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PRETTY BABY
di Louis Malle
Cast: Keith Carradine, Susan Sarandon, Brooke Shields
Nazionalità e anno: USA, 2007
Distribuzione: Paramount Home Entertainment
Edizione: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco
Sottotitoli: italiano, inglese, danese, finlandese, francese, norvegese, olandese, spagnolo, svedese, tedesco, inglese per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.78:1
Durata: 105'
Extra: Assenti.
Note: Ottima la qualità dell'audio, potente e nitida, ben distribuito sui differenti canali per un suono brillante e privo di imperfezioni.
Bene anche al qualità video, che non risene molto del tempo, con colori netti e definiti, saturi e ricchi che rispettano la bella e affascinante fotografia di Sven Nikvist, uno dei grandi maestri.
Corretto il formato panoramico presente sul DVD.
Extra assenti ed è un peccato per un film del genere.
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.paramount.com/
Titolo originale: Pretty Baby
Qualità artistica: Ottima
Qualità immagine: Buona/Ottima
Qualità audio: Buona/Ottima
Qualità extra: N.G.
Film americano del maestro francese Louis Malle ai tempi del suo (poco?) fortunato soggiorno negli States... E questo Pretty Baby è uno di quei classici film che nascono in sordina e vengono come si suol dire "al di là di ogni più rosea aspettativa"... Un film delicato, intenso, immenso, ricco di sfumature per raccontare un tema molto scottante (e più che mai d'attualità in questo terzo millennio) della prostituzione minorile... In questa pellicola di Malle si parla addirittura di una 12enne, Violet, che, nata direttamente in un bordello, dove la madre si prostituisce, è cresciuta in funzione del gran giorno: quando perderà la sua verginità e sarà pronta per soddisfare decine e decine di uomini. Il tutto nell'indifferenza generale, compresa quella della madre. L'unico che sembra preoccuparsi di lei è un fotografo che arriva nel "postribolo" per il suo lavoro e poco alla volta si sente attratto da quella donna/bambina sino al punto di sposarla...
Un storia dura, drammatica, che prende una china discendente dell'abiezione umana ma che dall'altra parte riscatta la stessa attraverso delle piccole attenzioni e dei contrappunti che rendono appieno questo mondo "falsato" della piccola prostituta. Un mondo dove gioco e realtà si fondono di continuo in una dimensione quasi surreale per quanto assurda. Ma di fondo rimane sempre come la piccola debba "smerciare" il suo corpo con la più assoluta naturalezza. Una delle tante devianze del genere umano che per "giacere" con una bambina sarebbe disposto a qualunque cosa. E siamo di nuovo al tema della pedofilia. Una volta quasi ammessa, o meglio dire tollerato, ed oggi, giustamente, additata come un male da combattere. Ma ai tempi del film (siamo a metà ottocento) si deve tener conto anche della condizione sociale e dei tempi oltre che dell'atmosfera che si viveva nella giovane America. Un luogo dove tutto era, più o meno, permesso senza dover rendere conto a nessuno e dove i bambini erano schiavi e destinati a fare quello che gli adulti gli "comandavano" di fare.
Malle da vita ad una affresco di straordinaria potenza visiva e di grande sostanza sentimentale (ma parliamo di sentimenti veri) di questo mondo filtrato da due punti di vista: quello interno della 12enne, uno sguardo puro e incantato che non si rende ben conto di quello che fa, e quello altrettanto innocente ma anche distaccato del fotografo, che attraverso il suo obbiettivo rende immortali quei momenti, ma non solo; il suo amare Violet è un modo come un altro di mondare l'umanità dai suoi peccati. Il suo è un amore alto, che va oltre ogni frontiera e non conta se anche lui si "può" considerare un pedofilo, ma è un essere che trascende perché il suo amore per la bimba è qualcosa che non ha eguali. Questo è il punto che Malle tiene a precisare con garbo e glamour, senza però mai perdere di vista il nocciolo del problema: come sia sbagliato far crescere prima del tempo i bambini.
Maestoso e superbo il suo grido sommesso si alza alto nel panorama cinematografico a monito di recuperare un'umanità perduta...



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