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“BACIAMI ANCORA”, GLI ETERNI RAGAZZI DI MUCCINO CRESCONO (FORSE)
Il cast al gran completo di Baciami ancora (Medusa, dal 29 gennaio in sala in oltre 600 copie) rievoca inevitabilmente ricordi e confronti con quell' Ultimo bacio che tanta fortuna portò ai suoi protagonisti e al suo regista. Gabriele Muccino decide di replicare, e dopo i fasti (a tratti nefasti) statunitensi dirige un sequel che è anche una affettuosa rimpatriata tra amici. Non manca quasi nessuno, a parte Giovanna Mezzogiorno autrice (com'è noto) del Gran Rifiuto: Stefano Accorsi, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Marco Cocci, Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore e le "new entries" Vittoria Puccini (in sostituzione della Mezzogiorno), Valeria Bruni Tedeschi e Adriano Giannini.
Quel che Muccino tiene subito a precisare è che il film, come del resto il precedente, non ha la pretesa di raccontare una generazione. "Non parla di un malessere diffuso, ma di un malessere presente in alcuni di noi, più che in passato: il disordine nei rapporti di coppia, l'incapacità di prendersi le proprie responsabilità. Tutta colpa di un disorientamento che colpisce gli uomini della nostra società, forse a causa della pressione cui li sottopone, che impedisce loro di affrontare con serenità quel misteriosissimo mondo femminile che a me affascina molto. Senza contare come le conseguenze di tutto ciò ricadano sui figli: stiamo contribuendo con i nostri comportamenti a creare un disagio sociale che sarà chiaro ai nostri occhi solo tra anni, quando diventeranno grandi".
I personaggi di Baciami ancora, nove anni dopo, soffrono ancora per amore, meditano di rimettersi in gioco o cercano semplicemente il giusto equilibrio nella loro vita. Carlo (Stefano Accorsi) medita di tornare con Giulia dopo essersi allontanato da lei ("Carlo è maturato parecchio", commenta l'attore, "lo si capisce dal rapporto con la figlia"). Favino/ Marco resterà segnato dalla frustrazione della moglie per non aver avuto un figlio, e a lui è riservata la parte più "brillante dell'intero film: "Gabriele è stato bravo a cogliere il ridicolo che c'è nelle situazioni più serie, ricordo ancora certe litigate con alcune fidanzate che mi ridevano in faccia e tu giù, ancora più incazzato...." Pasotti/Adriano, look non proprio sexy ("ma insomma, sono stato due anni in carcere in Colombia!"), ha cercato nelle mille peripezie una fuga, ora si sente finalmente pronto a essere padre, "un gesto tardivo di maturità" commenta Pasotti. Chi proprio "non gliela fa", per dirla alla Muccino, è Paolo (Claudio Santamaria), "uno che la vita non è mai riuscito ad accettarla" e che andrà incontro alle estreme conseguenze di questo non scegliere. Tiene banco Sabrina Impacciatore, il cui personaggio di Livia ne L'ultimo bacio era stato per lei autentico trampolino di lancio: "Sono contenta che Gabriele sia tornato, avevo trovato un regista che credeva in me e subito era partito per gli Stati Uniti! Credevo che la mia carriera sarebbe stata stroncata. Fra l'altro è tornato molto più in armonia con il genere femminile, a giudicare dai suoi curriculum in materia (risate), e questo ha fatto molto bene al mio personaggio. Livia non è più una stupida come nel primo film, ma una persona equilibrata alla ricerca del tassello mancante alla sua famiglia: quell'uomo che non riesce mai a ricambiarla in egual misura".
E sono in molti, tra gli affiatati attori del cast, a confermare come Muccino sia in qualche modo cambiato dopo l'esperienza a Hollywood. "È più riflessivo", commenta Pasotti, che col regista ha lavorato sin dagli esordi (Ecco fatto); "si concentra più sulla storia, senza voler mostrare a ogni costo il suo talento. Menare sì, mena ancora quando vuole una certa emozione da te. Ma tutto il film, per quanto mi riguarda, è incominciato con una "pizza" (n.d.r. per chi è del nord Italia: schiaffo) che mi ha tirato in faccia dicendomi ‘Ehi, ma sai che facciamo il seguito de L'ultimo bacio?' Credevo scherzasse, invece..."



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