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JUST FRIENDS

di Roger Kumble

Soggetto e  sceneggiatura: Adam "Tex" Davis
Fotografia: Anthony B. Richmond
Musiche: Jeff Cardoni
Montaggio: Jeff Freeman
Scenografia: Robb Wilson King       
Costumi: Alexandra Welker
Interpreti: Ryan Reynolds, Amy Smart, Anna Faris, Chris Klein, Chris Marquette, Julie Hagerty, Amy Matysio, Fred Ewanuick
Produzione: Cinerenta Feature Films, Bender-Spink Inc.
Distribuzione: CDI, Warner Bros. Pictures Italia
Nazionalità ed anno: Usa, 2005
Durata: 94'
Data di uscita: 8 maggio 2009
Titolo originale: id.
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JUST FRIENDS
2

L'ansia di riscatto ha trasformato il produttore musicale Chris Brander in una sorta di seduttore seriale, perennemente alla ricerca di nuove conquiste. Con una carriera di successo e una vita al massimo in quel di Los Angeles, Chris intende cancellare il ricordo imbarazzante della sua adolescenza, quando era un liceale obeso e innamorato senza speranza della sua bellissima e biondissima migliore amica. Ma dopo dieci anni un'imprevista visita a casa farà scoprire a Chris che le cose sono meno cambiate di quello che sarebbe ragionevole aspettarsi...
Partecipa alla fiera del plagio il buon Roger Kumble, colpevole in passato di crimini contro lo spettatore del calibro di Cruel Intentions, Cruel Intentions 2 e La cosa più dolce. Nel 2005 aveva infatti portato sullo schermo questo Just Friends, che esce adesso in Italia dopo ben quattro anni, e che ricopia diligentemente spunti comici dai migliori titoli recenti del filone demenziale, fratelli Farrelly in testa. Nel passaggio parecchio va perduto, e oltre a divertirsi di meno si finisce per essere spaesati da una perenne sensazione di déjà vu. Ma sarebbe potuta andare molto peggio: la volgarità non sale mai oltre il livello di guarda, si ride di pancia e di riflesso, ma si ride, e Kumble ha il merito di azzeccare molti comprimari, fra cui Chris Marquette e una rediviva Julie Hagerty, l'indimenticata hostess de L'aereo più pazzo del mondo. Inoltre, dopo il prologo (purtroppo indebitamente ripreso nei titoli di coda), si fa presto a capire che la gag del ciccione repulsivo non ci verrà ulteriormente propinata, e che Ryan Reynolds sa perfettamente fare l'attore comico anche senza doversi imbruttire ad arte.
Nell'inutilità senza scosse di questo onesto prodotto di intrattenimento, il cui vero punto debole è proprio l'esilissima storia d'amore, spicca poi la presenza spudorata, volatile e - lei sì - autenticamente esilarante di Anna Faris, nei panni della simil-Britney Samantha James. Era il training per la futura The house bunny e l'ulteriore conferma di un talento comico senza sottigliezze, ma senza freni.

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