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IL TRIANGOLO NO, NON L'AVEVO CONSIDERATO...
Argentero, Gerini e Nigro presentano a Roma Diverso da chi?, commedia dell'esordiente Umberto Carteni (Universal, dal 20 marzo al cinema)
Il comunicato con cui Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, conferisce un sorridente placet al primo lungometraggio diretto da Umberto Carteni ne celebra "freschezza della sceneggiatura e graffiante ironia". È con circa 300 copie che Diverso da chi?, frutto della collaborazione Cattleya-Universal, a partire dal 20 marzo tenterà di gettare uno spiraglio di luce leggera e divertita sui gusti politico-sessuali dell'Italia di oggi.
Secondo il racconto di Fabio Bonifacci, sceneggiatore, "l'idea da cui è nato il film è stata un pensiero che m'ha fatto ridere, quello di un ribaltamento vero e proprio dei soliti preconcetti sulla diversità a cui siamo abituati. Il contesto politico è stato da subito piuttosto utile ai fini della storia, ma è un mero simbolo; quanto alle scelte dei personaggi, direi quasi che le hanno compiute da soli. Date certe premesse, l'intreccio delle varie storie è nato da loro stessi".
Nel raccontare di uno stimato militante gay, candidato sindaco per il centrosinistra, che prende una sonora sbandata (corrisposta!) per la Furia Centrista, tradizionalista e anti-divorzista nonché... donna, "siamo stati fin troppo realistici: la vera fantascienza è la realtà, molto spesso", sorride il protagonista Luca Argentero. "Le istituzioni impiegano sempre parecchio ad adeguarsi ai mutamenti nella vita di tutti noi: forse si tratta di un discorso più grande del film stesso, ma credo che la tutela della diversità sia un tema direttamente legato a quello della tutela dell'essere umano in generale. Su questioni così importanti il ritardo tipico dei tempi della politica dovrebbe ridursi". E "ci sono Paesi dove le cose vanno diversamente", rincara Filippo Nigro, riferendosi ad esempio alla vicina Spagna e alle sue conquiste in tema di parità di diritti. "L'evoluzione della famiglia tradizionale verso quella del futuro non sappiamo quale sia. La presenza del Vaticano, qui, rende i soliti dibattiti più ideologici di quanto possano e debbano essere: in Diverso da chi?, invece, abbiamo adottato un tono assolutamente non ideologico", osserva ancora Bonifacci. Secondo Carteni, "nonostante sia stato scritto ormai da qualche anno il soggetto mantiene un'attualità sorprendente": nella pellicola spicca effettivamente anche la sincera, divertente ferocia con cui viene dipinta la classe politica nostrana. "Sono una Binetti emancipata", ride Claudia Gerini tentando d'individuare la plausibile controparte reale della lady di ferro che interpreta nel film. "Ma no, non ho preso ispirazione da nessuna donna della politica per interpretare Adele. Sono un sogno". E chi potrebbe contraddirla?
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