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SIAMO TUTTI IN BALLO!
di Marilyn Agrelo
Soggetto: Amy Sewell
Fotografia: Claudia Raschke
Montaggio: Sabine Krayenbuhl
Musiche: Joseph Baker, Steven Lutvak
Interpreti: Tara Devon Gallagher, Madeleine Hackney, Charlotte Jorgensen, Rodney Lopez, Victoria Malvagno, Stacee Mandeville, Ann Reinking, Yomaira Reynoso, Allison Sheniak
Produzione: Just One Productions
Distribuzione: Mikado
Nazionalità ed anno: USA, 2005
Durata: 107’
Titolo originale: Mad Hot Ballroom
Data di uscita: 21 aprile 2006
Sito ufficiale: www.paramountclassics.com/madhot/
Sito italiano: www.mikado.it
3 e mezzo
E’ un nobile progetto quello dell’organizzazione no profit American Ballroom Theater, che promuove corsi gratuiti di danza – dal merengue allo swing - nelle scuole pubbliche di New York. Iniziato nel ’94, ora coinvolge una sessantina di istituti. La scrittrice, giornalista e pittrice Amy Sewell ne fece un articolo e poi, entusiasta dell’esperienza, per valorizzarla in una testimonianza più articolata ha coinvolto l’amica Marilyn Agrelo (autrice di spot, produttrice di film indipendenti e organizzatrice di raccolte di fondi umanitari).
Così le due - l’una in veste di co-produttrice e sceneggiatrice, l’altra al debutto registico nel lungometraggio - si sono focalizzate su tre scuole multietniche, sui momenti di lezione e di vita sociale fino al gran giorno della gara finale. Il risultato è un pluripremiato documentario.
Molteplici le qualità educative e benefiche della musica e del ballo secondo il bagaglio dei maestri e l’esempio dei giovani (perlopiù di famiglia povera e immigrata), che hanno in tal modo l’opportunità di salvarsi dalla strada, superare i ghetti delle comunità di appartenenza, conoscere altre culture e l’introduzione all’arte. L’intento è farli uscire dal loro guscio, renderli orgogliosi di se stessi e delle proprie radici, capaci di disciplinarsi. Essi possono stringere nuove amicizie (vediamo che quando qualcuno non conosce la lingua tutti lo aiutano, o se è grassottello non importa, perché è una persona), mentre vanno anche oltre la separazione tra maschi e femmine - tipica dell’età - trovando la chimica della coppia giusta, per poi guardare l’altro “come fosse l’ultima volta” e trasmettersi emozioni. Vengono premiati la partecipazione, l’impegno, e ci si prepara alle sconfitte della vita, contenti per chi vince purché “non si vanti, perché farebbe sentire gli altri delle nullità”. Tutto attraverso un’attività definita divertente, che fa sentire bene e pieni di energia.
Difatti la vitalità, l’eccitazione, il nervosismo dei ragazzi si diffonde, e seguendoli cambiare in ladies e gentlemen o consolandoli per il mancato passaggio delle eliminatorie, gli insegnanti si commuovono. E non solo loro.
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