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LAND OF THE LOST

di Brad Silberling

Sceneggiatura: Chris Henchy, Marty Krofft, Sid Krofft, Dennis McNicholas
Fotografia: Dion Beebe
Montaggio: Peter Teschner  
Musiche: Michael Giacchino  
Scenografia: Lauri Gaffin
Costumi Mark Bridges  
Interpreti: Will Ferrell, Anna Friel, Jorma Taccone, Danny R. McBride
Produzione: Mosaic Media Group
Distribuzione: Universal Pictures
Nazionalità ed anno: Usa, 2009
Durata: 110'
Data di uscita: 11 dicembre 2009  
Sito ufficiale

LAND OF THE LOST
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Le vie del cinema sono infinite; e così può capitare di imbattersi in aborti come Land of the lost, filmetto tappasale diretto da Brad Silberling, già noto per filmetti come Camper e Lemony Snicket e che con Land of the lost tocca il suo fondo più nero e tetro. Caratterizzato da un soggetto in sé finanche interessante – il film è ambientato in non luogo situato in una dimensione parallela, una sorta di Lost & found dalle dimensioni di un pianeta dove passato, futuro e presente convivono – Land of the lost vorrebbe essere, come i titoli di coda (forse l’unica cosa decente del film) fanno intuire, un sentito e divertito, forse addirittura divertente, omaggio alla sci-fi classica degli anni ’50 e ’60, di quelli con le atmosfere alla Twilight Zone e i mostri-rettile con i costumi di gomma, nonchè ovviamente alla serie omonima dei '70 da cui il film è tratto.
 
E invece è poco più che una boutade cinematografica da un’ora e quaranta, una trametta da quattro soldi diluita fino all’insostenibile, ricalcando quasi fino all’archetipo il cosiddetto viaggio dell’eroe alla base di quasi tutte le storie mai raccontate a partire da Omero in poi, riducendo il film ad uno schemino da riempire con immagine filmate pour filmer, condendolo con battute risibili e “impreziosendolo” con effettacci 3D – per non parlare dei costumacci di gomma alla Il Mostro della laguna nera! -  talmente laccati e finti da far rimpiangere i fondali dipinti dei primi anni ’40.
Sceneggiatura inesistente, narrazione saltellante (si va avanti per ellissi, sventrando di qualsiasi raccordo gli eventi narrativi), personaggi piatti banali e monodimensionali sono le principali accuse di questo film scarto di qualche altra megaproduzione, giusto per racimolare il racimolabile da quei pochi spettatori che avranno il coraggio, la sventura e la sfortuna di pagare il biglietto per vedere questa non-si-sa-che-cosa spacciato per film e che è buono giusto come sottofondo al copulamento pomeridiano di qualche giovane coppia.
Il limite del ridicolo è stato ampiamente superato: Signore e signori, benvenuti nel vuoto cosmico più assoluto che (non) si sia mai visto al cinema!

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