Menu principale

Login utente

Commenti recenti

Argomenti del forum attivi

Scambia informazioni

Syndicate content

LA PANTERA ROSA 2

di Harold Zwart

Soggetto e  sceneggiatura: Scott Neustadter, Michael H. Weber, Steve Martin
Fotografia: Denis Crossan
Musiche: Christophe Beck
Montaggio: Julia Wong
Scenografia: Rusty Smith
Costumi: Joseph G. Aulisi
Interpreti: Steve Martin, Jean Reno, Emily Mortimer, Aishwarya Rai, Andy Garcia, Yuki Matsuzaki, Alfred Molina, John Cleese, Molly Sims, Federico Castelluccio
Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer (MGM), Columbia Pictures, Robert Simonds Productions
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia     
Nazionalità ed anno: Usa, 2009
Durata: 92'
Data di uscita: 6 marzo 2009
Titolo originale: The Pink Panther 2
Sito ufficiale      
Sito italiano

LA PANTERA ROSA 2
2

Che se ne sentisse o meno il bisogno, i buoni risultati al botteghino del film precedente segnano, inesorabile, l'avvento del secondo episodio: dunque, ecco di nuovo Jacques Clouseau in versione bianco - Steve Martin alle prese col diamante più desiderato del mondo. Questa volta lo scemo di genio si ritrova associato a un improbabile "dream team" internazionale di investigatori, chiamati a contrastare le malefatte del Tornado, ladro misterioso di fama mondiale, tornato alla ribalta dopo anni di inattività.
Come aveva fatto presentire la prima performance di Steve Martin nei panni dell'ispettore Clouseau, questa nuova Pantera Rosa di inizio terzo millennio affoga tra gag di trascurabile vis comica e un intreccio che ricorda pericolosamente la barzelletta del Fantasma Formaggino. Ossia, c'era una volta un investigatore italiano (capello nero bisunto e palpata d'ordinanza), un investigatore inglese (supponente e dalla virilità sbeffeggiata) e un investigatore giapponese (tutto computer e tecnologia) che danno la caccia a un immarcescibile Johnny Hallyday, e che vengono infine sbugiardati dal superiore talento di Clouseau. A farci la figura peggiore è l'"italiano" Andy Garcia, pittorescamente abbigliato in completi bianchi e camicie nere e costretto a un ruolo tutt'altro che piccolo, ma quello di Garcia non è l'unico nome celebre a non trarre molta gloria dall'associazione all'allegra baracconata: John Cleese, Alfred Molina, Jean Reno e un incomprensibile Jeremy Irons arricchiscono un cast decisamente troppo blasonato per il prodotto che è chiamato a mettere in scena. Fortuna per il pubblico nostrano che il doppiaggio gli risparmia l'imbarazzante blaterare di Garcia in un italiano inesistente, ma non è la lingua né l'insistere sugli stereotipi il vero problema, bensì l'incapacità di andare al di là di essi e suscitare risate autentiche.
Il film si dipana dunque in un fiacco giustapporsi di scenette, alcune meglio altre peggio riuscite, a volte sostenute dal talento comico di Steve Martin (anche co-responsabile della sceneggiatura), altre volte appesantite dal suo voler strafare. Costretto a calarsi in panni che non gli rendono piena giustizia (il Martin che preferiamo è il verboso metereologo di Pazzi a Beverly Hills, ma nutriamo il legittimo sospetto che da anni l'attore americano benefici di una decisa sopravvalutazione), il nuovo Clouseau fa i compiti e qualcuna ne azzecca, ma da solo non riesce a tenere in piedi il film. Del resto sarebbe stato compito improbo. 
In conclusione, presi i cattivi e recuperato il diamante, Clouseau corona il suo sogno d'amore e si sposa: con affetto, gli auguriamo che gli consentano, dopo tanti anni, di ritirarsi finalmente a vita privata, approdando a un meritato quanto definitivo pensionamento.

accedi o registrati per inviare commenti