Login utente
Cerca
Editoriale
Berlino 60
Messaggi recenti del blog
- È ONLINE IL BANDO DEL SARDINIAFILMFESTIVAL 2012 INTERNATIONAL SHORT FILM AWARD
- “POLITICA E LEADER NEL LAZIO AI TEMPI DI ENEA”
- COORDINAMENTO DEI FESTIVAL DI CINEMA DELLA LOMBARDIA
- “OLTREMARE” DI GLORIA SATTA… MOSTRA FOTOGRAFICA – GENOVA, PALAZZO DELLA NUOVA BORSA
- ROMAFICTIONFEST: PROGETTO SCUOLE, LA CULTURA DELLA FELICITÀ
- IL 15 LUGLIO, A MONTEROTONDO, LA “MEDEA” DI EURIPIDE NELLA REINTERPRETAZIONE DI THEATRON
- IL TAX CREDIT PER I PRODUTTORI ITALIANI
- VINCI TAORMINA CON UN CORTOMETRAGGIO
- BREDA SISTEMI INDUSTRIALI ENTRA NEL CINEMA CON THE CULTURE BUSINESS – FANATICABOUTFILMS PER “MEGAMIND”
- A ROMA, ARA PACIS, IL 12 APRILE LEZIONE SULLA MOSTRA DI PALAZZO FARNESE
Argomenti del forum attivi
IL GRANDE SOGNO
di Michele Placido
Cast: Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Luca Argentero, Massimo Popolizio, Alessandra Acciai, Marco Brenno, Marco Iermanò, Silvio Orlando, Laura Morante
Nazionalità e anno: Italia, 2009
Distribuzione: Medusa Home Entertainment
Edizione: italiano
Sottotitoli: inglese, francese, italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 2.35:1
Durata: 101'
Extra: Backstage (23'53"); Trailer originale (2'06"), Cast artistico, Cast tecnico.
Note: Audio potente e nitido ben distribuito sui diversi canali per un ascolto ottimale. Un suono brillante e privo di qualsiasi imperfezione...
Buona la qualità video. Colori ben tarati. Ottimo il contrasto per un'immagine luminosa anche nelle scene notturne.
Corretto il formato panoramico proposto in questo DVD.
Extra non numerosi ma il backstage è abbastanza interessante ripercorrendo la genesi del film e del periodo storico.
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.medusahe.it/
Titolo originale: Il grande sogno
Qualità artistica: Sufficiente
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Buona
Film in parte autobiografico questo Il grande sogno di Michel Placido che si nutre dei ricordi dell'autore ai tempi del '68 e della grande utopia di cambiare il mondo da parte dei giovani di allora. Giovani dei quali faceva parte lo stesso Placido anche se in parte avulso da quei momenti di lotta per creare "il grande sogno". Placido era a Roma per frequentare l'accademia d'arte drammatica e intraprendere la carriera di attore (cosa che poi ha fatto con successo) e in seguito oltrepassare la linea tra attore e autore con l'esordio nella regia con Pummarò... Ne è passato di tempo sia dal '68 che dal suo esordio alla regia ma i ricordi incombenti hanno portato il nostro autore pugliese a voler raccontare questa trance di Storia che si intreccia con la sua storia personale e se il film ha dei momenti struggenti e di dolce e tenero "amarcord" non convince del tutto per una certa superficialità che a volte permea i personaggi e quindi la storia. E poi Plaido decide di non prendere posizione politica. Una scelta decisa e inopinabile ma quando ci si trova a dover (voler) raccontare la Storia in qualche modo si deve essere quanto meno oggettivi ed invece di essere imparziale Placido opera come Ponzio Pilato: "si lava le mani" per non essere soggetto a critiche. Un esempio su tutti. La scena dell'attacco della polizia alla facoltà di architettura. Sicuramente ben fatta ma non racconta le cose per come sono andate realmente... Non perché noi ci fossimo ma dai filmati e dalle fotografie dell'epoca si evince che fu la polizia a "caricare" contro i manifestanti sì turbolenti ma che "abbaiavano ma non mordevano". Invece Placido fa passare l'evento come una rissa che nasce per caso. Questo non voler prendere posizione e raccontare oggettivamente la Storia alla lunga paga "al contrario" privando il film di quella forza necessaria per essere un film "sul ‘68" e non un film qualunque e qualunquista su quegli anni. Anni di lotta, anni di rabbia, anni difficili che diedero poi i natali agli anni di piombo che erano a divenire in qualche anno.
L'errore principale del film (secondo noi, ma è una nostra opinione che può essere confutata in qualsiasi momento) è quella di "stare" troppo sui personaggi e sui loro amori e l'intreccio tra i tre protagonisti Nicola (il poliziotto), Laura (la studentessa semicattolica) e Libero (lo studente lavoratore fortemente politicizzato) diventa una storia d'amore senza più aperture verso il lato politico della storia, anzi emarginando la politica in spazi angusti. Scelte che sono inopinabili ma che non condividiamo affatto. Per essere coerenti con la storia il film avrebbe dovuto raccontare sino in fondo il clima politico e di repressione che esisteva. Questa è la grande mancanza del film e quindi un'occasione mancata per raccontare una trance di storia dell'Italia dolente che lascia ancora oggi una ferita aperta nella nostra società e che i giovani d'oggi conoscono ben poco... Peccato...



Commenti recenti
20 ore 30 min fa
20 ore 32 min fa
20 ore 36 min fa
5 giorni 3 ore fa
2 settimane 6 giorni fa
2 settimane 6 giorni fa
8 settimane 9 ore fa
8 settimane 9 ore fa
8 settimane 9 ore fa
28 settimane 2 giorni fa