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NORD

di Rune  Denstad Langlo

Soggetto e sceneggiatura: Erlend Loe
Fotografia: Philip Øgaard
Montaggio: Zaklina Stojcevska
Scenografia: Hege Pålsrud
Costumi: Emina Mahmuljin
Musiche: Ola Kvernberg
Interpreti: Anders Baasmo Christiansen, Kyrre Hellum, Marte Aunemo, Mads Sjøgård
Produzione: Brede Hovland, Sigve Endresen, Rune Denstad Langlo Per Motlys
Distribuzione: Sacher Film
Nazionalità ed anno: Norvegia, 2008
Durata: 78'
Data di uscita: 26 febbraio 2010
Titolo originale: North

NORD
4

Jamar (Anders Baasmo Christiansen) è un ex campione di sci colpito da una forte depressione che lo ha portato per lungo tempo in un centro psichiatrico. Uscito, cerca di ricominciare a vivere fino a quando il passato torna nelle vesti di un amico a dirgli che ha anche un figlio, ora ha quattro anni. 890 chilometri lo separano dall'ex compagna e dal bambino. Li percorrerà in condizioni precarie: solo una motoslitta e qualche litro d'alcool.
Nord sarà il lungo viaggio di ricongiunzione, prima con se stesso, poi con il piccolo. Certo nulla di nuovo: quella del road movie è una delle formule più antiche e consolidate del cinema. Il viaggio ha sempre rappresentato un'iniziazione, un'occasione per brevi incontri con degli sconosciuti.
Il film rispetta in pieno questa traccia, non esce mai dallo schema, neanche quando utilizza il topos "stra - abusato" dell'incendio dei luoghi dove Jamar si ferma; a simboleggiare una chiara rottura col passato. Eppure Nord è un'opera originale, funziona in tutto e per tutto, girato con pochissimi soldi e mezzi vale più dei kolossal pieni di effetti speciali e tecnologie superavanzate. È l'estrema delicatezza, l'attenzione alle pene dell'animo umano, ripresa nei lunghi silenzi o negli sguardi fissi dei vari personaggi, che fa girare il film. Rune Denstad Langlo, regista, indugia con umiltà sui visi delle persone incontrate tra i ghiacci norvegesi da Jamar, si sofferma negli occhi carichi di rinuncia, abbandono in se stessi. Per alcuni di loro questo emarginarsi è una scelta, per altri una necessità con cui convivere, per tutti significa estraniarsi inevitabilmente dalla società e crearsi un proprio mondo parallelo.
Sono loro il segreto di Nord, tappe silenti di un viaggio, veri protagonisti di un percorso dove non è importante la meta finale ma tutte le esperienze fatte per raggiungere il traguardo. Così come la vita, che va vissuta giorno per giorno, senza spazio per depressioni, altrimenti si rischia di perdere gli affetti oltre che noi stessi.
Cornice di questo piccolo cammeo il paesaggio norvegese, aspro, duro, a volte spaventoso ma di un'incredibile, fredda, bellezza. È la mano sapiente del regista, al suo primo lungometraggio, ad inquadrare spazi aperti che si perdono nella neve, dove non si scorge il fine, il limite segnato tra cielo e terra. Le scene sono state girate nella zona di Trondheim, una città della Norvegia centrale, e nel nord del paese, vicino a Troms County, a 500 km dal Circolo Polare Artico.
Rune porta in Nord la sua esperienza di documentarista, oltre che nella verità del paesaggio affonda nella realtà dei personaggi. Da grande narratore quale è, lega in un caldo abbraccio gli incontri casuali ma cruciali di questi sconosciuti. C'è da dire che il cast è quasi completamente composto da non professionisti. La maggior parte dei piccoli ruoli, le "comparsate" sono state affidate ad amici o persone incontrate in loco. Tutto funziona nel film, anche la colonna sonora un po' country dei Motorpsycho in versione International Tussler Society.
Premiato dalla Critica Internazionale Fipresci - Europa Cinemas Label (59° Festival di Berlino - Panorama), al Tribeca Film Festival per la miglior regia, in concorso al Torino Film Festival, Nord è un'opera intimista, personale e universale. Vera, nell'idea: "Nel 2005 ho attraversato un periodo di forte depressione, con frequenti attacchi di ansia e panico. Un giorno sono passato davanti al vecchio ski lift che usavo quando ero bambino - commenta il regista - Mi sono fermato e ho cominciato a pensare a tutti quei personaggi bizzarri che, negli anni, avevano lavorato lì. Sempre arrabbiati, esauriti e pieni di alcool. È stato lì, mentre ricordavo che Jamar ha preso vita".
Esperienze, comparse, paesaggi veri, fanno di Nord un piccolo capolavoro di nicchia, certo non commerciale ma unico nel suo genere.
Aspettiamo che arrivi in Italia a fine febbraio, e, se vorrete "fermarvi un po'", non perdete questa occasione.

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