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NARNI, IL GRANDE CINEMA D’AUTORE PRESENTATO DAGLI AUTORI
Francesco Munzi presenta a Narni Colpire al cuore di Gianni Amelio, nell'ambito della XV rassegna del cinema restaurato "Le vie del cinema "
Non sempre, ma spesso, un buon regista si riconosce dalla capacità di essere o meno un buon critico. Non ci sono dubbi che Francesco Munzi (nella foto) sia un buon regista, e quindi si trovano solo conferme a sentirlo parlare come un critico - e di quelli bravi. L'occasione è la terza serata di "Le vie del cinema", il festival di Narni che celebra le pellicole restaurate. Nonostante il tempo atmosferico non sia dei migliori, si raduna una piccola folla per partecipare all'evento.
Come ogni sera, un giovane regista sceglie un film lo ha influenzato, il film della vita: e la scelta di Munzi è caduta su Colpire al cuore di Gianni Amelio, film relativamente recente (1982) ma che ha già affrontato un restauro soprattutto a causa dei colori che andavano deteriorandosi. "È un film importante per me, anche se l'ho visto piuttosto tardi, 7/8 anni fa - dichiara Munzi nell'incontro che precede la proiezione del film - ma da allora mi è rimasto dentro, un film che scopri piano piano. Anche se, stranamente, è un film poco conosciuto di un regista importante". "Mi piace molto - continua Munzi - perché, come spesso fa Amelio, riesce a raccontare una storia pubblica filtrandola attraverso una storia privata. Lo spettatore poi deve metterci molto del suo, deve pensare al film. La mia interpretazione è che nel film si consuma uno scontro tra due generazioni: il giovane ragazzo nel film si sente trascurato dal padre e perciò agisce così". "Ma tutto questo - conclude Munzi - lo dico io, poiché nel film Amelio non da interpretazioni, né cerca di spiegare o giustificare".
Lettura che tuttavia è condivisa da Ignigo Lezzi, aiuto regista nel film: "si respirava quest'atmosfera sul set, anche se non lo capivamo appieno, probabilmente solo Amelio aveva perfettamente chiaro cosa stessimo facendo". "A me, per certi versi, sembrava tutto semplice, lineare sul set, ma dentro il regista c'era un lavoro enorme: e questo l'ho capito solo riflettendoci dopo".
Tocca ad Alberto Crespi, moderatore del breve incontro e direttore artistico del festival, fare la domanda finale a Francesco Munzi, ed è una domanda da un milione di dollari: "All'epoca Amelio inizialmente rispose che non era in grado di fare un film sul terrorismo, che non ne era capace: tu, se te lo chiedessero oggi, a questa distanza temporale da quegli eventi, cosa risponderesti?". "Rrisponderei anche io che non ne sono capace, anche se fortunatamente il tempo è passato, e il terrorismo appartiene al passato: mi ricordo che da piccolo invece di giocare a guardie e ladri giocavamo a brigatisti e poliziotti".
Stasera si prosegue con la proiezione de I mostri, mentre una nuova "via del cinema" va ad aggiungersi al già affollato parterre di vie e piazze intitolate ad attori e registi in quel di Narni Scalo: e nasce, proprio oggi, Piazza Dino Risi.



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