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PROMETTILO!

di Emir Kusturica

Soggetto: Rade Markovic
Sceneggiatura: Emir Kusturica, Ranko Bozic
Fotografia: Milorad Glusica
Montaggio: Svetolik Mica Zajc
Scenografia: Radovan Markovic
Costumi: Nebojsa Lipanovic
Musiche: Stribor Kusturica
Interpreti: Marija Petronijevic, Uros Milovanovic, Ljiljana Blagojevic, Aleksandar Bercek, Kosanka Djekic, Miki Manojlovic, Stribor Kusturica, Vladan Milojevic
Produzione: Fidélité Productions
Distribuzione: One Movie - Movies Inspired
Nazionalità ed anno: Serbia, Francia, 2007
Durata: 126'
Data di uscita: 19 febbraio 2010
Titolo originale: Zavet

PROMETTILO!
4

Le opere di Kusturica sono meravigliose poesie: è necessario saperne leggere le metafore, andare oltre il visibile per cercare le corde espressive del regista. "Ormai faccio sempre lo stesso film" ha sentenziato l'autore; e che ben vengano visioni del genere! Anche se tornano tutti gli elementi del suo cinema o si ha l'impressione di aver già visto certe scene, Promettilo resta un'opera vivace e irrinunciabile. Già, perché non si rinuncia alla delicatezza di un'immagine anche quando essa narra la violenza e l'impoverimento di un popolo.
Con grande sagacia, schiera da un lato la tradizione della gente dell'Est, in metafora i contadini, dall'altro la corruzione delle proprie usanze che si vanno perdendo per l'omologazione alla cultura capitalistica americana/europea. I cittadini, o meglio la paradossale mafia locale è la negazione della Serbia e l'affermazione dei valori negativi: soldi, prostituzione, droga. Terra martoriata da anni di sfruttamento "europeo occidentale", risorge nelle utopistiche scene come una promessa di bellezza. Ed è così che ammiriamo lo splendido villaggio della Serbia,lì, sulle colline, a due giorni di cammino dalla città, dove il tempo si è fermato, dove inizia Promettilo.
Sono tre gli abitanti-protagonisti: il giovane Tsane, il nonno e la maestra della scuola. Quando l'anziano avverte di essere arrivato agli ultimi giorni della sua vita, chiede al nipote di onorare tre promesse: Tsane deve recarsi nella città più vicina e vendere la mucca al mercato, poi, con i soldi ricavati, deve comprare un'icona religiosa e qualche cosa che desidera veramente per sé. In ultimo, deve trovare una moglie e tornare a casa con lei prima della morte del nonno.
Ancora il viaggio inteso come crescita per il protagonista, la religione come collante sociale, il matrimonio come sinonimo di famiglia. I valori positivi si fanno strada tra quelli negativi con una gradita esorcizzazione finale che lasciamo come sorpresa.
Promettilo è un prezioso cammeo impreziosito da una musica eufonica e da una scenografia curata in tutti i dettagli. Surrealista e visionario come Underground, commuovente al pari di Il tempo dei gitani, Arizona Dream, Gatto nero gatto bianco, il film si conferma come un'opera visivamente stupenda, audace e assolutamente unica. Un'autentica immersione nella cultura, nella simbologia slava, nelle note della storia, che ha faticato non poco per giungere sul grande schermo italiano; ben tre anni ci sono voluti per trovare una distribuzione, certo non è un film che si piega alla volontà commerciale bensì al paradosso e al sapere dell'Est.

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