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IL MOSTRO DELL’OBITORIO

di Javier Aguirre

Cast: Paul Naschy, Rossana Yanni, Maria Pershy, Vic Winner, Victor Barbera, Maria Elena Arpon, Alberto Dalbes, Manuel De Blas, Antonio Pica, Joaquin Rodriguez, Adolfo Thous, Angel Menendez, Fernando Sotuela, Antonio Ramis, Sofia Casares
Nazionalità e anno: Spagna, 1973
Distribuzione:
Edizione: italiano
Sottotitoli: assenti
Audio: mono
Schermo: letterbox 4/3 1.33:1
Durata: 79'
Extra: Foto di scena.
Note: Audio buono, potente e ricco anche se è soltanto mono. Un suono pulito e nitiod per un ascolto di discreta qualità.
Bene anche al qualità video. Colori ben tarati e senza grandi problemi per un'immagine luminosa grazie anche al buon contrasto.
Il film è proposto nel formato letterbox.
Extra con la sola galleria fotografica. Ed è già molto per un film di nicchia come questo.
Regione: 2
Sito ufficiale:
Titolo originale: El jorobado de la morgue

Qualità artistica: Discreta
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: N.G.

3 e mezzo
IL MOSTRO DELL’OBITORIO
2

Tra musica di stampo western e tirolese (mix assai suggestivo)  ha inizio il film che ambientato in un qualche luogo non ben precisato tra le montagne, e con qualche tentativo di richiamo alle ambientazioni Transilvaniche (?!?), subito parte deciso nel mostrare il mostro (in realtà portatore di handicap fisico) di turno, Gotho, che viene mostrato per quello che è... un uomo fuori di testa che nell'obitorio dove lavora si diverte a tagliuzzare i corpi dei poveri cadaveri che giacciono inerti in quel luogo di morte... Ma anche lui ha un cuore. Ama alla follia una ragazza, Lise, che è in un letto dell'ospedale dove lavora gravemente malata... la ragazza ha simpatia per Gotho ma non nutre di certo lo stesso amore che l'uomo prova... Quando la ragazza muore Gotho non si rassegna e deciso a tutto si rivolge al dottor Horla. Questi si dedica ad esperimenti per ridare la vita a corpi inanimati. Quindi è l'unico che "potrebbe" riportare in vita Lise. Ma le cose non sono così semplici. Ad Horla servono sempre nuovi corpi per i suoi esperimenti ed è così che Gotho poco alla volta si trasforma, per amore di Lise, in un "angelo della morte"... Corpi che però non serviranno a nulla... Anche perché il dottor Horla si è sempre e solo servito di Gotho e del suo sogno...
Film sulla scia di Frankenstein e simili (il dottore che cercca di dare vita a corpi morti, il fedele servitore gobbo, etc,) ma che non ne ha ne la forza e ne la stessa capacità di "creare" paura e sgomento. Mancano quelle atmosfere gotiche proprie del sottogenere, manca di profondità dei personaggi, manca di quella stilla di vita necessaria a far ritornare alla mente i suoi illustri predecessori. Messa giù così sembrerebbe un film vuoto e vacuo. Ed in parte lo è anche. Non è neanche un film di sculto ma solo un'operazione tesa a "cavare" qualche soldo da un genere che alla fine degli anni '70 stava languendo alla ricerca di nuove strade da percorrere e questa non era certamente tra le migliori. Un film che ha poco di interessante e che si trascina stancamente sino all'inevitabile fine dove non ci sarà scampo per i cattivi, reali e presunti...

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