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OKINAWA
di Lewis Milestone
Cast: Richard Widmark, Jack Palance, Karl Malden, Robert Wagner, Richard Hylton, Richard Boone, Skip Homeier, Don Hicks, Jack Webb, Bett Freed, Neville Brand
Nazionalità e anno: USA, 1951
Distribuzione: 20th Century Fox Home Entertainment
Edizione: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo
Sottotitoli: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, greco, danese, olandese, finlandese, norvegese, svedese, turco, inglese per non udenti
Audio: dolby-digital 2.0
Schermo: letterbox 4/3 1.33:1
Durata: 108'
Extra: Assenti.
Note: Buono l'audio, pulito e corposo, netto e privo di grandi imperfezioni a parte qualche piccola stonatura che ogni tanto si avverte, ma nulla di particolarmente peccaminoso. In definitiva un suono brillante per un ascolto di buona qualità.
Stesso discorso per la qualità video. Colori netti e ben definiti, bene il contrasto per un'immagine luminosa e quindi godibile nonostante gli oltre cinquanta anni della pellicola.
Il film è proposto nella versione letterbox.
Extra assenti. Poco importa perché ci rimane un grande film...
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.foxvideo.it/
Titolo originale: Halls of Montezuma
Qualità artistica: Cult
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: N.G.
Okinawa. Uno degli scontri più sanguinosi della II Guerra Mondiale che il veterano e maestro Lewis Milestone ci restituisce in tutta la sua grandiosità e il suo terribile vento di morte... Venti di guerra che inevitabilmente portano a quei tanti caduti in battaglia che hanno dato la loro vita in nome della libertà. Una libertà in senso lato con la quale Milestone "gioca" a più riprese per non offrirci un film eroico (anche se poi lo è anche) ma per darci un'angosciante verità: la guerra non serve a nulla se non come "factory" di cadaveri... Non sarà nulla di nuovo ma quando il film fu fatto, pochi anni dopo la fine della guerra, era di certo qualcosa di diverso e nuovo. Non solo degli eroi senza macchia e senza paura ma degli uomini tormentati dalle loro ansie, angosce e paura a profusione. Sono solo degli uomini "gettati" su delle spiagge colorate di sangue che sperano di vivere ancora e non di rimanere lì per colorare sempre di più quei luoghi lontani ed "inospitali". Venti di guerra che rappresentano il lato oscuro dell'uomo, quel lato dal quale tutti tentiamo di fuggire ma che non possiamo fare a meno di prendere in considerazione e, all'estremo, dove accettare. Come si deve accettare l'onere del comando sapendo di mandare al macello tanti bravi ragazzi (e se non lo sono comunque delle vite umane che potrebbero avere qualsiasi sorte, non certo quella di concimare terreno...). Un onere che il tenente che comanda un plotone non accetta più. È stanco di fare la conta di chi sopravvive. Ormai, del gruppo originale, sono rimasti sono sette uomini e cerca di "preservarli" come se fossero la cosa più preziosa che ha, e lo sono. La vita è sempre preziosa. Ma un conto è tentare ed un altro è doversi arrendere alla dura realtà e rimanere con un pugno di mosche e vivere nel ricordo di quegli uomini che sono morti anche per "mano sua". E se Milestone da una parte si batte con piglio antimilitarista dall'altra non può esimersi di dare risalto a come questi uomini siano dei "credenti" che si battono per degli ideali. E qui esce tutto l'inganno degli uomini. Ma è un inganno fuggevole e che non conta più di tanto rispetto al grandioso affresco che Milestone fornisce di questa trance di guerra dove anche i giapponesi sono esseri umani con i loro codici e il loro onore e non solo "delle scimmie gialle da uccidere" (come più volte viene sbandierato dai soldati americani). Alla fine diventa solo uno slogan nel quale "dover" credere per cercare di "non" capire questa sporca guerra... Un "credo" poco convinto e poco convincente...
Okinawa. Un grande film da non perdere per chi pensasse che i film antimilitaristi sono stati fatti solo dagli anni '70 in poi...



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