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GENERAZIONE MILLE EURO
di Massimo Venier
Soggetto: Massimo Venier, Simone Herbert Paragnani e Federica Pontremoli
Sceneggiatura: Massimo Venier, e Federica Pontremoli
Fotografia: Italo Petriccione (a.i.c.)
Montaggio: Carlotta Cristiani
Scenografia: Valentina Ferroni
Costumi: Bettina Pontiggia
Musiche: Giuliano Taviani e Carmelo Travia
Interpreti: Alessandro Tiberi, Valentina Lodovini, Carolina Crescentini, Francesco Mandelli
Produzione: Rai Cinema. Andrea e Raffaella Leone per Alf
Distribuzione: 01 Distribution
Nazionalità ed anno: Italia, 2008
Durata: 101'
Data di uscita: 24 aprile 2009
Sito italiano
Matteo, trent'anni, laurea in matematica con casa in affitto divisa con l'amico Francesco, una fidanzata e un lavoro... entrambi naturalmente precari. Una sopravvivenza dura, che non permette neppure di sognare una vita diversa. Sempre di corsa, tra un lavoro e l'altro per cercare di portare a casa, alla fine del mese, i mitici 1000 euro. Una realtà con la quale il nostro protagonista si scontra fino a ritrovarsi sul baratro: quasi licenziato e ormai lasciato dalla sua ragazza.
Quando tutto sembra perduto, la vita di Matteo cambia marcia. Angelica, il vice-direttore marketing dell'azienda da cui sta per essere licenziato Matteo, decide di puntare tutto su di lui e lo salva in extremis, mentre a casa, arriva una nuova inquilina, Beatrice... Adesso il mondo di Matteo è cambiato e lui che non aveva nulla si troverà, invece, a dover scegliere sia sul lavoro che nei sentimenti. Ciò lo porterà, infine, a capire quali sono le cose che contano nella sua vita.
Un film che indaga e mette a nudo le paure dei trentenni, che s'immerge nelle storie dei protagonisti con un occhio oggettivo, ma senza giudicarli, solo guidandoli nel viaggio alla ricerca di loro stessi. Personaggi ritratti a tutto tondo come Angelica, interpretata da Carolina Crescentini, che intrappolata nella morsa del suo lavoro (anche per paura di perderlo) rischia di perdersi la vita, fino a quando non irromperà Matteo che saprà regalarle una nuova freschezza,quasi una nuova identità. O come Beatrice (Valentina Lodovini), che sogna di fare l'insegnante e intanto dà ripetizioni in attesa della "chiamata del Ministero". Per non parlare poi di Francesco, giocatore accanito di Playstation e appassionato di cinema, che incarna l'eterno adolescente che non vuole scendere a patti con la realtà e continua a "giocare con la sua vita".
Una sceneggiatura forte, solida, equilibrata tra commedia e riflessione sociale, con la felice trovata di inserire il personaggio Francesco, che parla di film e soprattutto dei film commerciali (di quello che insomma questo film poteva essere e per fortuna non è stato) in un turbinio di battute che rendono il ritmo sostenuto e frizzante dall'inizio alla fine. Una Carolina Crescentini che si cala perfettamente nel personaggio della donna in carriera, salvo abbandonarlo, al momento giusto, per ritrovare l'entusiasmo e la voglia di innamorarsi. Una recitazione difficile che gira su due livelli, con espressività e modalità diverse in cui la giovane attrice si muove con grande abilità, dando vita a un personaggio complesso e sfaccettato, difficile da dimenticare.
Alessandro Tiberi è cresciuto a livello recitativo, finalmente uscito dai panni del doppiatore di grandi film, riesce a "metterci la faccia" e creare un Matteo ingenuo, disilluso, ma anche combattivo e sognatore. Grande prova recitativa anche di Francesco Mandelli, impeccabile nei tempi comici e nelle espressioni facciali che esprimono l'anima e l'ansia del giovane uomo che si rifiuta di crescere. Disinvolta, attuale, perfettamente aderente nel suo minimalismo, alla storia raccontata, la scenografia curata da Valentina Ferroni. Grande presa sul pubblico hanno le musiche di Giuliano Taviani e Carmelo Travia e i tre brani interpretati dall'emergente Malika Ayane, la cui voce è stata definita da Paolo Conte "un arancione scuro che sa di spezia amara e rara".
haslan ha scritto:
Solo tanta noia, ed ancora noia, ed ancora noia. Telefonate le situazioni, tempi comici uguali allo 0, pessimi gli attori con Mandelli sugli "scudi"!
Mi fidavo di te e sono andato a vederlo convinto anche dalla tua recensione. Delusione.



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