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SHUT UP & SING

di Barbara Kopple e Cecilia Peck

Cast: Dixie Chicks (Natalie Maines, Martie Maguire, Emily Robinson)
Nazionalità e anno: USA, 2008
Distribuzione: 01 distribution  
Edizione: inglese
Sottotitoli: italiano
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: letterbox 4/3 1.33:1
Durata: 88'  
Extra: Trailer (2'23"); Intervista Natalie Maines (0'40"); Intervista a Martie Maguire (1'57"); Intervista a Emily Robinson (0'49"); Intervista a Barbara Kopple (5'52"); Intervista a Cecilia Peck (4'55").
Note: Prodotto di buona qualità complessivamente, a fronte della vari fonti d'immagini.
Audio potente, nitido, poderoso e compatto per un suono molto pulito e "roccioso" che sciorina la sua brillantezza soprattutto durante il concerto.
Bene anche al qualità video anche se con i problemi dovuti alle varie fonti del materiale filmico. Colori ben tarati, buono il contrasto. Quadro immobile senza sfarfallii... Un'immagine molto luminosa e godibile.
Corretto il formato letterbox originale presente nel DVD.
Bene anche gli extra per un prodotto ben al di sopra della media.
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.01distribution.it/
Titolo originale: Shut Up & Sing

Qualità artistica: Ottima
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Discreta

4
SHUT UP & SING
4

"Le citrulle svampite" come ad un certo punto le etichetta un politico durante un'intervista televisiva che prima afferma "Non sanno di cosa parlano, col dovuto rispetto sono delle biondine senza cervello...". Ed un altro ancora: "demoralizza i nostri uomini al fronte, sicuri di fare del bene." E poi "Delle ragazzine sciocche che si meritano una bella strigliata...". Il tutto nasce dalla presa di posizione "dolcemente scomoda preso dal gruppo country delle Dixie Chicks, tre ragazze dall'aria sveglia e tutt'altro che sciocche, contro la guerra in Medio Oriente e soprattutto verso il loro Presidente... "ci vergogniamo che George Bush sia nato nel Texas". Una frase dura che non poteva passare inosservata. Un linciaggio mediatico e, successivamente, da parte dell'uomo della strada che iniziò a manifestare contro di loro cercando di invitare al boicottaggio dei loro concerti gli spettatori.
Un boicottaggio alimentato dalla "sagge" parole di W. George Bush durante una breve intervista. "Le Dixie Chicks possono dire quello che vogliono. Ma non dovrebbero rimanerci male se qualcuno non vuole comprare i loro dischi. La libertà è una strada a doppio senso." Ed è straordinario proprio come lui parli di libertà di parola (e di scelta) schierandosi in maniera non troppo sottile, tra quelli che invitano a snobbarle se non a "schifarle" per "l'assenza di spirito patriottico.
Un linciaggio mediatico senza precedenti che dimostra la pochezza (ed anche la poca scaltrezza dell'ex Presidente degli Stati Uniti d'America) nell'affrontare chi si dissociava dalla sua politica folle e dissennata.
Un brutto affair che raggiunge l'apice nel concerto tenuto dalla tre ragazze nel primo dei concerti del loro tour mondiale del 2003 in South Carolina... Un concerto che però ancora una volta ribadisce che i loro fan non le hanno abbandonate, ma tutt'altro. E da qui un concerto che le vede trionfare ovunque, sempre, però tra mille polemiche...
E il film di Barbara Kopple (tre Oscar) e Cecilia Peck filma con grande rigore e grande passione i momenti più importanti di questa losca situazione che dimostra una volta di più come il potere politico non ammette ingerenze da parte di nessuno tanto meno da parte di tre "canzonettiste". Parole dure quelle delle Dixie Chicks ma che rientrano nel gioco delle parti e della "famosa" libertà di parola che le persone possono avere. Ma negli States (come in tutto il mondo) chi si schiera in questo modo contro il potere deve fare i conti con lo stesso... Ma l'altro dato sconcertante è come i media possano bollare, senza possibilità di replica, una sola frase. Una frase ad effetto ma che cela un sentimento molto chiaro e deciso nei confronti di uno dei peggiori e più dannosi Presidenti della storia del paese dove tutti i sogni si possono realizzare (basta che vengano espressi in silenzio o nelle mura della propria casa).
Un documento inestimabile che con leggerezza e tanta, ma tanta, ironia ci mostra uno dei tanti volti della grande America e "l'unico volto" possibile di un uomo che non possiede un briciolo di ironia e di leggerezza... Un documento che mostra come la libertà di parola negli States sia solo una parola senza senso. Non a caso le radio che hanno continuato a mandare in onda i brani delle ragazze sono state fortemente penalizzate. Quindi un indotto di "censura" molto forte e senza freni...
Da non perdere per capire meglio chi sia Bush... e per fortuna (al momento) non c'è più (al potere)...

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Ho seguito a suo tempo tutto quello che accade però ebbi l'impressione che fu soltanto un'operazione commerciale senza alcun valore politico. Una mossa furba per farsi un po' di pubblicità per le tre belle ragazze senza nessun talento particolare! Tre belle ragazze "country" contro Bush. E il risultato fu "soltanto" la vendita di 3 milioni di dischi Non male eh!

Mar, 30/06/2009 - 16:22