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IMMAGINA CHE

di Karey Kirkpatrick

Soggetto e  sceneggiatura: Ed Solomon, Chris Matheson
Fotografia: John Lindley
Musiche: Mark Mancina
Montaggio: David Moritz
Scenografia: Sue Chan, Donna J. Hattin     
Costumi: Ruth E. Carter
Interpreti: Eddie Murphy, Yara Shahidi, Thomas Haden Church, Nicole Ari Parker, James Patrick Stuart, Ronny Cox, Vanessa Williams, Bobb'e J. Thompson
Produzione: Di Bonaventura Pictures, Internationale Filmproduktion Stella-del-Sud Third, Nickelodeon Movies, Paramount Pictures
Distribuzione: UIP                             
Nazionalità ed anno: Usa, 2009
Durata: 107'
Data di uscita: 31 luglio 2009
Titolo originale: Imagine that
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IMMAGINA CHE
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La bambina è deliziosa, ma ha vissuto male la separazione dei genitori, e adesso ha sviluppato un attaccamento morboso per la sua copertina celeste, avvinghiata alla quale sogna mondi fantastici e parla con principesse immaginarie. Il padre è comprensibilmente preoccupato, non solo per la sfumatura schizofrenica delle fantasie della figlia, ma anche per la sua carriera di squalo della finanza, messa in crisi sia dal deterioramento dell'equilibrio nervoso della piccola, sia dalla concorrenza di un nuovo collega.
Se non fosse che le principesse immaginarie con cui parla Olivia le rivelano le quotazioni di borsa, le indicano le imprese su cui puntare, le consigliano piani di investimento...
Eddie Murphy questa volta è targato Nickelodeon, e recita (fortunatamente in un solo ruolo) in un classico esempio di film per famiglie, sul modello padre-schiavo-della-carriera-trascura-figlio-barra-figlia. La trama di film del genere è immancabilmente tracciata: c'è un personaggio che fa cose inumane per soldi e per ambizione, e dopo un paio d'ore di film fa cose altrettanto folli per amore e generosità. Altro tratto distintivo del genere, la presenza di una recita scolastica (o saggio di musica), che tipicamente porge il fianco alla messa in atto della conclusiva scena madre. Nel caso presente, nessuna sorpresa, e parecchie influenze del Jim Carrey di Bugiardo, bugiardo, vieppiù ricordato dalla comicità molto fisica di Murphy (che pure mantiene un profilo più basso del solito). C'è anche Thomas Haden Church, nuovamente in un ruolo comico grottesco, che calza a pennello il ruolo del falso nativo americano e che è protagonista di qualche momento davvero esilarante (ad esempio, quando decide di ubriacare di Red Bull il figlio di nove anni per farlo parlare con gli spiriti della tribù). Ma a parte la morale stucchevole e irrealistica e l'andamento prevedibile, che sono i limiti intrinseci al genere, Immagina che soffre l'approssimazione del copione, che sceglie la strada dell'immaginazione surreale e la lascia lì, sospesa e irrisolta, quando non serve più. In conclusione, la trama crolla e i buoni sentimenti impazzano, suggellati dal cammeo del solito Martin Sheen imbolsito, sguardo di attore di razza da tempo abituato a comparsate piuttosto inutili.

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