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BEN X
di Nic Balthazar
Sceneggiatura: Nic Balthazar
Fotografia: Lou Berghmans
Montaggio: Philippe Ravoet
Musiche: Praga Khan
Scenografia: Kurt Loyens
Costumi: Heleen Heintjes
Interpreti: Greg Timmermans, Laura Verlinden, Marijke Pinoy, Pol Goossen, Titus De Voogdt, Maarten Claeyssens, Jakob Beks, Gilles De Schrijver, Peter De Graef, Ron Cornet, An Van Gijsegem, Tania Van der Sanden
Produzione: MMG Film & TV Production
Distribuzione: One Movie
Nazionalità ed anno: Belgio/Olanda, 2007
Durata: 93'
Data di uscita: 4 dicembre 2009
Sito ufficiale
Ben, adolescente belga a cui è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, vive davvero solo nel mondo virtuale di un gioco di ruolo online, mentre nella vita reale è il bersaglio preferito di una coppia di compagni di scuola e la vittima dell'indifferenza degli altri. Internet è la sua fuga e il suo rifugio, ma diventa anch'esso fonte di umiliazione quando l'ennesimo episodio di bullismo viene filmato e messo in rete, dove diventa accessibile a chiunque.
Incapace di rispondere agli stimoli di una realtà esterna troppo dolorosa, Ben cercherà vendetta, e la troverà a modo suo camuffando questa stessa realtà.
Film (fin troppo) a tema sul bullismo, Ben X, distribuito nel 2007, anno in cui fu il candidato belga per le nominations agli Oscar, prende come spunto la dimensione dei giochi multiplayer online e mischia le inquadrature grigio ferro di un Belgio suburbano alle riconoscibilissime geografie virtuali del gioco ArchLord. Lo spunto è ammissibile, e particolarmente adatto a sviluppare il tema dell'autismo di Ben, la cui incapacità di sorridere, di comunicare, di relazionarsi viene metaforizzata dalle scelte necessariamente limitate del suo alter-ego virtuale. I due piani si fondono spesso e volentieri nella descrizione della vicenda, e la funzionalità di quello virtuale ad approfondire quello reale ce ne fa scusare alcune forzature. Accanto a questo si segnala la bravura degli interpreti, primo fra tutti il protagonista Greg Timmermans (che è però, evidentemente, fin troppo adulto), nonché un copione particolarmente ben scritto (il regista Balthazar porta sul grande schermo, dopo averlo già rappresentato a teatro, il proprio romanzo d'esordio): la scena dove la Scarlite immaginaria fa desistere Ben dal suicidio riesce a mantenere un miracoloso equilibrio fra gioco e drammaticità, e potrebbe strappare più di un applauso. Quello che però non convince, e delude a conti fatti anche lo spettatore ben disposto, è sia la struttura a chiave della trama che la rivelazione finale. Costruito con più di un richiamo al mockumentary (e la trovata comincia a stancare), Ben X è sia troppo manicheo nel delineare il confine fra buoni e cattivi che implausibile nel decretare la sconfitta di questi ultimi. E il coup de theatre che segna il riscatto di Ben non si regge in piedi narrativamente, rivelando lo scopo fin troppo didattico di questo piccolo film e la sua fondamentale ingenuità.



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