Login utente
Cerca
Editoriale
Berlino 60
Messaggi recenti del blog
- È ONLINE IL BANDO DEL SARDINIAFILMFESTIVAL 2012 INTERNATIONAL SHORT FILM AWARD
- “POLITICA E LEADER NEL LAZIO AI TEMPI DI ENEA”
- COORDINAMENTO DEI FESTIVAL DI CINEMA DELLA LOMBARDIA
- “OLTREMARE” DI GLORIA SATTA… MOSTRA FOTOGRAFICA – GENOVA, PALAZZO DELLA NUOVA BORSA
- ROMAFICTIONFEST: PROGETTO SCUOLE, LA CULTURA DELLA FELICITÀ
- IL 15 LUGLIO, A MONTEROTONDO, LA “MEDEA” DI EURIPIDE NELLA REINTERPRETAZIONE DI THEATRON
- IL TAX CREDIT PER I PRODUTTORI ITALIANI
- VINCI TAORMINA CON UN CORTOMETRAGGIO
- BREDA SISTEMI INDUSTRIALI ENTRA NEL CINEMA CON THE CULTURE BUSINESS – FANATICABOUTFILMS PER “MEGAMIND”
- A ROMA, ARA PACIS, IL 12 APRILE LEZIONE SULLA MOSTRA DI PALAZZO FARNESE
Argomenti del forum attivi
I LOVE SHOPPING
di P. J. Hogan
Soggetto e sceneggiatura: Tracey Jackson, Tim Firth, Kayla Alpert, dai romanzi di Sophie Kinsella Confessions of a Shopaholic e Shopaholic Takes Manhattan
Fotografia: Jo Willems
Montaggio: William Goldenberg
Musiche: James Newton Howard
Scenografia: Kristi Zea
Costumi: Patricia Field
Interpreti: Isla Fisher, Hugh Dancy, Krysten Ritter, Joan Cusack, John Goodman, Stephen Guarino, Kristin Scott Thomas, Lauren Steffany, Kathy Searle
Produzione: Touchstone Pictures, Jerry Bruckheimer Films
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Nazionalità ed anno: Usa, 2009
Durata: 104'
Data di uscita: 27 febbraio 2009
Titolo originale: Confessions of a Shopaholic
Sito ufficiale
Sito italiano
Alla faccia della miseria. Ironica e intelligente (pare) quanto svaporata e irresponsabile (di sicuro), la giornalista Rebecca Bloomwood soffre di shopping compulsivo e svuota periodicamente le boutique d'alta moda, fino ad accumulare un debito di oltre 9000 dollari sulle sue 14 carte di credito. Dato che il suo reddito mensile non è assolutamente all'altezza di simili spese, e dato che oltre che senza soldi si è pure trovata senza occupazione, il problema di ovviare allo scoperto diventa drammatico.
Quand'ecco che il miracolo accade: dopo mezza giornata di disoccupazione, un solo colloquio di lavoro e la brillante decisione di ubriacarsi di tequila e scrivere un articolo che mostri le proprie capacità, Rebecca si ritrova di punto in bianco con la sua prestigiosa rubrica su un periodico finanziario. Questo nonostante sia letteralmente braccata dal recupero crediti. Ci scapperà l'amore, la redenzione e, purtroppo per noi, la morale.
Si scomodano paragoni impropri, per questo I Love Shopping, trasposizione cinematografica a firma P. J. Hogan (un tempo, ahimè, regista de Le nozze di Muriel) dei primi due bestseller di chick lit che hanno fatto la fortuna di Sophie Kinsella. Che il riferimento a Il diavolo veste Prada o alla serie di Sex and the city ci scappi è inevitabile: siamo in terra newyorkese, la nostra eroina fa la giornalista, e a tratti sciacalla una Kristin Scott - Thomas griffatissima che fa il verso a Meryl Streep. Ma la satira non trova la forza del grottesco, l'intelligenza autoironica fa solo capolino e la lezione morale non prova nemmeno ad apparire verosimile. A metà tra la commedia rosa, l'apologo edificante e la comicità demenziale, I Love Shopping sconta la colpa di una sceneggiatura esile come una piuma, che non riesce a colmare i vuoti siderali di una storia in pieno deficit inventivo. E le mirabolanti vicissitudini di Rebecca Bloomwood non sono le fantasiose trovate di una pellicola di evasione, ma soltanto il faticoso arrancare di un film sgangherato.
Un film che ha la colpa ulteriore di non aver sfruttato adeguatamente le potenziali comiche della sindrome da shopaholic incarnata dalla protagonista, che sono alla base delle poche sequenze godibili (la conversazione col manichino, i pedinamenti di Derek Smeath, le sedute di terapia dei compratori compulsivi). La simpatia e la comicità di Isla Fisher, che pure convincono, non riescono a tenere in piedi il film, e l'insopportabile belloccio interpretato dal pulcino bagnato Hugh Dancy lo affossa definitivamente con una serie di battute pseudoromantiche da brivido cosmico. Con l'happy ending già in vista, Rebecca dice: "Compro perché quando lo faccio tutto il mondo sembra bello. E poi non lo è più, e io sento il bisogno di rifarlo". E nel buonismo dilagante di una pellicola rosa come il soprabito della protagonista, l'affermazione suona stranamente inquietante.



Commenti recenti
21 ore 5 min fa
21 ore 8 min fa
21 ore 12 min fa
5 giorni 4 ore fa
2 settimane 6 giorni fa
2 settimane 6 giorni fa
8 settimane 10 ore fa
8 settimane 10 ore fa
8 settimane 10 ore fa
28 settimane 2 giorni fa