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L'ISOLA DELLE COPPIE

di Peter Billingsley

Sceneggiatura: Jon Favreu, Vince Vaughn, Dana Fox
Fotografia: Eric Alan Edwards
Montaggio: Dan Lebental
Scenografia: Curt Beech, Clint Wallace
Costumi: Susan Matheson
Musiche: A. R. Rahman
Interpreti: Vince Vaughn, Jason Bateman, Faizon Love, Jon Favreau, Malin Akerman, Kristen Bell, Kristin Davis, Tasha Smith
Produzione: Wild West Picture Show Productions, Stuber Productions
Distribuzione: Universal Pictures
Nazionalità e anno: USA, 2009
Durata: 113'
Data di uscita: 4 dicembre 2009
Titolo originale: Couples Retreat
Sito ufficiale    
Sito italiano

L'ISOLA DELLE COPPIE
1 e mezzo

Jason e Cynthia possono permettersi un appartamento da sogno, ma non possono permettersi una vacanza di una settimana in un resort. Shane, dal canto suo, non ha i soldi per la moto, ma può prenotare la medesima vacanza per sé e per la sua ragazza del mese. Per la suddetta vacanza, otto persone adulte possono poi permettersi di prendersi una settimana di vacanza con una settimana di preavviso. E, ancora, nel resort in questione lavora Jean Reno, che dopo anni di onorata carriera sembra essere giunto alla conclusione che in America, per fare i soldi, conviene parlare come Pepé Le Pew.
A parte le incongruenze, le sciatterie, o semplicemente le brutte trovate di un copione a cui ha messo mano anche Vince Vaughn (e c'è Vince Vaughn che recita, Vince Vaughn che produce, e la sorella di Vince Vaughn che fa il produttore esecutivo), la storia de L'Isola delle coppie è presto detta: una coppia che non riesce a procreare l'erede va in crisi e rischia il divorzio, a meno di non accedere all'esclusiva terapia di coppia del guru Monsieur Marcel. Il resort dove Monsieur Marcel ha organizzato il suo programma di salvataggio-matrimoni offre però sconti comitiva, ergo i due riescono a convincere tre riluttanti coppie di amici a seguirli alla volta di Eden Island. E se l'approdo all'isola già richiede acrobatiche forzature narrative (non c'è una sola idea razionale per tutti i primi venti minuti), il seguito non si farà attendere: gag razziali, la stantia riproposizione della figura del sissy in un untuoso cameriere, una sequenza di quasi-masturbazione, l'ennesimo macho italiano umiliato e tre/quattro monologhi di troppo di Vince Vaughn (la cui velocità di eloquio pare stare a dimostrare che sì, può recitare "sopra-la-panca-la-capra-campa" in una sola emissione di fiato).
Si tratta prevalentemente di umorismo generazionale, rivolto a un target preciso e montato su una trama esilissima, non banale perché troppo sconclusionata. Data per acquisita anche la celebrazione del popolarissimo gioco Guitar Hero (è sia un caso di smaccatissimo product placement che una delle poche gag azzeccate di tutto il film), possiamo dunque archiviare il caso. A molti componenti del cast auguriamo di ritrovare le loro consuete (e di gran lunga migliori) collocazioni televisive, a Reno auguriamo di ritrovare Besson, e a Vaughn di tenersi stretti i colleghi del Frat Pack, senza pretendere di fare tutto da solo.

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