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SU HALLMARK CHANNEL “IL SECOLO DELLE DONNE” DALL'8 MARZO

SU HALLMARK CHANNEL “IL SECOLO DELLE DONNE” DALL'8 MARZO

La "Storia" vista al femminile...

«Dopo una notte di festeggiamenti, all'alba del primo Gennaio 1900, il vecchio, il nuovo mondo e le colonie accolgono con entusiasmo il nuovo secolo che inizia. In pochi possono immaginare l'importanza e la quantità dei cambiamenti che porterà e quanto questi coinvolgeranno i costumi e il ruolo della donna attraverso un secolo complesso e ricco di luci e ombre.» "L'altra Storia", quella al femminile, in un percorso lungo un secolo.
A marzo Hallmark (Sky - Canale 127) presenta "Il secolo delle donne", un documentario a puntate prodotto dal Canale e arricchito da preziosi materiali d'archivio di Cinecittà Luce, Rai Trade, BBC e NBC nonchè dalle opinioni di esperti del settore e storici.
L'appuntamento è a partire da lunedì 8 marzo alle ore 21.00 con l'intero documentario e poi per tutta la settimana con una puntata al giorno in prima serata.

Il documentario
Dalla società di massa a quella dei media, dalla donna "specchietto della potenza maschile" al "movimento delle suffragette", dal decoro dei pizzi e dei merletti all'emancipazione post-bellica, dalla Bella Epoque a quella dello show business.
Sono queste alcune delle tappe che hanno segnato il percorso della donna nel Novecento, un viaggio fatto di lotte e contraddizioni, tra conquiste della scienza e nuovi simboli della modernità.
L'800 aveva posto tutte le premesse per un'epoca, il 900, che sarà poi definito "il secolo visuale": «la radio, il cinema e la massiccia circolazione della pubblicità danno vita ad un secolo in cui è la vista il senso prevalente», racconta Enrico Menduni, storico dei media. «Sono grandi attrici, sono femme fatale, sono protagoniste del teatro come lo erano state una volta del melodramma e protagoniste anche dello spettacolo.»
È così che il corpo femminile diventa un simbolo di distinzione sociale, di differenza di classe, di status: secondo Bonizza Giordani Aragno, storica della moda, «Più l'uomo è ricco e potente, più la donna veste. Vediamo che addirittura pare che cambiasse fino a 14 volte al giorno l'abito.»
Ancorate alle rigide convenzioni (maschiliste) del tempo, nella prima parte del Novecento le donne non godono di alcun diritto politico o civile: la sfera pubblica viene loro ancora negata, come anche l'esercizio delle libere professioni, la laurea, la parità salariale e sessuale, la possibilità di affittare un immobile o di godere di un proprio conto corrente postale o, ancora, la volontà di decidere delle sorti dei propri figli.
Il fenomeno dell'inurbamento prima e l'urgenza della Guerra Mondiale poi segneranno le tappe storiche verso l'affermazione delle donne nella società. «Se la diva va al fronte a fare gli spettacoli per le truppe o a visitare in trincea quelli che muoiono, la donna comune diventa operaia, diventa bigliettaia del tram - continua Menduni - e quindi la sua idea è molto più muscolare, meno eterea, è una donna che deve essere forte deve avere il coraggio di un uomo e qualche volta anche di più.»
Per la prima volta la donna sostituisce l'uomo in tutto e per tutto. È l'alba di una nuova era.

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