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THIS IS IT

di Kenny Ortega

Fotografia: Kevin Mazur
Musiche: Michael Bearden
Scenografia: Bernt Amadeus Capra
Costumi: Rushka Bergman
Interpreti: Michael Jackson, Nick Bass, Michael Bearden, Daniel Celebre, Mekia Cox, Misha Gabriel, Kenny Ortega, Judith Hill, Dorian Holley, Devin Jamieson, Bashiri Johnson, Charles Klapow, Jonathan Moffett
Produzione: AEG Live, The Estate of Michael Jackson, Sony Music Entertainment, Sony Pictures Entertainment (SPE)
Distribuzione: Sony Pictures
Nazionalità ed anno: USA 2009
Durata: 111'
Data di uscita: 28 ottobre 2009
Titolo originale: Michael Jackson's This Is It
Sito ufficiale    
Sito italiano

THIS IS IT
2 e mezzo

The show must go on. Così cantava il compianto Freddie Mercury nel 1991. E così si usa dire quando dopo una tragedia che funesta il mondo dello spettacolo si continua ad andare avanti in nome dell'irrefrenabile showbiz. Oggi a distanza di quasi vent'anni il titolo di una delle più famose canzoni dei Queen (che peraltro ai tempi della prematura scomparsa del loro leader si attennero letteralmente alle sue parole raggiungendo il massimo delle vendite dei propri dischi) è ancora attuale.
La morte improvvisa di Michael Jackson ha commosso il mondo intero e l'uscita di questo This Is It, backstage del concerto che il re del pop avrebbe dovuto tenere a partire da luglio scorso a Londra, ha suscitato non poche polemiche. Tributo in onore di una delle più grandi popstar di tutti i tempi o ennesima speculazione sulla figura di un cantante controverso che da morto frutta molto di più che da vivo? I numeri parlano chiaro: oltre 50.000 i biglietti venduti in due settimane di prevendita solo in Italia per This Is It. E la Sony non si è lasciata scappare l'occasione di un simile successo (dapprima programmato per sole due settimane, il film ha registrato un inaspettato crescendo di richieste tanto da prolungarne la permanenza nelle sale).
Diretto da Kenny Ortega (regista della saga di High school musical ma anche designer degli ultimi tour di Jacko, Dangerous World Tour e HIStory World Tour) e prodotto con il supporto della Fondazione Michael Jackson, This is it è stato realizzato attingendo alle oltre cento ore di materiale girato nel backstage del concerto che era in preparazione all'Arena 02 di Londra tra aprile e giugno 2009, durante il quale Michael Jackson perfezionava il suo spettacolo, dirigendo e coordinando il suo team artistico. Un dietro le quinte tecnicamente interessante (impressionanti la performance metacinematografica di Smooth criminal sulla base del film Gilda e la versione in 3 D di Thriller) e a tratti commovente che solo in seguito alla tragica morte di Jackson è diventato un film per il cinema. In origine infatti doveva uscire in dvd come ultimo saluto del re del pop a tutti i suoi fan. Proprio lo scorso marzo in conferenza stampa a Londra la popstar aveva messo in chiaro le sue intenzioni di ritirarsi dal mondo della musica. E nel perfetto stile che da sempre lo aveva contraddistinto aveva pensato di lasciare un ultimo, indimenticabile ricordo al suo pubblico: un mega show pieno di creatività, effetti speciali e vera arte. Eh sì, checché si possa pensare di lui come uomo (i processi per presunta pedofilia, l'incredibile sbiancamento della pelle, i disastrosi interventi chirurgici) quello che Jacko faceva era comunque arte. E della più alta qualità. Questo This is it ne è la prova. Un'ultima esperienza multimediale che di sicuro avrebbe lasciato il segno e che a maggior ragione non può non lasciare l'amaro in bocca. Sempre presente in scena nella preparazione di ogni momento del suo concerto, umile e rispettoso nei confronti di ciascun membro del suo team (che chiama affettuosamente famiglia), geniale e generosissimo nelle performances di prova, Michael Jackson si conferma re del pop. La dolcezza della sua voce quasi infantile che rivolge accorgimenti al tecnico del suono, l'umiltà con cui segue i consigli del vocal coach, la preoccupazione di non sforzare la voce prima del debutto avvicinano il pubblico (e non solo i fan) ad una creatura innaturale, quasi divina, che forse non è stata compresa fino in fondo. Al di là delle polemiche resta in ogni caso un genio. Un angelo (caduto) che nonostante il successo stratosferico della sua musica non è mai riuscito ad essere veramente felice. E anche se nel film questo aspetto non viene mai fuori (nessun accenno né alla vita privata né tanto meno alla sua morte prematura) ci si accorge da subito di trovarsi davanti a qualcosa di straordinario. È come se si avesse accesso per la prima (e ultima) volta al mondo di un vero showman, forse il più grande di tutti i tempi. La preparazione di ogni singolo hit (da They don't care about us a Beat it, da I just can't stop loving you a Black or White) ci mostra quello che non si era mai visto prima: il modo in cui Jacko lavorava e interagiva con i suoi collaboratori. E chiunque, anche chi non lo amava o non lo conosceva, non può non restare ammaliato dalla "gentilezza" divina di questo essere unico e sfortunato (si vedano i momenti del saluto al suo team prima del weekend e della "rivelazione" d'amore ai suoi familiari durante la performance di ABC dei Jackson Five).
Ortega, accusato di speculare sulla morte di Jackson, in realtà non fa molto. Si limita a riportare rispettosamente su grande schermo le prove dello spettacolo (che sarebbe stato) grandioso di un artista (che era e sarà sempre) grandioso. Questo è quanto...E non è poco.

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