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JESSICA HAUSNER: IL MIO FILM SUL MIRACOLO MA NON A FAVORE DELLA RELIGIONE
Presentato Lourdes, acclamato all'ultima Mostra del cinema di Venezia e da giovedì 11 in sala grazie a Cinecittà Luce
Jessica Hausner ha trentasette anni, ma sembra anche più giovane. Tre lungometraggi all'attivo, anche se qui in Italia non ce ne siamo accorti, presto metterà al mondo un figlio. Ha voluto comunque essere presente a Roma alla conferenza stampa di presentazione del suo ultimo film, Lourdes, presentato con discreto successo all'ultima Mostra del cinema di Venezia ed in arrivo venerdì prossimo in sala.
A fare gli onori di casa Luciano Sovena, l'AD di Cinecittà Luce, che si prodiga in un notevole sforzo distributivo (circa 90 copie, che con il film con gli omini blu ancora in giro sono un azzardo quantomeno coraggioso).
"Volevo fare un film sul miracolo" racconta la Hausner "e studiando questo tema ho scoperto che Lourdes èproprio l'hotspot dei miracoli, dove vengono anche verificati attentamente da un punto di vista medico". Il film affronta appunto la malattia e il miracolo, che però "sono intesi in senso metaforico. Volevo presentare qualcosa che aveva a che fare con l'anima e con la vita stessa, con i limiti che ci pone la vita. Mi interessava soprattutto l'aspetto filosofico della questione, la finitezza della nostra vita. Prima quando parlavo con le persone affette da sclerosi avevo paura, ma poi ho pensato che tutti moriremo e anche io sarò vecchia e debole".
Nelle intenzioni della regista questo non è certo un film pro-religione: "Mi meraviglierei se qualcuno vedendo questo film trovasse la fede. Il miracolo è presentato in maniera ambivalente, non sappiamo se ci sarà guarigione e la salvezza. Quello che a me interessa non è la guarigione, che mi è indifferente, io voglio far vedere che la salvezza è relativa". Peraltro la regista proprio visitando Lourdes ha definitivamente capito che non sarà mai credente: "Quello che per me è difficile capire nella religione cattolica è questa proiezione verso il futuro, questa fantasia della salvezza, della caramellina che si vede ma non si sa quando si raggiungerà". Particolarmente toccante è stato il racconto della Hausner dell'immersione nelle piscine di Lourdes, nuda e al freddo, con l'acqua che non viene cambiata neanche dopo la persona davanti a lei che aveva delle ferite aperte. "Però sui contenuti del film non c'è stato alcun controllo da parte delle autorità religiose locali, non hanno voluto neanche vedere la sceneggiatura".



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