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FA’ LA COSA SBAGLIATA - THE WACKNESS
di Jonathan Levine
Soggetto e sceneggiatura: Jonathan Levine
Fotografia: Petra Korner
Montaggio: Josh Noyes
Scenografia: Annie Spitz
Costumi: Michael Clancy
Musiche: David Torn
Interpreti: Ben Kingsley, Josh Peck, Olivia Thirlby
Produzione:Occupant Films, Sbk Pictures, Shapiro Levine Productions
Distribuzione: Fandango
Nazionalità ed anno: USA, 2008
Durata: 99'
Data di uscita: 28 agosto 2009
Titolo originale: The Wackness
Sito ufficiale
A volte seguendo la nostra morale siamo portati a compiere scelte non convenienti ma eticamente corrette. Così, facciamo "la cosa giusta" se pur non ne ricaviamo giovamento. Sono i nostri principi, valori a guidarci a non farci commettere "la cosa sbagliata". Ma quale sarà poi la cosa sbagliata? Uscire fuori dai parametri comuni? Rompere con le regole che ci vengono imposte e contestare leggi fin troppo convenzionali? Sembrerebbe quasi dire: "impariamo ad ascoltare noi stessi, a scegliere oggi per la nostra vita futura, a non farci guidare da dettami e regole precostituite.
Soffia un leggero vento anarchico contro la società odierna e politici dal pugno di ferro. Il riferimento è al sindaco Rudy Giuliani, pronto a incarcerare i senza tetto per risolvere il problema "sicurezza" in città, ma anche a tutti coloro che cercano soluzioni rapide senza porsi domande e affrontare consciamente le tante incognite della vita.
Siamo nei primi anni novanta, in un'epoca molto diversa da quella odierna, come sfondo c'è la storia e la musica hip hop. È il tempo dei cercapersone e non dei telefoni cellulari, un'epoca in cui Tupac e The Notorious B.I.G. erano vivi, in cui Kurt Cobain si era tolto la vita solo da poco.
Correva l'anno 1994, New York, una città con varie problematiche da sciogliere: droga, delinquenza, adolescenti difficili. Proprio come la grande metropoli, Luke (Josh Peck), studente e spacciatore d'erba e il dottor Squires (Ben Kingsley) uno psichiatra suo cliente, devono risolvere i loro problemi. Luke pensa di avere tendenze suicide, si lamenta della sua scarsa popolarità a scuola e del fatto che la sua famiglia sia sull'orlo dello sfratto.
Una storia di umorismo, emozioni, sesso, droga e ritmo, scritta e diretta da Jonathan Levine, regista di All the Boys Love Mandy Lane. Premiato dal pubblico del Sundance Film Festival come miglior pellicola drammatica, il film è principalmente un irriverente invito a non abbandonarsi a quella sorta di nichilismo oggi imperante a quella sensazione di vuoto quando si è "fuori da se stessi". La soluzione proposta dal regista a tutti i problemi sembrerebbe la più ovvia: amore e amicizia è l'antidoto giusto! In realtà tante sono le sfumature, così ci si apre a riflessioni ben più complesse.
Attraverso uno script ricco di dialoghi susseguenti, una straordinaria fotografia, sgranata e dai toni chiarissimi, primi piani incisivi e ottime sequenze, The Wackness vola via che è un piacere. È un inno alla vita, che va presa di petto sempre e comunque, facendo anche quelle scelte che a volte troppo frettolosamente etichettiamo come 'sbagliate'.
A rivoltarsi e a scambiarsi di posto sono due mondi, quelli dei ragazzi e quelli degli adulti, con i primi maturi e i secondi incapaci di crescere una volta per tutte. Così, un'amicizia con un bel salto generazionale rompe ogni regola, legale, e sociale, e si rinsalda nella scoperta di se stessi, delle proprie debolezze e paure.
Con una perfetta colonna sonora e una regia originale, si completano le belle prove attoriali dell'intero cast. In particolare del simpatico e inquieto Josh Peck (nei panni di Luke), del sempre magnifico Ben Kingsley/dottor Squires, irridente e tragica maschera di una certa società newyorchese.
Allora, benedetto sia il cinema indipendente americano, che ancora ci regala pellicole divertenti originali a basso costo.



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