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A HISTORY OF VIOLENCE

di David Cronenberg

Cast: Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt, Ashton Holmes
Nazionalità e anno: USA, 2005
Distribuzione: 01 distribution
Edizione: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 93’
Extra: Speciale: Acts of Violence; Scena 44 (scena tagliata); Scena 44: perché è stata tagliata; Violences History: versione americana e versione internazionale; Festival di Cannes; Commento al film di David Cronenberg; Trailer .
Note: Ottimo audio, ben equilibrato e distribuito in modo uniforme sulle diverse uscite. Pulito e ben definito, senza nessuna pecca. Ottima la fotografia del film che viene riprodotta fedelmente in questo DVD in modo ineccepibile. Colori accesi e brillanti, immagine ottimamente contrastata, ottimo il posizionamento del mascherino nel riversamento con il telecinema che non fa perdere nulla del quadro immagine. Ottimi gli extra, tra i migliori che abbiamo mai visto in un DVD.
Regione: 2
Sito ufficiale: www.01distribution.it


Qualità artistica: Ottima
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Ottima
A HISTORY OF VIOLENCE
4 e mezzo
E quando meno te l’aspetti arriva il Cronenberg che non credevi esistesse. Un Cronenberg che lascia (o quantomeno mette da parte) il suo modo “classico” di fare cinema per reinventarsi in questo thriller del tutto atipico, che rompe le solite convezioni “stilistiche” per diventare molto più di un thriller ma quasi un film “kafkiano” con concessioni all’Antonioni di Professione reporter (The Passenger).
Un film che vive di momenti, va a strappi, alterna lunghe pause di riflessione a momenti di azione che rendono il film unico: al di fuori degli schemi e dei generi. Una storia che vede protagonista Tom Stall, sposato con due figli. Un uomo che vive la più tranquilla delle vite possibili in una cittadina dell’Indiana gestendo un bar nel centro città. Ma questa quiete apparente, che respiriamo per un buon venti minuti di film, è destinata a sparire… Un giorno, due balordi tentano una rapina nel suo locale. Costretto a difendersi, li uccide entrambi e balza agli onori della cronaca. Tutti i giornali ne parlano, anche i nazionali. È così che nel paesino arriva il misterioso Fogarty, convinto che Tom si chiami in realtà Joey e che abbia con lui un conto in sospeso. Per l’uomo e la sua famiglia Stall è l’inizio di un incubo inspiegabile!
Un incubo che sembra non terminare mai, e qui esce, forse, il Cronenberg classico, quello che tende continuamente a mischiare le carte e confutare continuamente ciò che si vede sullo schermo. Non tutto è reale, ma anzi esiste un doppio che noi non sappiamo come non lo sa la famiglia Stall. Due anime che convivono nello stesso uomo. Le classiche due facce di una stessa medaglia. Lo Yin e lo Yang. Cronenberg basa tutto il film su questo concetto, su come possa esistere il cambiamento radicale di una persona e al tempo stesso esistere ancora l’altra personalità, che è solo dormiente, pronta ad esplodere in qualsiasi momento. Un rapporto schizofrenico con se stessi che Cronenberg illustra in modo molto netto e chiaro, senza tralasciare nessun dettaglio, creando, però, di tanto, delle sovrastrutture tese a mischiare ancora di più le carte. Una metamorfosi, quella di Tom, che va di pari passo con l’incedere della storia. Una metamorfosi che lo rende irriconoscibile ai suoi familiari e ai suoi concittadini, ma che altri conoscono bene. Una metamorfosi affatto ottimista nella visione globale del mondo e dell’esistenza dell’essere umano. Ognuno nasconde sempre qualcosa, e la metamorfosi è solo un mezzo per far si che esca la vera natura… Una natura che l’autore mostra ma che contesta, tutto è possibile come il contrario di tutto. Ma soprattutto si sofferma in modo minuzioso, viviseziona il rapporto parentale della famiglia Stall. Quello con i figli, con la moglie, ma anche quella della moglie con i figli. Insomma tutto viene messo in discussione, tutto viene analizzato e segmentato per essere preso in esame a se. Un’analisi spietata e senza via di scampo, che Cronenberg conduce come se stesse operando su una tragedia Greca (il film si basa nei tempi e nella struttura ai grandi drammaturghi ateniesi). Un’analisi che porta ad una sola conclusione: la famiglia è la cosa più importante che si può avere.
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Un grandissimo film, anche se non sono d'accordo con la recensione fatta. Non trovo nessun nesso con Antonioni. Se me lo spiega meglio sarei contento!

Sab, 20/05/2006 - 14:05