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CODICE GENESI

di Albert Hughes, Allen Hughes

Sceneggiatura: Gary Whitta
Fotografia: Don Burgess
Montaggio: Cindy Mollo
Scenografia: Gae S. Buckley
Costumi: Sharen Davis
Musiche: Ola Kvernberg
Interpreti: Denzel Washington, Gary Oldman, Mila Kunis, Michael Gambon, Jennifer Beals 
Produzione: Denzel Washington, Joel Silver, Dark Castle Entertainment
Distribuzione: 01 Distribution
Nazionalità ed anno: USA 2010
Durata: 117'
Data di uscita: 26 febbraio 2010
Titolo originale: The book of Eli
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CODICE GENESI
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Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie. Così l'ermetico Ungaretti esprimeva la condizione del soldato: basta un colpo di vento e la foglia muore, basta un colpo di fucile e cade il militare. Forse i fratelli Hughes non hanno mai letto il nostro poeta, o forse la poesia riesce a tramutarsi in immagini  solo attraverso il genio creativo di pochi fortunati; e non è questo il caso. Quando i registi hanno immaginato l'incipit di The book of Eli, hanno visto distruzione, città abbandonate, campi inariditi ma tutto è artificiale, fittizio.
Non si legge la sofferenza dell'uomo, ormai ridotto a bestia feroce, l'umano non è più tale anzi è un antropofago selvaggio. Tutto è solo un pretesto, ogni cosa gira intorno all'angelo guerriero Eli alias Denzel Washington. È lui il nuovo messaggero del Signore, a lui Dio ha parlato affidando il Suo Verbo. Un messia del tutto inedito, diremo al passo coi tempi, uccide, mozza le mani, a colpi di scimitarra si fa strada tra i peccatori corrotti, guai a non porgergli l'altra guancia! È la guerra degli effetti, il pubblico si deve stupire. Per la legge del movie tutto si gira: ecco una sparatoria, un inseguimento alla rambo e tanto altro che lasciamo a voi il piacere di scoprire. Tuttavia, se pur flebile, il messaggio del film punta sulla Parola di Dio, capace di irretire i più deboli, di muovere guerre di conquista, o, se utilizzata con il cuore della mente, dona pace e libertà. È l'eterna lotta tra il bene e il male dove solo la fede può vincere sui mali terreni. Il cattivo di turno, Carnigie, il bravissimo Gary Oldman, è il filosofo del male. Raccogli libri, legge, comprende l'importanza della conoscenza e del potere persuasivo della parola. Anche lui vuole il libro che Eli protegge e porta con sé da trent'anni. A volte si ha l'impressione che gli Hughes abbiano attinto a piene mani al celebre Fahrenheit 451, o forse semplicemente ne abbiano storpiato l'idea originale. Fortuna ci sono due protagonisti d'eccezione, entrambi ieratici, sacerdoti della giustizia e del peccato. Motore dell'intera pellicola, mantengono in piedi una struttura traballante, che si confonde tra un film tipico by America e uno dai velleitari intenti filosofici.
Codice Genesi non è un film facile, semplicemente perché mischia stili narrativi diversi. Alle scene di azione si succedono in più di un'occasione tentati dialoghi impegnativi, tanto per far breccia in un pubblico molto diversificato. Poco meno di dieci anni ci sono voluti ai fratelli Hughes per tornare dietro alla macchina da presa dopo From Hell,  e lo hanno fatto in punta di piedi con un film, post-apocalittico che sembra seguire le mode del momento.

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