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STOP-LOSS
di Kimberly Peirce
Cast: Ryan Philippe, Abbie Cornish, Channing Tatum, Joseph Gordon Levitt, Ciaran Hinds, Timothy Oliphant, Victor Rasuk
Nazionalità e anno: USA, 2008
Distribuzione: Paramount Home Entertainment
Edizione: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano, inglese
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.78:1
Durata: 107'
Extra: Commenti della regista Kimberly Peirce e dello sceneggiatore Mark Richard; Una giornata al centro di addestramento reclute (10'01"); Scene inedite (18'34"); Le riprese di Stop-Loss (20'57").
Note: Buono l'audio, coinvolgente e "convincente" in ogni sua parte, con un ottima taratura dei suoni e dei livelli. Buona la distribuzione sulle diverse uscite per un risultato limpido e netto, potente e "travolgente".
Bene anche la qualità video con colori ben tarati e saturi. Ottimo il contrasto per un'immagine di grande qualità.
Corretto il formato cinema proposto, un bellissimo panoramico.
Buoni gli extra, in particolare lo speciale su "Le riprese di..." con la regista che racconta il film in ogni sua piega.
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.paramount.com/
Titolo originale: Stop-Loss
Qualità artistica: Discreta
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Discreta
Ennesimo film sulla guerra. Sulla guerra "totale e continua" che gli americani portano in ogni luogo della Terra. Una guerra che non ha fine e che non finirà mai. Troppi gli interessi e troppe le implicazioni relative ad essa. Ma non è questo che Stop-Loss ci vuole raccontare in particolare ma la regista Peirce focalizza la sua attenzione sulle ripercussioni che la sporca guerra ha sui soldati. Siano ancora in servizio che no. Le ferite fisiche e mentali che istoriano questi uomini sino al punto di rottura... Nulla di nuovo purtroppo dopo che la strada fu aperta con Tornando a casa di Hal Ashby, successivamente con Il cacciatore e poi ancora con decine di pellicole. Ma allora dove è la forza del film? In effetti Stop-Loss manca dell'efficacia dei film suddetti e di altri successivi ma non tanto per delle sue carenze ma per il semplice fatto che esistono i suddetti film (senza citare i tanti documentari che hanno testimoniato le difficoltà dei reduci) e che ormai con la televisione possiamo vedere in diretta quello che accade in ogni parte del mondo: la sporca guerra ed anche la condizione nella quale versano i reduci. La guerra "non è una bella cosa", e forse siamo banali in questa affermazione pleonastica e certa, ma è quello che ci vuole comunicare Kimberley Peirce che compie il compito con grande professionalità, con qualche buon guizzo autoriale ma che non riesce ad andare oltre. Si ferma troppo in superficie senza "rovistare" troppo nell'anima martoriata di questi soldati, di questi uomini che per la Patria hanno distrutto le loro vite e che la quella stessa Patria, non appagata da ciò, vuole sino in fondo rovinarle. Non basta avere assolto al periodo di leva ma debbono continuare perché nessuno vuole prendere parte a questa cosa vandalica e barbara che è la guerra. Quando il protagonista del film decide di tornare a casa, dopo aver finito il suo periodo, è forzato a tornare perché di bravi come lui non ce ne sono. Ma non è questa la verità. Non ci sono più uomini e donne disposte e dare la loro vita per degli ideali che non esistono. Gli unici ideali sono quelli di un proprio tornaconto come quello del soldato mutilato che vorrebbe tornare in "trincea" per far avere il permesso di soggiorno ai genitori, quindi un "do ut des". Ma se non desideri nulla allora la faccenda si fa complicata e complessa. Sei soltanto una zanzara fastidiosa che deve essere riportata a casa. E qual è la casa dei soldati? Il fronte! E questa sarà la fine del bravo soldato che non voleva più fare la guerra, costretto da tutto e da tutti a riprendere il suo posto per non diventare un fuorilegge e far aumentare i profitti degli Stati Uniti d'America con tanti bravi giovani a marcire due metri sotto terra. Una morale semplicistica e ovvia che però ha una sua forza visiva e testuale. Non sarà un capolavoro come i precedenti, ne il miracolo filmico dell'anno ma un discreto film che si fa apprezzare. Per la regista, però, un passo indietro rispetto a Boys don't Cry, quello si un grandissimo film...



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