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DORIAN GRAY

di Oliver Parker

Sceneggiatura: Toby Finlay, dal romanzo "Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde
Fotografia
: Roger Pratt
Montaggio
: Guy Bensley
Musiche: Charlie Mole
Scenografia
: Niamh Coulter
Costumi
: Ruth Myers
Interpreti
: Ben Barnes, Colin Firth, Ben Chaplin, Rebecca Hall, Emilia Fox, Rachel Hurd-Wood, Douglas Henshall, Caroline Goodall, Fiona Shaw
Produzione
: Ealing Studios, Fragile Films
Distribuzione
: Eagle Pictures
Nazionalità ed anno
: UK, 2009
Durata
: 112'
Data di uscita
: 27 novembre 2009
                    
Sito ufficiale

DORIAN GRAY
1
Se le iniziali D.G. vi fanno pensare unicamente a Dolce&Gabbana, sappiate che non siete poi di molto fuori strada. Il viveur per eccellenza interpretato qui da Ben Barnes (ex Principe Caspian nelle Cronache di Narnia) esce dal celebre romanzo di Oscar Wilde e vive per illustrazioni la notissima trama di depravazione e catarsi: giovane traviato da compagnie dissolute, assassino senza rimorso, preserva l'aspetto illibato perché a corrompersi al posto suo è il proprio ritratto - che finisce per infestargli la coscienza.

Della proverbiale arguzia del dandy Wilde, resuscitato via aforismi per bocca di Colin Firth (la stoppacciosa sceneggiatura pare estratta da Wiki-Quote, ahinoi), resta ben poco. Il protagonista manca di carisma e spessore, spesso basito stile "Che ci faccio qui?", mentre il resto del cast enfatizza ogni battuta in modo esasperato e alla lunga irritante. Quanto alla generale atmosfera da lunapark a tema, qui non si lascia nulla all'immaginazione: le spaventose suggestioni promanate dal quadro diventano ridicoli echi notturni da filmaccio dell'orrore fatto in serie, mentre il male in cornice è animato a scatti videoludici di verminosa decomposizione - à la "scary movie", insomma. Peccato che adattare un classico di fine Ottocento e le sue didascaliche riflessioni filosofiche come baraccone digitalizzato e senz'anima, con tanto di colonna sonora da casa degli orrori, difficilmente potrà funzionare. Delle radicate metafore che sottendono all'intreccio originale nulla rimane: la morale spicciola sembra essere il criptico messaggio per cui... il sesso nuoce gravemente alla salute. A parte un accenno vago agli oppiacei e una vera e propria fissa per il gin, dei famigerati eccessi di Dorian non si racconta mai nulla tranne un paio di inutili e laccatissime scene d'orgia scopiazzate dal Kubrick di Cruise&Kidman - e pronte a mandare su di giri la fan-base di adolescenti dello scialbo protagonista. Ah, già: si diceva che il film fosse vietato ai minori di 16 anni. Il problema è che i soli maggiorenni si farebbero quattro risate (o una pennichella), in sala.
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