questi c'è sicuramente Jasmila Žbanić che, dopo aver vinto un Orso d'oro con Grbavica nel 2006, ci riprova con Na putu (On the Path), interessante, ma, lo diciamo subito, non del tutto riuscito film sulla rottura di un rapporto tra due persone. Un film sulla distanza dunque, una distanza che si accresce sempre più fino alla rottura definitiva. "Na putu!" urla Amar a Luna, hostess in partenza, dal balcone dell'aereoporto; Ehi laggiù, sulla pista!, la pista d'atterraggio è quel luogo dove solo chi è in partenza può stare e dove neanche il più classico dei saluti, di quelli con treno in partenza e rincorsa - come prendeva in giro L'aereo più pazzo del mondo - può realizzarsi.
I PEZZI MANCANTI: QUESTIONI DI ETICA CINEMATOGRAFICA ALLA BERLINALE
Con la Berlinale in dirittura di arrivo e la competizione che sembra essere in bonaccia qualitativa, vogliamo dedicare l'apertura del pezzo, per una volta, ad un film della sezione Panorama, che, intendiamoci, non è certo un "knock out film", ma apre a nostro avviso tematiche fondamentali riguardo la forma e l'etica cinematografica, e non solo per il suo portato contenutistico. Trattasi nello specifico di Shtikat Haarchion (The unfinished film) della giovane regista israeliana Yael Hersonski, film documentario che cerca di ricostruire nella sua (quasi - e lo vedremo tra poco perchè) interezza un film comunque rimasto incompiuto, girato dai nazisti nel ghetto Varsavia in piena guerra mondiale, con l'intento, come è accaduto anche in altre occasioni, di sfatare "le dicerie" riguardo le condizioni degli ebrei nei territori del Reich.
DA BERLINO BOOM DI VENDITE PER IL FILM DI OZPETEK
Acquistato in 13 paesi "Mine vaganti"
A quattro giorni dalla presentazione al Festival di Berlino, il nuovo film di Ferzan Ozpetek è stato già venduto in 13 paesi tra i quali Germania, Spagna, Australia e Brasile.
Accolto con molto favore dalla stampa internazionale specializzata, "Mine vaganti" secondo "Screen International" il film "indica che Ozpetek sta andando verso un revival contemporaneo della Commedia all'italiana, cosa certamente buona sia per lui che per il pubblico".
MAGIA, MALINCONIA, STORIA E MEMORIA NEI CAPOLAVORI DI SYLVAIN CHOMET E WAKAMATSU KOJI
Dopo il freddo, il gelo e la neve dei primi giorni ecco fare breccia tra le nuvole il primo spiraglio di sole a Berlino. Analogamente anche in sala arrivano i primi grandi film, dopo tante prove riuscite a metà. Il concorso trovo il suo (al momento) film più bello nel durissimo Caterpillar, di Wakamatsu Koji, mentre lo splendido e malinconico The illusionist, di Sylvain Chomet, riscalda gli animi degli spettatori della sezione Berlinale special. Chomet aveva già incantato le platee con il suo primo film, Appuntamento a Belville, e con The illusionist torna nuovamente a segno, girando un film estremamente maliconico, impietoso, ma aperto alla speranza, che al contempo è anche uno straordinario omaggio ad uno dei personaggi e registi più importanti della cinematografia mondiale, ovvero Jacques Tati.
BERLINALE TALENT CAMPUS LAUNCHES A NEW WEBSITE FOR EMERGING INTERNATIONAL FILM CRITICS
The news from the Talent Campus
The Berlinale Talent Campus is launching a new internet portal for emerging international film critics: www.talentpress.org. This new portal is open to young film critics who are current or former participants of the Berlinale Talent Campus' Talent Press programme. It offers them a year-round possibility to publish their film and festival reviews from anywhere in the world.
BANKSY E IL CINEMA, UN ESORDIO PROMETTENTE
Berlinale, giorno quinto: arrivato al suo giro di boa, il festival affida nientemeno che a Banksy, uno dei più importanti street artist del mondo, il compito di traghettare la kermesse verso la sua seconda parte. Il film d Banksy, la cui presenza non è stata rivelata fino all'ultimo, Exit through the gift shop, ha mandato in visibilio i fan del misterioso artista (la sua identità rimane tutt'ora sconosciuta) e le attese per il suo passaggio al cinema, altissime, non sono state deluse.







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