Login utente
Cerca
Editoriale
Berlino 60
Messaggi recenti del blog
- GLI OMBRELLONI DI TALANI SI APRONO IN PIAZZA DELL’UNITA’ D’ITALIA A TRIESTE
- IL DIRETTORE DEL SETTORE CINEMA MARCO MUELLER RICEVE L'ORDEN DRUZHBY
- “CINECITTÀ LUCE – LE SFIDE DELLA MEMORIA”
- PROGETTO BONELLI: SIETE PRONTI A SPORCARVI LE MANI?
- “POVERI VOI”, LA PRIMA ONG AFRICANA CHE PORTA AIUTI UMANITARI ALL'ITALIA
- NOI STIAMO CON EMERGENCY - SABATO 17 - ORE 14.30 APPUNTAMENTO IN PIAZZA NAVONA ROMA
- PARAMOUNT ANCORA INSIEME IN ITALIA CON UNIVERSAL
- NAPOLI COMICON CAMBIA: FUSIONE CON GAMECON, NUOVE SEDI E NUOVE DATE
- FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA
- “TAXI DRIVERS” PRESENTA “SYMPATHY FOR THE DEVIL”
Argomenti del forum attivi
MOTEL WOODSTOCK
di Ang Lee
Sceneggiatura: James Schamus
Fotografia: Eric Gautier, AFC
Montaggio: Tim Squyres, A.C.E.
Scenografia: David Gropman
Costumi: Joseph G. Aulisi
Musiche: Danny Elfman, Artisti Vari
Interpreti: Demetri Martin, Imelda Staunton, Henry Goodman, Jonathan Groff, Liev Schreiber, Emile Hirsch, Eugene Lèvy
Produzione: James Schamus, Ang Lee, Celia Costas - Focus Features
Distribuzione: BIM
Nazionalità ed anno: USA, 2009
Durata: 121'
Data di uscita: 9 ottobre 2009
Titolo originale: Taking Woodstock
Sito ufficiale
Sito italiano
Dimenticatevi gli indimenticabili: nel nuovo film di Ang Lee, chiamato a celebrare a modo suo il quarantennale di Woodstock, non troverete Richie Havens, Arlo Guthrie né tantomeno Country Joe. Degli Who e di Jimi Hendrix, poi, nemmeno a parlarne: giusto qualche eco soffuso in lontananza, e l'evento a far da sfondo a un racconto di formazione dove un ruolo principale, come ci si può aspettare dal regista taiwanese, lo riveste la consapevolezza di una sessualità diversa.
Diversità che, repressa nel contesto rurale e ovattato in cui vive il giovane Elliot assieme ai genitori, gestori di un motel di terz'ordine, trova modo di palesarsi nel confronto umano più vario allorché il ragazzo si troverà, quasi per caso, a contribuire all'organizzazione della succitata tre giorni di pace, amore e musica.
Ecco dunque lo spettacolo passare in secondo piano e la vicenda privata farsi largo, divenire protagonista oltre i miti del tempo: Elliot vedrà poco o nulla del concerto, tra casuali esperienze lisergiche, conflitti familiari più o meno stereotipati e incontri determinanti per l'accettazione della propria omosessualità (fantastico il transessuale interpretato da Liev Schreiber, e comunque sempre abile Ang Lee a suggerire senza mai essere esplicito).
Certo, Michael Lang non sarebbe dov'è se fosse il cherubino sceso dal cielo che viene dipinto nel film; e l'intento di scindersi dall'Evento Woodstock riesce a metà, affrancandosi sul piano musicale ma non su quello visivo, ricopiando pedissequamente la tecnica dello split-screen usata nel 1970 da Michael Wadleigh per documentare il concerto. Divertente, comunque, vedere interi spezzoni di quello storico documento (che vide un giovane Martin Scorsese nel ruolo di aiuto regista) girati in tempo reale dalla troupe di Wadleigh, con il giovane Elliot che li attraversa inconsapevole di trovarsi a un passo dalla Storia. O di esserlo, anche se per pochi istanti.
A conti fatti, Motel Woodstock è un film quasi inconsistente nella sua leggerezza. Una leggerezza voluta, ma forse eccessiva. Probabilmente, al netto di quelle star che si esibirono nella fangosa tenuta di Max Yasgur, di Woodstock non resta granchè da raccontare: la magia fu proprio il farsi collettività da parte dei singoli. Ma insomma, i fans di Ang Lee dovrebbero restare comunque soddisfatti; quelli di Alvin Lee (e della sua strepitosa I'm Going Home), magari, un po' meno...
Diana ha scritto:
Il mio giudizio sul film e' di certo un 4 su 5 , un operazione tra lo storico e il racconto perfettamente moderno dell' evento simbolo di una generazione di cui poco si e' capito e portato avanti...la parola stereotipo e' per caso di moda nelle critiche attuali?
E' un film che prelude ad una leggerezza possibile, ancora affato ben compresa dalla massa bigotta e conservatrice, che vede negli shcemi e nelle regole la forma migliore per tenere a bada le emozioni, quelle stesse che portano ad un idillio simbiotico con gli elementi.Hang Lee si conferma un regista moderno, poetico e con una abilita' espressiva dai ritmi idonei.
Gianluigi Ceccarelli ha scritto:
....di cui ammiro da sempre acume e lntelligenza, nonchè la competenza riguardo quanto stiamo discutendo ;-),
naturalmente - da un punto di vista formale - Motel Woodstock è un ottimo prodotto, avanti anni luce dai clichés di italica fattura (cerco di non usare il termine stereotipo, effettivamente è un po' abusato); fosse il film di un regista esordiente, anzichè di un regista che con film precedenti ha stravinto leoni d'oro e consacrato il proprio status d'autore, il giudizio sarebbe stato ben diverso. Essendo invece un film di Ang Lee, e dovendo un critico tener conto della produzione precedente di chi recensisce, non ho potuto fare ameno di constatare che la consolidata poetica del regista qui stride un po', soffocata dal gigantismo dell'evento Woodstock, fino a relegarlo ai margini dell'inquadratura, quasi mai interagendo con essa. Per un fan del periodo come adoro definirmi, l'operazione lascia l'amaro in bocca; e ciò che è diegetico- e di cui tu ben parli nella tua risposta - mi sembra maggiormente sviluppato in altri film, senza che quest'ultimo aggiunga o tolga chissà quanto. Le intenzioni ovviamente arrivano, sono nobili e oneste; ma bastano, da sole, a decretare il successo di un'operazione?
Un abbraccio e a presto,
Gianluigi
Diana ha scritto:
In effetti non conosco affatto Ang Lee,(lo so e' una confessione deplorevole...mi aggiornero' su questo talento regisitco) mi piacerebbe incontrarlo sul set, a dire il vero;e cosi' non ho paragoni precedenti da fare, il mio giudizio comparativo viene rivolto piu' largamente "a quel che circola nelle sale oggigiorno" specialmente quelle italiane, e cosi' viene ovviamente alla luce un racconto di consapevole leggerezza, che racconta di noi, di quelli di ieri, dei nostri fratelli maggiori, oggi piu' che cinquantenni, e' un film anche per loro, ma in realta' deve raccontarci i fatti che li accaddero in una visione molto piu' vicina alla comprensione del fenomeno ...di "follia genrale?" come probabilmente viene visto oggi, a meno di 50 anni dall'accaduto.Mi stupisce pensare che probabilmente, creando un iperbole temporale e mostrando Taking Woodstock (per inciso, sono contraria alle traduzioni dei titoli dei film-tra l'altro motel e' una parola internazionale che porta gia' con se' delle impressioni specifiche) alle donne e agli stessi uomini 30 anni fa, avrebbero trovato il film molto piu' largamente condiviso di oggi.
Sto dicendo che dietro questo film il richiamo alla memoria di cio' che siamo stati o potevamo essere in termini di armonia, e' un bell' esempio di un regista che lascia me e te scorrere e approfondire un evento simbolo dei fiori e dei suoi figli.
Buon Lavoro a voi!



Commenti recenti
2 settimane 4 giorni fa
2 settimane 4 giorni fa
2 settimane 4 giorni fa
2 settimane 4 giorni fa
6 settimane 3 giorni fa
15 settimane 1 giorno fa
15 settimane 1 giorno fa
15 settimane 1 giorno fa
15 settimane 1 giorno fa
15 settimane 1 giorno fa