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SEGRETI DI FAMIGLIA

di Francis Ford Coppola

Soggetto e sceneggiatura: Francis Ford Coppola
Fotografia: Mihai Malaimare Jr.
Montaggio: Walter Murch
Scenografia: Sebastián Orgambide
Costumi: Cecilia Monti
Musiche: Osvaldo Golijov
Interpreti: Vincent Gallo, Maribel Verdù, Alden Ehrenreich, Klaus Maria Brandauer, Carmen Maura, Rodrigo De La Serna, Leticia Bredice
Produzione: Francis Ford Coppola
Distribuzione: BIM
Nazionalità ed anno: Argentina/ Spagna/ Italia/ Stati Uniti, 2009
Durata: 127'
Data di uscita: 20 novembre 2009
Titolo originale: Tetro
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Sito italiano       

SEGRETI DI FAMIGLIA
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Se decideste di andare dallo psicanalista, sedervi, e raccontare la trama di Segreti di famiglia spacciandola per la vostra vita, di certo il dottore vi presterà la massima attenzione. Non solo: vi suggerirà di tornare da lui altre volte. Molte altre volte. Sì, perché l'ultimo film di Coppola è una maestosa opera psicoanalitica, di quel genere esistenzial - introspettivo che non si faceva da decenni, e verso il quale si iniziava a guardare con una certa nostalgia.
Quel filone a cui aderì Godard, ma anche i nostri Bellocchio e Bertolucci (solo per citare alcuni fra i più celebri), i quali ritenevano che se il cinema è vita, allora la vita è necessariamente cinema, riversando nelle loro opere il loro cammino umano e intellettuale.
La trama di Segreti di famiglia è cosa troppo complessa per essere sbrogliata in questa sede, sia per gli intrecci di cui la storia si compone, sia per l'uso frequente di salti temporali, ma anche perché la trama, in fondo, è solo un pretesto per parlare di altro. Per parlare di Coppola (come lui stesso ha dichiarato), per parlare della vita e delle figure mitiche che popolano il nostro inconscio, con le quali dobbiamo fare i conti quotidianamente. Tutti noi, nessuno escluso. Consapevolmente o meno.
A riguardo della trama, però, è necessario enunciare i suoi tratti salienti: Bennie (Alden Ehrenreich) arriva a Buenos Aires per rincontrare il fratello maggiore Tetro (Vincent Gallo), il quale ha lasciato la famiglia newyorkese quando Bennie era ancora piccolo a causa di un padre-padrone troppo soffocante. Una volta raggiunta la città argentina, Bennie si troverà ad affrontare i fantasmi del passato che accomunano sia lui che il fratello, in un crescere di reminiscenze e conflittualità di difficile soluzione.
Quali fantasmi attanagliano le vite di Bennie e Tetro? Ci sono due figure mitiche che giocano un ruolo decisivo nell'opera: la prima è quella del padre. Carlo, il genitore di Tetro e Bennie, è stato un famoso direttore d'orchestra, che ha sempre offuscato con la sua popolarità le personalità dei due figli, divisi fra ammirazione e rigetto della figura genitoriale. Una Sindrome di Stoccolma che ha portato solo in età adulta Tetro a fuggire di casa, e che sta avendo gli stessi effetti su Bennie. Ma Bennie è colpito a sua volta dalla medesima Sindrome per Tetro, che da sempre suscita in lui un'ammirazione tale da sostituire, nella sua percezione, la figura del fratello maggiore con quella del padre. Tetro è cosciente di ciò, arrivando però a comportarsi con Bennie nello stesso modo in cui il padre si comportava con lui.
E da qui arriviamo alla seconda figura mitica di Segreti di famiglia, ovvero la figura del doppio. Tutti i personaggi del film giocano un duplice (se non triplice) ruolo, fra doppie vite e doppie caratterizzazioni. Non si è soli figli, o soli padri; solo vittime o solo aguzzini, ma sempre entrambi; tutto dipende da che punto di vista si analizzano le dinamiche che intercorrono. Nondimeno al nostro doppio deleghiamo ciò che noi non possiamo o non vogliamo fare. Non a caso Bennie aderirà completamente alla vita di Tetro (come anche lui fece con il padre), prima andando a vivere a casa sua, poi entrando nella sua mente occupandosi della trascrizione di un'opera teatrale scritta dal fratello maggiore, fino a procurarsi la medesima frattura alla gamba che tempo prima si era procurato Tetro. La personalità di Bennie combacia così in ogni minima parte a quella del fratello, il quale lo ricambia riponendo in lui parte delle sue ambizioni irrealizzate. Gli esiti saranno estremamente conflittuali e mai risolutivi. A poco servirà l'agognata morte del padre dei due, sebbene Bennie riuscirà in quel momento luttuoso a liberarsi di parte dei suoi fantasmi del passato provocando un incendio catartico.
Lacerante e liberatorio al tempo stesso, il film di Coppola è un omaggio al cinema europeo anni '70, grazie anche al ricorso ad un bianco e nero tipico di quegli anni. Ma l'opera è anche un profondo scavo nell'anima, nelle nostre anime. Non c'è soluzione ai conflitti proposti, perché di soluzioni non ne esistono di vere. La vita pretende le sue risposte, e il non consegnargliele è l'essenza stessa del dramma. "La luce è verità" afferma Tetro, e poco dopo, rivolgendosi a Bennie dice "non guardarla"; potrebbe mangiarci l'anima. E quando c'è la vita in ballo, meglio non commettere atti azzardati.

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