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LA BOCCA DEL LUPO
di Pietro Marcello
Soggetto, sceneggiatura, fotografia: Pietro Marcello
Montaggio e ricerca repertori: Sara Fgaier
Musiche: ERA
Interpreti: Vincenzo Motta, Mary Monaco
Produzione: Indigo Film, l'Avventurosa Film, in collaborazione con Rai Cinema, Babe Films
Distribuzione: BIM
Nazionalità ed anno: Italia, 2009
Durata: 76'
Data di uscita: 19 febbraio 2010
Sito ufficiale
Quanta vita commerciale potrà avere ce lo dirà solo il botteghino, che come spesso accade sarà inversamente proporzionale alla qualità di un film. Ma con la sua durata così poco incasellabile in logiche di programmazione, come del resto anche il suo essere poco definibile in un genere, vivendo in sé due anime, quella di Genova, nelle sue immagini di repertorio e di oggi, e quella della strana coppia, ma vera, Vincenzo (Enzo) e Mary, sembra già scritto il destino di La bocca del lupo.
Si è cercato di sfatare questo possibile destino creando un fenomeno di passaparola mediatico e proponendolo, tramite la rete, prima della sua uscita, il 19 febbraio. E si può sperare solo che tutto questo porti esiti positivi per un film appassionato realizzato da Pietro Marcello, giovane regista che si ricorda per la sua preziosa opera documentaristica, partita nel 2004, con Il cantiere, per cui sono arrivati i primi premi, a cui si sono aggiunti quelli raccolti da Il passaggio della linea (2007), aggiudicatosi tra gli altri il Premio Pasinetti Doc alla 64. Edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Film girato interamente sui treni espressi che attraversano l'Italia, idealmente ha condotto il treno artistico di Marcello a Genova, tra i cantieri, e il porto, i suoi vicoli, e le sue ombre. Raccontandone il passato, che già ricordava grazie ai racconti del padre, marittimo meridionale; e il presente, che ha dovuto scoprire, aggirandosi per quelle stradine in cui si perdono i parametri di storia e tempo. Fa un'opera sentita inseguendo questo obiettivo, con lo scovare immagini di repertorio della città ligure, grazie anche al prezioso lavoro di Sara Fgaier, bruciate dal tempo e dal sole della vita; e incontrando la storia di Vincenzo e Mary, la loro vita, lui uscito dopo anni dal carcere e pronto a vivere assieme a lei, Mary, incontrata tra le mura del carcere, un lui che ha transveleggiato verso la sua vera anima. Lo ha aspettato Mary, uscita di prigione, dando un senso alla sua esistenza, che lo aveva già perso. È commovente sentirli parlare, telecamera frontale - i tre piccoli cani rumorosi e festosi - del loro incontro, della protezione e del rispetto che Enzo ha conquistato per lei, dell'attesa di Mary per lui. Inizia con un ritorno il film, un profilo, quello di Enzo, simile a quello di un lupo, che aspetta, fumando una sigaretta, illuminando la notte di Genova, e osserva. Guarda quel passato che scorre fino al nostro presente, veloce nelle trame del tempo con immagini che mostrano un tempo che è stato e che si spera, con nostalgia, che potrà essere ancora. Camminando nella verità di quelle stradine che ci aveva già cantato Fabrizio De Andrè con la sua Via del campo. Rispondendo a quella richiesta di dare voce ai vinti della Fondazione San Marcellino (Opera dei Gesuiti presente a Genova), La bocca del lupo ha vinto come Miglior Film e il Premio Fipresci alla 27. Edizione del Torino Film Festival, e ha raccolto gli osanna della critica. Film, documentario, è omaggio appassionato a Genova e alla vita che si è potuta scoprire nella collaborazione produttiva delle indipendenti Indigo Film e l'Avventurosa Film. Da un panorama che si apre, respirando, sul verde che li circonda, Enzo e Mary si trovano in quella casa in campagna, nella luce del fuoco che danza da un camino, che rappresenta il loro sogno di futuro. Una quotidianità intima, una grande storia d'amore, che ci consegna Pietro Marcello, e che c'è da sperare non passi inosservata.



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