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CIELO DI FUOCO

di Henry King  

Cast: Gregory Peck, Hugh Marlowe, Gary Merrill, Millard Mitchell, Dean Jagger, Robert Arthur, Paul Stewart, John Kellogg, Bob Patten, Lee MacGregor, Sam Edwards, Roger Anderson
Nazionalità e anno: USA, 1949
Distribuzione: 20th Century Fox Home Entertainment
Edizione: italiano, inglese, francese
Sottotitoli: italiano, inglese, francese, greco, olandese, inglese per non udenti
Audio: mono ibrido 2.0, originale dolby surround 2.0
Schermo: letterbox 4/3 1.33:1
Durata: 127'
Extra: Assenti
Note: Buono l'audio, pulito e corposo, netto e privo di imperfezioni. Un suono brillante per un ascolto di buona qualità nonostante la vetustà della pellicola e che sia soltanto mono nella versione italiana. Molto più  corposa la versione originale in DD 2.0.
Bene la qualità video. Un ottimo bianco e nero, ottimamente contrastato e con una buona gamma di grigi. Netto e ben definito per un'immagine molto luminosa e molto godibile.
Il film è proposto nella versione letterbox.
Extra assenti. Ma per una volta tanto si possono anche chiudere entrambi gli occhi.
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.foxvideo.it/
Titolo originale: Twelve O'Clock High
 

Qualità artistica: Buona/Ottima
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: N.G.  

3
CIELO DI FUOCO
3 e mezzo

Vincitore nel 1949 di due premi Oscar: Miglior Attore non Protagonista a Dean Jagger (il maggiore Stovall che narra la vicenda) e Miglior Sonoro Cielo di fuoco è uno di quei film che conquista a suono di colpi di mitra, di sibili di bombe e di tanta ma tanta umanità mista a coraggio. Gli uomini dell'aria che seppero sfidare la potente flotta aerea nazista per mettere in ginocchio la follia del III Reich... Coraggio a profusione che trova l'apice nelle sontuose immagini dei combattimenti nei cieli teutonici, sia di repertorio che girate ex novo. Immagini che entusiasmano gli amanti del genere ma anche i neofiti e chi non ama particolarmente i film bellici. Immagini che ci portano a volare, ad essere in quei luoghi che videro atti di eroismo unici. Immagini che evocano tempi lontani (ma neanche poi tanto) fatti di distruzione e disperazione. Immagini che ci rammentano quanti uomini si sono battuti per la libertà dell'Europa (e forse del mondo) dal giogo nazista. Immagini che non ci fanno dimenticare quanti di questi uomini sono morti per la libertà. Uomini qualunque. Uomini come tanti altri che in tempi così duri seppero "agire" e trasformarsi in "macchine da guerra" senza, però, perdere la loro umanità. E su questo tasto il maestro Henry King costruisce il film per porre l'accento come il peso del comando sia un qualcosa che comporta un "tormento" morale che spesso non si legge e ne si vede ma che esiste come un macigno per chi deve mandare ad una possibile morte degli uomini. Uomini dapprima sconosciuti che alla fine diventano la tua famiglia. Una famiglia di elezione e che non si vorrebbe mai più perdere. Quindi un discorso morale e di sentimenti che nonostante le necessità della guerra l'uomo "cerca" di non perdere. Una morale mista a sentimenti che spesso porta all'esaurimento chi comanda (e quindi si contesta il famoso detto il potere logora chi non lo ha) tra mille dubbi e problemi di coscienza. Certo il discorso vale per chi ha una coscienza perché sappiamo anche che spesso chi è alle sfere del comando non ha questa "dote" in se...
E se questo è il filo conduttore del film di certo non mancano momenti epici (come detto) che fanno di Cielo di fuoco uno dei più film di guerra mai realizzati...
Un film di impatto che non deluderà le attese e le aspettative...

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