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WINGED CREATURES – IL GIORNO DEL DESTINO
di Rowan Woods
Cast: Kate Beckinsale, Dakota Fanning, Guy Pearce, Forest Whitaker, Embeth Davidtz, Troy Garity, Jennifer Hudson, Josh Hutcherson, Jackie Earle Haley, Jeanne Tripplehorn, Robin Weigert
Nazionalità e anno: USA, 2008
Distribuzione: Dall'Angelo Pictures - Sony Pictures Home Entertainment
Edizione: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.78:1
Durata: 92'
Extra: Trailer italiano (2'15"); Trailer originale (2'15").
Note: Buona la qualità audio, in particolare quella italiana, potente e ben tarata. Un suono brillante e compatto senza nessuna sbavatura.
Sullo stesso livello la qualità video, con colori compatti, netti, e saturi. Buono il contrasto per un'immagine luminosa e senza problemi.
Corretto il formato panoramico presente sul DVD.
Extra all'osso con i due trailer, quello italiano e quello originale praticamente uguali.
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.dallangelopictures.com/
Sito ufficiale: http://www.sonypictures.it/
Titolo originale: Winged Creatures
Qualità artistica: Discreta/Buona
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: Mediocre
Cosa è la morte? Cosa si prova ad andarci vicino (ma molto vicino) e rimanere in vita? Quali meccanismi scattano nelle menti di noi poveri umani? E quello che si prefigge di scoprire e di mostrare Rowan Woods con il suo Winged Creatures che prende in esame un gruppetto assai eterogeneo (dalla teenager al malato terminale, dalla cameriera al medico) per far luce su questo aspetto di sopravissuto a morte quasi certa, o forse sarebbe meglio dire "sentire su di se l'alito della morte e riuscire a farla franca"... Un film interessante che tocca un aspetto abbastanza inconsueto e poco praticato dal cinema, affrontato con bel piglio da Rowan Woods che basandosi su una sceneggiatura composita e ben articolata riesce a dare al meglio delle sue possibilità, grazie anche all'aiuto di un bel cast (pensiamo all'immenso Forest Whitaker, alla bella Kate Beckinsale, all'intensa -ma manierata, ed è un male- Dakota Fanning, alla sempre brava Jeanne Tripplehorn e allo straordinario Josh Hutcherson nel ruolo del ragazzino -ma sino a quando farà il ragazzino?- fortemente traumatizzato dalla situazione al di la di ogni pensiero) che da quel qualcosa in più al film che manca nella sceneggiatura. Script, che come abbiamo detto sopra, è ben composito ed articolato ma manca abbastanza nei dialoghi troppo prevedibili e banali. Qualcosa di più bizzarro ed inconsueto ci sarebbe stato bene. Forse anche qualcosa di esagerato vista la situazione al limite che è il perno del film. Ma nonostante ciò il film mantiene un livello sempre alto grazie a quelle qualità intrinseche e all'apporto attoriale. Ci sono dei momenti di grande tensione. Dove il dolore e lo spaesamento si avverte in maniera tangibile e con rara potenza, quasi volesse uscire dalla schermo per catturare anche noi spettatori incolumi di tanto spettacolo della follia umana. Un uomo che entra in un bar ed uccide prima un cameriere e poi un cliente, ferendo il malato terminale. Gli altri sono lucidi spettatori e potenziali vittime di questa assurda e feroce follia. Ma non è tanto feroce quanto disperata. Infatti l'improvvisato serial killer si spara prima che possa sol anche arrivare la polizia e tutto finisce ancora prima di essere consumato del tutto. Un gesto insano che cambia le vite di ignare persone che con la sua (della quale non sappiamo e non sapremo nulla, ed molto interessante questo passo del film) disperazione le trascina in un vortice di cambiamenti e di insicurezze. Emozioni che portano questi "protagonisti loro malgrado" ad essere altro... La cameriera quasi si dimentica del figlioletto e si concede a tutti per sentirsi viva e prova una folle attrazione per il medico, questi inizia a non tollerare più la moglie e la riempie di farmaci portandola quasi alla morte, il malato terminale che si sente sopravvissuto dopo essere stato ferito va in un casinò e prima vince una fortuna ma poi la perde con la stessa facilità con la quale era arrivata (fuorviato dal vizio del gioco), il ragazzetto che non parla più, la figlia del cliente ucciso che si da alla religione e giustifica tutto attraverso come "un segno del signore"... Insomma ognuno prende una strada ben precisa e diversa. Ognuno elabora il suo dolore in un modo del tutto personale. Ma tutti hanno in comune la stessa "non" voglia di vivere. Sono rimasti tutti in quel locale. Ma cosa deve accadere per tornare a vivere? La rimozione del fatto o qualcosa di altrettanto forte. Sarà così. Non diciamo di più per lasciarvelo scoprire come nella tradizione dei migliori thriller anche se questo non lo è. O almeno non lo è del tutto. Diciamo che potrebbe essere un thriller dell'anima e del pensiero umano. Del disturbo e del disagio. Un bel film che consigliamo di vedere per apprezzare di più le nostre vite...



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