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JENNIFER’S BODY
di Karyn Kusama
Sceneggiatura: Diablo Cody
Fotografia: M. David Mullen
Montaggio: Plummy Tucker
Musiche: Stephen Barton, Theodore Shapiro
Scenografia: Paolo G. Venturi
Costumi: Katia Stano
Interpreti: Megan Fox, Amanda Seyfried, Adam Brody, Johnny Simmons, J.K. Simmons, Amy Sedaris, Chris Pratt, Juno Ruddell, Kyle Gallner, Allison Janney, Cynthia Stevenson
Produzione: Fox Atomic, Hard C
Distribuzione: 20th Century Fox
Nazionalità ed anno: Usa, 2009
Durata: 102'
Data di uscita: 11 dicembre 2009
Sito ufficiale
Il padre putativo è l'iconico Lance Henricksen, che fa una comparsata sul finale e conduce la protagonista al compimento del suo destino. La madre a tutti gli effetti è la lanciatissima sceneggiatrice Diablo Cody, che sembra fermamente intenzionata a dimostrare che una rondine (leggasi: Juno) non fa primavera. Il resto sono corpi e volti più o meno adolescenti (ma Megan Fox fa la figura della ripetente da commedia scollacciata) ad animare un teen horror movie che mira solo poco più in alto della media.
Il luogo è Devil's Kettle, nella più profonda provincia americana, sede di un'incredibile cascata che si riversa in un gorgo senza fondo. Le adolescenti Jennifer e Needy sono l'una l'opposto dell'altra, eppure sono inseparabili sin dall'infanzia. Al ragazzo di Needy, Chip, pare incredibile che la sua timida e intelligente fidanzata frequenti l'esplosiva cheerleader Jennifer, i cui unici interessi sono i ragazzi e i ragazzi, ma deve comunque rassegnarsi a essere spesso e volentieri messo da parte. Forse fra le due c'è più tensione di quello che appare (le lunghe amicizie hanno vecchi scheletri e rancori), ma il punto di rottura non è in vista. Tutto precipita però con l'ingresso in scena dei Low Shoulder, una indie band a caccia di gloria, e anche a caccia di una vergine da sacrificare a Satana in cambio del successo. Con poco sfoggio di intelligenza, il cantante punta Jennifer (che non è più vergine dalle medie, e lo intuirebbe chiunque) e finisce per trasformarla - letteralmente - in una mangiatrice di uomini. La Jennifer-nuova versione, oltre alle peculiari abitudini alimentari di cui sopra, fa sfoggio di autentica cattiveria ("E' malvagia" commenta Needy "non solo malvagia da liceo, proprio malvagia"), e progressivamente comincia a rivoltarsi anche contro la sua eterna migliore amica. Anche le amicizie più salde, del resto, vacillano di fronte ai colpi dell'avversa fortuna, e Jennifer è colpevole di due cose: aver cercato di fregare il ragazzo a Needy e soffrire le conseguenze di una possessione demoniaca.
Costruito sulle curve di Megan Fox e sulle migliori attitudini recitative di Amanda Seyfried, Jennifer's Body ripete dunque il modello rovesciato alla Buffy l'ammazzavampiri: la ragazza inoffensiva, la cheerleader ochetta, può essere un diavolo camuffato, capace di rivoltare gli eterni valori della high school americana (universo ontologico in sé concluso e ormai del tutto familiare anche ai non-americani). Ma perché Jennifer squarta e cannibalizza? Più che un discorso sulla riappropriazione del potere da parte femminile, la trasformazione di Jennifer vuole riassumere il caos, il trauma, il disorientamento di una generazione senza un centro, che sa affrontare il lutto solo collettivamente e che dipende in tutto e per tutto dalle categorie tramite le quali si autorappresenta: il nerd, l'emo, il quarterback, la reginetta. Per una generazione del genere, anche il ricorso a Satana perde di poesia: il rituale è stato scaricato da Internet, e i satanisti vogliono l'aiuto del demonio per diventare come i Maroon 5. Lo scenario è agghiacciante - e difatti la migliore scena del film è la disturbante sequenza del sacrificio di Jennifer -, ma la chiave scelta per rappresentarlo gira spesso a vuoto. L'ironia sfrutta il paradosso, ma non fa molto più che dare l'occasione a un paio di dialoghi azzeccati, mentre il grottesco ha uno spazio colpevolmente risicato. Diablo non osa, e la sua nuova prova ha il respiro corto e l'aria del già visto.



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